Esce a noleggio il film russo più costoso

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A Toronto la prima mondiale de "Il Duellante" di Aleksej Mizgirev, costato 16 milioni e mezzo di dollari. Ora la pellicola sarà disponibile negli Stati Uniti e in altri Paesi. L’intervista esclusiva al regista

Una scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ruUna scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ru

Ancora in fase di produzione, il film "Il Duellante" di Aleksej Mizgirev aveva attirato l'attenzione del business internazionale del cinema. La première è avvenuta al Festival del cinema di Toronto e, grazie alla collaborazione con IMAX, il film uscirà a noleggio negli Stati Uniti e in altri Paesi.

Prima de "Il Duellante", Mizgirev in Russia era considerato un puro “regista da festival”. Tutti i suoi film uscivano in versione limitata, accessibile solo ad alcune migliaia di spettatori. Ma poi, in collaborazione con il produttore Aleksandr Rodnyanskij (“Jayne Mansfield's Car”, “Cloud Atlas”, "Leviathan"), il film è diventato uno dei progetti più costosi della storia del cinema russo contemporaneo. "Il Duellante" è un dramma in costume su un omicida. Il protagonista è l’ufficiale Yakovlev, che negli anni Sessanta dell’Ottocento combatte diversi duelli al posto di altre persone e, siccome per qualche ragione mistica non muore quando viene colpito da un proiettile, esce sempre vittorioso dai combattimenti.

Prima dell'uscita del film nei circuiti internazionali di noleggio, Mizgirev ha parlato con RBTH del suo nuovo film.

Trailer del film. Fonte: youtube

Dopo aver sempre fatto cinema con budget limitati, com’è diventare regista di un film così costoso per gli standard dell'industria cinematografica russa?

Me lo chiedono spesso. All’inizio ero smarrito, non sapevo cosa dire, perché non ho notato una differenza così grande. Ovviamente nel film “Il Duellante” non ci sono stati problemi, per esempio, con scenografie e costumi. Abbiamo girato dove preferivamo e non abbiamo lesinato sugli oggetti di scena. Mi sono risparmiato molti dei problemi sorti con le precedenti pellicole: i produttori li hanno risolti con buoni risultati. Chiaramente fa piacere, ma questi aspetti incidono solo in maniera indiretta sul processo creativo. Per quanto riguarda il processo stesso, tutto è avvenuto come negli altri miei film: non ho cambiato metodi di lavoro, né allineato le mie preferenze a quelle di qualcun altro. Questo è il credo del produttore Aleksandr Rodnyanskij quando lavora con degli autori: non interferire nel processo creativo e trovare compromessi. Abbiamo avuto un dialogo continuo su alcuni aspetti del lavoro, ma non c’è mai stato nessun diktat. Entrambi sapevamo che esiste il cinema “industriale” e quello “artigianale”. “Il Duellante” è uno di questi ultimi, in cui sono importanti la personalità e lo stile dell'autore, se anche la storia è affascinante e l’immagine contemporanea, naturalmente.

Una scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ruUna scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ru

C'è un altro punto: tutti i suoi precedenti lavori sono storie strettamente legate alla quotidianità dell’attuale società russa. Qui invece balli, costumi, nobili a duello in gilè. Da dove nasce l'interesse per questa epoca?

Qualsiasi regista di cinema d'autore vorrebbe che milioni di persone guardassero i suoi film. Ma se si ha a disposizione un budget di 1-2 milioni di dollari, gli rimane difficile girare un film bello e spettacolare. Sarebbe bello, ma è oggettivamente impossibile. Quindi l'interesse per il nostro tempo è in parte obbligato, proprio perché non comporta grosse spese a livello di costumi ed effetti speciali.

L'idea de "Il Duellante" è nata qualche anno fa, scritta in un paio di paragrafi nascosti da qualche parte. Poi all’improvviso è scattato qualcosa e ho capito che era ora di fare questo film. Seppure fossi ancora lontano dalla sua realizzazione, già allora immaginavo che le maggiori difficoltà non sarebbero state quelle finanziarie.

Una scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ruUna scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ru

Che tipo di difficoltà?

Il problema è il XIX secolo stesso e, più precisamente, l’immagine legata ad esso costituita nel campo delle arti audiovisive. Forse sarà d’accordo con me sul fatto che il pubblico russo conosce il XIX secolo sulla base di serie TV, perché l’ultimo grande film destinato al grande schermo su questo periodo storico è stato "Una stella di affascinante felicità" del 1975. Ma anche questa immagine contiene un sacco di cliché e informazioni semplicemente errate sul XIX secolo. In preparazione a “Il Duellante”, ho rovistato in una miriade di fonti del tempo. Ho scoperto che in realtà non sappiamo nulla veramente bene. In realtà le persone a quel tempo parlavano, mangiavano, bevevano e si vestivano molto diversamente da quanto siamo abituati a credere. Per lo spettatore moderno, il XIX secolo è qualcosa di vecchio e trascurato, un teatrino cerimonioso di provincia. Ho voluto rompere questo stereotipo e presentare questo periodo così come nessuno ha mai fatto prima: vivido, severo, evocativo dei nostri giorni. Questo implica ovviamente un gran lavoro, ma non è tanto il lavoro che temevo, quanto la reazione del pubblico a questo nuovo stile nel parlare di tempi passati. È pur sempre una radicale rottura dei cliché.

Una scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ruUna scena tratta dal film "Il Duellante". Fonte: kinopoisk.ru

L’immagine de "Il Duellante" è stata ripetutamente confrontata a quella di "Sherlock Holmes" di Guy Ritchie e "Vidocq" di Pitof. Le piacciono questi parallelismi?

Simili confronti hanno ragione di esistere. Ma questi sono film molto decorativi, sono una celebrazione del genere nella sua forma più pura. "Il Duellante" è un po’ diverso, soprattutto se parliamo di immagine visiva.

In connessione a "Il Duellante", molti le fanno domande a proposito dell’onore, che è il principale fattore scatenante del film. E, come ci si aspetta, lei risponde che l'onore è un valore senza tempo e per questo la storia in ogni caso rievoca la contemporaneità. Ma pare che nel suo film abbia un ruolo altrettanto importante il fatalismo, proprio di tutti i personaggi del film. Questo focus sui rapporti tra i personaggi condannati dal destino è forse casuale?

È vero, questa è un'altra forza trainante del film. Addentrandomi in storie di duelli, mi sono imbattuto in un fatto eloquente. Nella patria dei duelli, in Francia, nel XIX secolo questi stavano diventando sempre più rari, così come in molti altri paesi. Ciò era dovuto alla diffusione delle armi da fuoco, che erano molto più letali delle spade e che equiparavano le chance di sopravvivenza dei duellanti. In Russia, invece, esattamente per gli stessi motivi, i duelli prosperavano. Credo in gran parte per via del fatalismo, che rimane ancora oggi uno dei tratti caratteristici della mentalità russa. Il concetto di “vincere o perdere” ci si addice molto, anche se si tratta di vita o di morte. Ecco, “Il Duellante” parla esattamente di questo.

Fonte: RBTH, kinopoisk.ru Fonte: RBTH, kinopoisk.ru

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