Siria e terrorismo, colloquio telefonico tra Putin e Obama

Il Presidente russo ha ribadito la necessità di una lotta congiunta al terrorismo. Il Cremlino: "Conversazione dai toni franchi"

Colloquio telefonico ieri sera tra il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente Usa Barack Obama. Durante la conversazione i due leader hanno discusso della situazione in Ucraina e della lotta al terrorismo. La telefonata è avvenuta su iniziativa di Washington. 

Putin ha sottolineato l’importanza che Kiev rispetti gli accordi di Minsk-2 e che resti aperta la porta del dialogo con il Donbass. Il capo del Cremlino ha inoltre sottolineato la necessità di creare una grande coalizione nella lotta all’Is

“Sono stati comunque affrontate anche altre questioni”, ha fatto sapere l’ufficio stampa del Cremlino, sottolineando il tono franco del colloquio. All’ordine del giorno, oltre alla situazione ucraina e alla questione siriana, anche il caso della Corea del Nord.

Secondo il politologo Vladimir Bruter, esperto dell’Istituto internazionale di ricerca politico-umanitaria, gli Stati Uniti non possono non riconoscere che la Russia giochi un ruolo importante nella lotta contro il terrorismo. Anche se da entrambe le parti continuano a esserci visioni divergenti. 

“Gli Usa si trovano costretti a riconoscere il ruolo che la Russia sta avendo ora in Siria, e non possono nasconderlo - ha detto Bruter -. Ma la posizione degli Stati Uniti - ha aggiunto il politologo - si dimostra ambigua: continuano a parlare della necessità di una lotta congiunta al terrorismo, un concetto però che essi interpretano a modo loro. Per quanto riguarda le relazioni tra Mosca e Washington sulla Siria, gli Usa cercheranno di togliere il terreno da sotto ai piedi sia alla Russia, sia al governo siriano. Il loro obiettivo sarà quello di cambiare la leadership politica a Damasco nella misura in cui sarà loro possibile. Per questo, tra Russia e Usa non sarà possibile alcun tipo di “amicizia” sulla questione siriana. Anche se al giorno d’oggi buona parte degli interessi coincidono”.

Qui la versione originale del testo

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta