Covid-19 e commercio italo-russo: crisi o nuove possibilità?

Legion Media
È passato un anno dall’inizio di questa pandemia e, solo ora possiamo fare un primo punto. Quali sfide hanno affrontato le imprese associate alla Camera di Commercio Italo-Russa e come hanno saputo affrontare il cambiamento?

1 / Imprevedibilità del mercato

Il 2020 ci ha insegnato che bisogna essere pronti alle situazioni più impreviste e avere sempre opzioni di riserva, in particolare, essere in grado di riorganizzare velocemente l’attività e occupare nuove nicchie di mercato. Fare previsioni è cosa buona e giusta, ma non sempre le nostre ipotesi si avverano. Di punto in bianco durante questa pandemia, molte aziende - anche le più importanti - si sono trovate sull’orlo del baratro. Quasi tutti i settori economici sono stati toccati e, tra tutti i Paesi del G7, l’economia italiana è quella che ha avuto più difficoltà a tornare ai livelli precrisi.

Sfortunatamente, non tutte le aziende hanno saputo adattarsi alle mutate condizioni. Durante la pandemia, il settore turistico italiano è stato duramente colpito. Se nella Federazione Russa parte delle perdite è stata compensata dal turismo domestico, in Italia, così come in quasi tutta Europa, questa opzione è stata poco sviluppata a causa dei lunghi periodo di lockdown. 

Basti pensare che prima della pandemia a Roma il 66% dei turisti era straniero. Le perdite giornaliere dovute alla cancellazione dei viaggi internazionali hanno superato i 100 milioni di euro. Lo Stato italiano ha cercato di incentivare il turismo interno con sovvenzioni fino a 500 euro alle famiglie che hanno scelto di viaggiare all’interno dei confini italiani. Inoltre, a causa della riduzione della domanda e delle restrizioni sulle attività del settore della ristorazione, anche gli agricoltori italiani hanno subito, a ricaduta, pesanti perdite. Secondo le prime stime si parla di 1,7 miliardi di euro.

2 / Garantire la continuità dei processi aziendali

In Russia, l’industria dei trasporti è tra quelle più colpite dalla pandemia. Secondo i dati di InfraOne, le perdite in questo settore già all’inizio di maggio 2020 ammontavano a 230,3 miliardi di rubli (2,6 miliardi di euro), e quasi il 60% di questo importo era rappresentato dal traffico aereo. Il mercato europeo del trasporto merci, secondo gli esperti, si è contratto di almeno il 40%. La pandemia ha limitato anche le spedizioni merci: 9 camionisti su 10 hanno annullato le spedizioni tra Russia e Italia. Ciò ha provocato un aumento del costo di un singolo viaggio di oltre 1.000-1.500 euro.

Le interruzioni della catena di rifornimento hanno comportato costi aggiuntivi e messo a rischio l’attività di gran parte delle aziende. Un’indagine fatta a marzo 2020 ha rilevato che il 72% delle imprese italiane ha subito gravi perdite a causa del calo della domanda e dei problemi di trasporto. Gli incentivi previsti dal decreto “Cura Italia” hanno rappresentato un passo importante verso la ricostruzione delle filiere nazionali. Le aziende italiane che hanno ampliato o trasformato (anche temporaneamente) la loro attività per la produzione di tute protettive, mascherine mediche, occhiali di protezione, ventilatori polmonari hanno ricevuto sussidi dallo Stato (l’importo della manovra è stato di 50 milioni di euro).

3 / La crisi delle piccole e medie imprese

L’introduzione di un regime di autoisolamento e le restrizioni della quarantena hanno (portato) ovviamente segnato tutte le imprese ma le PMI sono quelle che ne hanno risentito di più. In questi mesi come CCIR abbiamo lavorato con gli imprenditori italiani e russi per trovare partner o opportunità che li aiutassero a sviluppare il loro business, inviare attrezzature e condividere soluzioni tecnologiche. Avere un partner locale che conosce in dettaglio il territorio aiuta molto lo sviluppo.

La Camera di Commercio Italo Russa ha inoltre partecipato a Chamber Mentoring for International Growth - Stay Export, un progetto volto a supportare le PMI nel processo di nuovo posizionamento o ripresa con un focus sull’internazionalizzazione e la digitalizzazione. Le attività della Camera di Commercio Italo Russa in questo progetto sono andate in diverse direzioni: aggiornamento del dossier informativo della Federazione Russa (nella parte relativa all’economia), organizzazione di una serie di webinar per piccole e medie imprese, web mentoring e consulenza specializzata.

Nel novembre 2020 abbiamo dato vita ai comitati settoriali e industriali nell’ambito della Camera di Commercio Italo Russa. L’idea è di creare luoghi operativi dove scambiare esperienze, discutere temi di attualità, promuovere gli interessi di comparti economici e ricevere il pieno sostegno della Camera di Commercio. Inoltre grazie all’accordo con la Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa, i membri dei comitati CCIR possono partecipare alle riunioni dei comitati della Camera di Commercio Russa e accedere quindi a un network capillare che copre tutte le aree della Russia. 

4 / Digitalizzazione e nuovi canali di vendita

Alcune imprese, a causa della mancanza di soluzioni tecnologiche, non sono state in grado di riorganizzarsi in una modalità operativa da remoto e di vendere prodotti online. Ma quelle aziende che stavano già introducendo attivamente nuove tecnologie nel loro lavoro prima della pandemia sono state in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Le risorse digitali hanno permesso di sopravvivere in modo indolore al periodo di lockdown e di assumere una posizione di leadership nel mercato. Ad esempio, secondo una ricerca della banca digitale tedesca N26, la pandemia non ha cambiato la loro attività. La startup BOOM, che offre una piattaforma tecnologica a due vie che consente alle aziende di ordinare e gestire servizi fotografici commerciali, ha praticato la gestione remota del team sin dal suo inizio, quindi si è adattata facilmente alla pandemia ed è anche riuscita ad attrarre investimenti.

Durante il periodo di autoisolamento, il mercato consumer ha subito cambiamenti significativi: sono emersi servizi online, aggregatori, abbonamenti a portali multimediali, piattaforme educative e marketplace. Anche se, ovviamente, non tutte le aziende sono state aiutate dalla digitalizzazione: il servizio italiano che integra Airbnb nel campo dell’affitto di case, Sweetguest, ha visto dimezzare i ricavi già nella prima settimana di pandemia, a causa del severo lockdown praticato per molte settimane in Italia. 

L’attività della Camera di Commercio Italo-Russa nel 2020 ha subito modifiche anche in termini di format di erogazione dei servizi: è stato trasferito online tutto ciò che era possibile trasferire. Per supportare le imprese da remoto, sono stati realizzati oltre 35 eventi. Per gli imprenditori italiani che intendevano entrare nel mercato della vendita online nella Federazione Russa, la Camera di Commercio Italo Russa ha iniziato a fornire un nuovo servizio per la gestione dell’e-commerce sul mercato. Si tratta di un enorme passo in avanti nell’avvicinare i consumatori russi al Made in Italy. La Camera di Commercio Italo Russa sta continuando a lavorare a una propria piattaforma di e-commerce per la vendita di prodotti italiani sul mercato russo. Oltre alla piattaforma e ai relativi servizi che dovrebbero semplificare il processo commerciale, questo è anche un modo per aiutare gli imprenditori italiani a digitalizzare più velocemente il business: la Russia è leader in questo senso, mentre in Italia il livello di digitalizzazione è molto più basso.

5 / Relazioni tra Europa e Federazione Russa

Le sanzioni anti-russe sono state introdotte oltre 5 anni fa e ogni sei mesi vengono prorogate per altri 6 mesi. Il periodo della pandemia non ha fatto eccezione. Tuttavia, per tutto questo tempo, l’economia russa si è sviluppata abbastanza bene, mentre non si può dire altrettanto di quella italiana. La maggior parte delle merci precedentemente vendute nella Federazione Russa erano prodotte nel Sud dell’Italia (ad esempio, molti formaggi). Le sanzioni hanno colpito duramente la già debole economia meridionale e molte imprese hanno dovuto chiudere.

D’altra parte, queste misure sono diventate un’opportunità per gli imprenditori russi per occupare una nicchia rimasta vuota. Molte aziende sono passate al “Made with Italy”, che prevede una stretta collaborazione tra italiani e russi: scambio di esperienze, tecnologia, vendita di attrezzature, creazione di società miste. Nonostante i fattori politici esterni che ostacolano lo sviluppo delle relazioni internazionali, l’attività tra i due Paesi sta tornando a migliorare. Ora però dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti, credo sia il momento giusto anche di pensare a un “Made with Russia” ovvero trovare opportunità dove il know-how russo, sull’IT e sulla tecnologia mobile ad esempio, possa aiutare imprese italiane a digitalizzarsi e a creare nuovi modelli di business. 



Questo pezzo fa parte della nuova rubrica “Fare affari in Russia”, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio italo-russa e firmata dal presidente della CCIR, Vincenzo Trani. Ogni due settimane analizzeremo un aspetto specifico del business bilaterale attraverso interviste, esperienze dirette, analisi e approfondimenti. La rubrica si pone come uno strumento per capire meglio l’orizzonte degli investimenti italo-russi, una bussola per orientare e ispirare quegli imprenditori e le imprenditrici ancora pronti a scommettere sul paese più grande del mondo

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