Segnali incoraggianti per l'interscambio Italia-Russia: il punto dall'assemblea GIM-Unimpresa

Pier Marco Tacca/Getty Images
Nei primi 5 mesi del 2021 l’interscambio ha avuto una ripresa significativa (+14,2%), tornando quasi ai livelli pre-pandemia

Difendere e promuovere il dialogo, per affrontare le sfide globali e uscire dalla crisi pandemica più forti di prima. La fotografia scattata dall’assemblea di GIM-Unimpresa, l’associazione degli imprenditori italiani in Russia, mostra una situazione di cauto ottimismo. E il “voto in pagella” assegnato dal presidente Vittorio Torrembini allo scenario attuale lascia pensare che ci siano incoraggianti margini di miglioramento: “6+”. L'emergenza sanitaria rappresenta ancora una seria minaccia, lo spettro delle tensioni internazionali non accenna a sparire ma i rapporti commerciali tra la Russia e l'Italia lasciano ben sperare.

“La situazione dei contagi in Russia è degenerata nonostante i tentativi fatti per fermarli - ha detto Torrembini in apertura dei lavori -. Tuttavia, il panorama economico sta decisamente migliorando. Abbiamo varie aziende con attività produttive in Russia che stanno registrando ottimi risultati. L’Italia ha da sempre fortissimi legami con questo paese e sono in atto delle iniziative sul piano economico per realizzare progetti importanti”.  

Vittorio Torrembini, presidente GIM

Dopo più di un anno di frontiere chiuse i primi segnali incoraggianti arrivano sul piano degli spostamenti. “Siamo riusciti a ottenere dai russi la possibilità di entrare nel paese, oltre alla possibilità di ingresso degli imprenditori russi in Italia, quindi da questo punto di vista la situazione è decisamente migliorata”, ha ricordato Torrembini. Ma la normalizzazione delle frontiere e degli spostamenti, ha precisato l’ambasciatore Pasquale Terracciano, arriverà solo con una campagna vaccinale efficace in grado di frenare la corsa del virus. 

In merito alle tensioni tra l’Occidente e la Russia, l’ambasciatore ha sottolineato ancora una volta il ruolo chiave dell’Italia: “Noi abbiamo sempre avuto una posizione di apertura e di dialogo - ha detto Terracciano -. È nell’interesse di tutta l’Unione Europea normalizzare i rapporti con la Russia, che è un nostro vicino e la sua economia è legata alla nostra”. 

L'ambasciatore italiano in Russia Pasquale Terracciano

Sul piano commerciale, l’interscambio fra i nostri due paesi sta tornando ai livelli pre-covid, ha detto il direttore dell'Agenzia ICE di Mosca Francesco Pensabene. “Nei primi 5 mesi del 2021 le nostre esportazioni in Russia sono cresciute del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2020, e l’interscambio ha avuto una ripresa significativa (+14,2%), attestandosi sugli 8 miliardi. Stiamo risalendo la china e tornando ai tempi pre-covid. Nei primi cinque mesi del 2021 il Belpaese si è confermato il sesto fornitore della Federazione, con una quota di mercato del 4,1% (nel 2020 era del 4,4%, nel 2019 del 4,5%)”.

La vera sfida ora sarà non solo difendere i prodotti italiani in Russia, ma evitare che il Made With Italy “sano, basato su una sana collaborazione industriale”, complementare al Made in Italy, sostituisca il Made in Italy. “In questo caso si entrerebbe in un sentiero pericoloso che a mio parere non farebbe bene nemmeno alla Russia - ha ammonito Pensabene -. Deve essere il Made in Italy a riaffermare il ruolo dell’Italia in Russia e non può che essere il fattore export a rappresentare un forte elemento di traino per lo sviluppo della nostra presenza sul territorio.    

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