Dove l'arte si fonde con la natura: le più curiose installazioni di Land Art a Kaluga

Pavel Bednyakov/Sputnik
Raccontare la pandemia attraverso l'arte. È quello che hanno fatto a Kaluga, nel tradizionale festival di sculture integrate nel paesaggio "Archstoyanie". La solitudine, il disorientamento, i muri tra le relazioni umane: il mondo di oggi, interpretato dagli artisti russi

Sdraiarsi su un prato, godersi il sole che filtra tra gli alberi e ammirare enormi (e insolite) installazioni di land art. Ogni anno nella regione di Kaluga, a 200 km a sud di Mosca, si tiene il festival di land art “Archstoyanie”. Per diversi giorni gruppi di artisti mettono in scena spettacoli teatrali ed espongono le proprie creazioni nel parco, dove poi restano in mostra permanentemente. Il tema del 2021 è stato “Personale”: un modo per raccontare come la pandemia ha imposto un freno sulla vita delle persone, costringendo tutti a rallentare e a concentrarsi sul proprio mondo interiore. 

L'ideale russo

Il principale elemento artistico del festival è stato una casa a specchio a forma di tubo, realizzata dall'architetto capo di Mosca Sergej Kuznetsov e chiamata “Russian Ideal”: l’artista ha concretizzato così le proprie aspettative sul futuro dell’architettura russa.

La casa, lunga 12 metri e con un diametro di 3,5 metri, è stata installata in cima a un promontorio e sembra sospesa per aria. All’interno è stato allestito un minuscolo monolocale con una camera da letto, una cucina, un bagno e un piccolo corridoio.

L'interno è fatto di legno e metallo, e il pavimento è stato rifinito con piastrelle di ceramica. Per gentile concessione della società di costruzioni Krost, il monolocale è completamente funzionante, con tutti i servizi necessari: acqua, riscaldamento, elettricità. I visitatori potranno trascorrere una notte all’interno di questa casa nel parco Nikola Lenivets, che ospita la manifestazione (senza dubbio ci sarà una lunga lista d'attesa!).

Le nostre vite separate da un muro

L’artista Vladimir Nasedkin, con il sostegno del Museo AZ (Anatoly Zverev Art Museum), ha installato nel parco un ironico muro storto: “Con l’inizio della pandemia ho avuto l’impressione che si alzasse un muro non solo tra di noi, ma anche con le persone a noi vicine che vivono all’estero. Il muro alla fine entra  a far parte della nostra quotidianità e passa quasi inosservato”, ha spiegato l’artista. 

Il bosco impenetrabile

I giovani artisti Vasilisa Prokopchuk ed Evgenij Bragin hanno presentato la “foresta capovolta”: dei tronchi di ontano appesi a una griglia di legno. Gli autori sostengono che, oltre ai ben noti cinque sensi, le persone avrebbero un sesto senso di orientamento nello spazio.

Camminando attraverso una foresta sconosciuta si può facilmente perdere l'orientamento: confondere i sentieri, non sentire i suoni della strada. Tuttavia, fidandosi della propria intuizione, si è in grado di trovare una via d'uscita anche dalla boscaglia più impenetrabile. Gli artisti offrono quindi al visitatore la possibilità di trovare il proprio cammino per uscire dalla foresta... fisica e interiore.

Personalmente

Dieci rifugi a forma di capsula, pensati per una sola persona: in mostra, ecco un altro modello di case moderne, studiate per chi ama la solitudine. Ogni casetta è unica ed è stata realizzata da artisti diversi. 

Una di queste dimore, ad esempio, è stata ricoperta internamente da un tessuto bianco che viene di solito impiegato nella Stazione spaziale internazionale; al buio si può ammirare l’ologramma di una tempesta marziana proiettato sulla parete bianca e avere la sensazione di essere sul Pianeta Rosso. 

Un’altra capanna custodisce un bozzolo filamentoso e delle ventose di cristallo, simbolo di una pupa in metamorfosi come sorta di protezione psicologica. In una terza casetta, poi, ci si imbatte in un pozzo con pesciolini e foglie: secondo gli artisti, osservando il pozzo si viene investiti da un senso di connessione fra il tempo e lo spazio.  

Il mezzanino

Questa costruzione è invece rimasta dall’esposizione dell’anno scorso: l’edizione 2020 esplorava il tema della pigrizia come motore della cultura mondiale, con alcuni oggetti dedicati alla casa. Questa casetta ne è un esempio: è stata costruita dall'artista di strada moscovita Aleksej Luka con materiali trovati da lui nelle zone limitrofe: recinzioni, tetti, platani. All'interno c'è qualcosa che assomiglia al laboratorio di un artista. Fuori, ci si può sdraiare su una sedia a sdraio... e godersi (senza sensi di colpa!) la propria pigrizia!

La foresta rossa

Questa non è una semplice installazione artistica: è un ponte realizzato dall'artista Igor Shelkovskij per attraversare un avvallamento; le barre rosse lunghe sei metri contrastano nettamente con il paesaggio circostante in qualsiasi stagione dell'anno.

Area di sosta

Un padiglione o delle rovine? L'installazione di Ivan Gorshkov ha suscitato molto interesse. Questo oggetto d'arte è fatto di ferro ed è abitato da mistici “personaggi della foresta”. L'artista suggerisce di usare questo gazebo come area di sosta.

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