Musica, il tormentone russo del momento ora anche in lingua italiana

Dal videoclip del gruppo "Leningrad"
Con il suo esilarante videoclip, la canzone “Eksponat” della band Leningrad ha registrato milioni di visualizzazioni su YouTube. E dopo il successo arriva la versione in italiano

Il videoclip della canzone “Eksponat” della band Leningrad spopola in Russia. E, visto il grande successo, si è deciso di realizzare la versione in lingua italiana. “Mostra”: così è stata chiamata dai conduttori della stazione radio “Evropa Plyus” Dzhem, Ilya e Vika, che presentano versioni in lingua straniera delle canzoni russe, con il marchio “Brigada U”.

Il video, caricato sul canale ufficiale di YouTube il 13 gennaio, in sole tre settimane ha registrato 32 milioni di visualizzazioni. Nel ruolo della protagonista principale, l’attrice Yulia Topolnitskaya, che si prepara ad andare a una mostra insieme a Sergej. La ragazza ha a disposizione solo un paio di ore per prepararsi: perdere peso, entrare nei jeans, depilarsi, farsi la manicure, truccarsi e dipingere le suole delle scarpe di rosso, per renderle il più possibile simili a quelle di Christian Louboutin. L’ironia è travolgente fin dall’inizio. E i contrasti tra la cultura e l’utilizzo delle parolacce danno un tono esilarante alla clip.

La versione italiana

La reazione della Rete è stata immediata: c’è chi sostiene che la canzone sia un vero e proprio tormentone, chi elogia il modo in cui Sergej Shnurov (leader del gruppo Leningrad) sia riuscito, in maniera sottile, a ridicolizzare i problemi dei modaioli di oggi. Qualcuno invece è rimasto affascinato dall’idea di dipingere di rosso le suole delle scarpe. Nel frattempo a Mosca gli organizzatori della mostra su Van Gogh hanno promesso l’entrata gratuita alle ragazze che si sarebbero presentate con tacchi di dieci centimetri.

La versione originaria

Sergej Shnurov sul suo profilo Instagram ha commentato: “Cercherò di spiegare brevemente perché ho iniziato a scrivere canzoni al femminile. Fino a poco fa il mondo sommerso maschile era grande e variegato. Comprendeva intellettuali ubriaconi, parassiti amanti del bel vivere per vocazione, romantici, filosofi dell’animo umano, affascinanti truffatori, avventurieri solitari e moltissimi altri di questi insoliti soggetti. Mi impegnavano molto. Ma poi sono scomparsi. Con mio profondo rammarico da questo mondo è scomparsa la complessità. Si possono ancora trovare rari esemplari, ma in questo senso gli uomini non rappresentano più quella fauna che era così interessante. Allo stesso tempo il mondo femminile si è fatto più complesso e più diversificato. Inoltre il mondo sommerso delle donne ha iniziato a dettare regole quotidiane: le donne, piano piano, sono diventate clienti e motore dell’economia, e non solo. Si può dire che, da un punto di vista poetico, siano diventate ancora più complesse e interessanti. Ma continuo a non perdere la speranza che il mondo maschile perda questa sua disperata semplicità”.

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