Il rap dei Calmucchi: così in Russia le minoranze linguistiche scalano le classifiche con l’hip-hop

Sempre più spesso i giovani artisti dei tanti gruppi etnici della Federazione si lasciano ispirare dall’hip-hop, cantando nella loro lingua madre. Abbiamo selezionato le band più rappresentative

Tatar vibes

Quello dei tatari (o tartari) è il secondo gruppo etnico dopo i russi; è composto da 5 milioni e mezzo di persone, la maggior parte delle quali vive nella Repubblica del Tatarstan. L’arte tatara moderna nasce da una fusione di canti popolari, abbigliamento tradizionale, usanze e riti antichi. La giovane “Tatarka” (il cui vero nome è Irina Smelaya) si fa portabandiera di una nuova scuola di hip-hop, mescolando alcuni elementi sonori nazionali con la lingua tatara, e ritmi morbidi e orecchiabili. 

Il suo successo principale, "Altyn" (2016), conta 47 milioni di visualizzazioni su YouTube. Irina è attiva ancora oggi e porta avanti una collaborazione con la band rivelazione di San Pietroburgo, Little Big.

Dal Caucaso con amore

Stas Bokoev non è figlio d’arte, ma ha trovato la sua strada verso il palcoscenico espiando le difficoltà della vita attraverso la musica. Stas infatti è uno dei pochi ragazzi sopravvissuti alla strage nella scuola di Beslan, avvenuta nel 2004. Riportò una ferita al collo, ma ebbe salva la pelle. Dopo la riabilitazione, si è trasferito a Mosca dove la vita lo ha messo davanti a un’altra dura prova: una brutta polmonite seguita da gravi complicazioni. Stas ne è uscito più forte di prima, e ha deciso di dedicarsi alla musica per superare tutte queste avversità. 

Oggi la sua musica, che fonde reggae e hip-hop, e trae ispirazione da Bob Marley, trasmette ai tanti fan un messaggio di coraggio e speranza. Il rapper si esibisce in lingua osseta, ma anche in russo. Tutti i suoi brani sono dedicati ai diversi tipi di amore: amore per la famiglia, per i bambini, per la sua ragazza e, naturalmente, amore per la vita stessa.

La melodia dei Calmucchi

Fra steppe, terreni aridi e semidesertici, la Calmucchia è una regione straordinariamente unica, nel sud della Russia. E il suo popolo, i calmucchi, sembra avere una particolare predisposizione per la composizione di versi originali, dai quali nasce una musica hip-hop senza pari.

Adian Ubushaev (meglio conosciuto come “BodonG”) è nato a Elista, la capitale della Repubblica della Calmucchia. Si è innamorato dell'hip-hop da ragazzino, ma aspirava a creare qualcosa che andasse oltre le banali scopiazzature degli artisti occidentali. Per questo ha scelto di usare la sua lingua madre e la musica folk per creare una formula sonora perfetta: le sue canzoni sulla vita e sul patrimonio ancestrale rendono omaggio al luogo in cui l'Oriente e l'Occidente si uniscono, in un perfetto mix di culture, lingue e natura. 

Mari, Mari, Mari

Le foreste infinite, le placide pianure e il fiume più lungo d’Europa, il Volga, sono gli elementi che accompagnano da sempre la vita dei Mari, un popolo della Russia centrale, che tradizionalmente ha abitato lungo i fiumi russi Volga e Kama. La lingua madre dei Mari appartiene al gruppo linguistico ugro-finnico e rappresenta un ottimo strumento per accompagnare brani di rap soft. 

Ed è esattamente ciò che ha fatto la band “У ЕН”, che, partendo dal mumble rap, lo ha leggermente modificato adattandolo alla propria realtà e ai propri gusti musicali. I loro videoclip ritraggono una campagna quasi grottesca, tutt’altro che idilliaca, con ragazzi alla moda che mostrano al mondo il loro modo di divertirsi. 

Più profondo del Bajkal

L’Estremo oriente russo nasconde un’infinità di meraviglie. E lì, circondati da una natura imponente e selvaggia, vivono i buriati, la più grande minoranza etnica della Siberia, abituata ai colori del Bajkal e alle strade di Ulan-Ude.

Come vi abbiamo raccontato qui, molti buriati praticano il buddismo o lo sciamanesimo, e sono stati temprati negli anni dalle rigide condizioni ambientali. 

Il rapper locale “Хатхур Зу” ha avuto successo con il suo brano intitolato “Уги Няс” (“non c'è morte”), che ha conquistato la vetta delle classifiche musicali. 

Bonus track

Il duro compito di rappresentare l’intera, variegata e sconfinata Russia, non può che essere svolto da un russo: e, a quanto pare, Виталий Альбатрос (Vitalij l’Albatross) ci si è messo d’impegno. Ma si fa beffa degli stereotipi o cerca di lanciare al suo pubblico un messaggio auto-ironico? A voi, libera interpretazione. 



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