La guerra dell’oro nero

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L’ultimo sequestro di una grossa partita di caviale del valore di 1,2 milioni di dollari, confiscata e poi distrutta dalle forze dell’ordine, ha riacceso i riflettori sul potente giro d’affari che ruota attorno a questa delizia, in gran parte nelle mani del mercato nero

Migliaia di famiglie russe sono rimaste a fissare la televisione sbalordite lo scorso 2 novembre, ascoltando a bocca aperta le notizie che venivano diffuse dalla remota regione della Kamchatka. Il Servizio federale di Sicurezza ha condotto una retata in un magazzino clandestino, portando alla luce 25 tonnellate di caviale pescato illegalmente, per un valore di 1,2 milioni di dollari.

La legge vieta severamente di utilizzare i prodotti confiscati. E proprio per questo gli inquirenti non hanno avuto altra opzione che distruggere questa prelibatezza gettandola in una discarica improvvisata. La sconcertante scena è stata ovviamente seguita da moltissimi russi, attaccati ai loro televisori.

L’estrazione illegale di caviale e la conseguente vendita nel mercato nero sono piuttosto diffuse in alcune regioni del Paese, soprattutto in quelle zone dove si registra una particolare abbondanza di salmone del Pacifico e storione europeo, le specie dalle quali si ricavano le uova rosse e nere.

A causa dell’elevato volume della raccolta e al continuo aumenti dei prezzi, il business è diventato talmente lucrativo da risvegliare l’intervento dell’FSB. Questo organismo statale è responsabile tra le varie cose delle operazioni di intelligence e alla lotta al terrorismo in Russia.

E gli sforzi degli organi di sicurezza sono così efficienti da riuscire a intercettare anche i trafficanti più creativi. In un famoso caso la polizia fermò un corteo funebre nell’Estremo oriente, scoprendo all’interno della bara 551 kg di caviale nero ben nascosto. Per un valore di 70.000 dollari!

Il prezioso bottino venne ovviamente distrutto e il conducente ricevette una multa salata e finì a giudizio. Tuttavia ci sono contrabbandisti che riescono a portare il caviale fino alla capitale, dove la domanda è molto alta e i prezzi elevati fanno gola a chi opera nel mercato nero.

Nessuno conosce il volume esatto di caviale prodotto in forma illegale, ma gli esperti sono pronti a scommettere che si possa trattare della metà del mercato nazionale della Russia. Tuttavia è impossibile misurare con precisione i volumi di produzione.

“Volendo tracciare una stima, si potrebbe affermare che la capacità del mercato legale di caviale nero in Russia è di circa 19 tonnellate”, si legge in uno studio del 2012 realizzato dalla Agriconsult Company, specializzata in servizi di consulenza nel settore agricolo e alimentare.

All’interno di un altro studio redatto nel 2016 da Alto Consulting Group si afferma che la produzione sarebbe pari a 9,6 tonnellate.

La rapida flessione nella produzione ha fatto aumentare i prezzi. Aumentati ulteriormente tra il 2014 e il 2017.

Ora che si avvicina il periodo natalizio, il caviale nero nei negozi di Mosca è arrivato a costare tra gli 85 e i 100 dollari ogni 100 grammi. Una confezione di 100 grammi di caviale rosso invece varia dagli 8 ai 10 dollari.

Bisogna comunque tenere presente che nell’Estremo oriente esistono regole completamente diverse. In molti casi gli abitanti del posto vendono ai turisti che ripartono nelle stazioni dei treni caviale senza etichetta. E nonostante i numerosi avvertimenti da parte delle autorità che vietano l’acquisto di questo caviale, i prezzi nettamente inferiori lo rendono un prodotto cui difficilmente la gente resiste.

La gente che è alla ricerca di uova di storione a basso prezzo infatti preferisce girare la testa dall’altra parte pur di non vedere gli avvertimenti sulle violazioni commesse durante la produzione illegale e la conservazione di questo prodotto. E così il circolo vizioso prosegue fino a quando la polizia intercetta, come ogni anno, grosse quantità di prodotto. Ed è così che la guerra del caviale in Russia è ben lontana dall’arrivare al punto finale.

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