Intervista a Dostoevskij: come l’autore di “Delitto e Castigo” si comporterebbe sui social network

Cultura
ALEKSANDRA GUZEVA
Proseguono le nostre “sedute spiritiche” con i grandi scrittori classici russi. Le risposte alle domande del presente sono prese pari pari dai loro testi

Fjodor Mikhailovich, cosa ne pensa dell’“epidemia” dei social network? Le persone di fatto vivono al loro interno, vi postano belle foto e citazioni dotte, tra cui parecchie che sono farina del suo sacco!

Per un uomo “ordinario” limitato non c’è niente di più facile che immaginarsi una persona originale e straordinaria e deliziarsi di questo pensiero senza dubitarne neanche un po’.

L’epoca attuale è il tempo dell’aurea mediocrità e dell’insensibilità, della passione per l’ignoranza, della pigrizia, dell’incapacità, e della pretesa di trovare tutto già bell’e pronto.

Che opinione ha di Tinder? È possibile formare grazie alla app una bella coppia? A cosa consiglierebbe di prestare attenzione al momento della scelta del partner?

Può essere che mi sbagli, ma mi sembra che un uomo si possa riconoscere dalla sua risata, e se, fin dal primo incontro, vi risulta piacevole il modo in cui ride un totale sconosciuto, allora potrete dire con sicurezza che è una brava persona”.

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E quand’è che lei si è fatto una bella risata l’ultima volta?

I russi spesso ridono, quando bisognerebbe piangere…

Mmm… ho capito. In realtà adesso in molti piangono e si lamentano… e scrivono un sacco su Facebook sulla depressione. Come combatterla?

L’uomo è triste perché non sa di essere felice; solo per quello. È tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente… Quante volte mi è capitato, poniamo, per esempio, di offendermi così, per niente; di proposito E anche se sai di esserti offeso per una quisquilia, ti aizzi da solo talmente tanto, ti porti a un tal punto, che alla fine, ti offendi davvero profondamente.

Eppure, a giudicare dai suoi libri anche lei sembra tendere un po’ alla depressione. Come lotta con il cattivo umore? Va forse dallo psicologo?

Accade che vivi e non sai di avere vicino a te un libretto, dove tutta la tua vita è chiaramente espressa. Sì, e tu stesso non lo avevi mai immaginato prima, ma ora, mentre inizi a leggere, a poco a poco ricordi tutto, e tutto ritrovi, e tutto risolvi.

Lei non è sui social network, ma se li avesse, vi racconterebbe quello che di solito scrive sul suo diario?

Se solo fosse possibile (ma per la natura umana non lo sarà mai), se solo fosse possibile che ognuno di noi descrisse vita morte e miracoli di se stesso, ma in modo da non temere di esporre non solo ciò che ha paura di dire e che per nulla al mondo racconterebbe alla gente, non solo ciò che ha paura di dire ai suoi migliori amici, ma anche ciò che a volte ha paura di ammettere a se stesso, allora al mondo ci sarebbe una tale puzza che finiremmo per soffocare tutti.

Lei ci crede nella sincerità di quelli che mettono in mostra la loro vita sui social, fanno vari coming out e pubblicano addirittura “confessioni”?

Ci sono cose che ogni persona non rivela a tutti, ma solo ai suoi amici. E ce ne sono altre che non rivela neanche agli amici, ma forse solo a se stesso, e anche in quel caso in segreto. Ma ce ne sono, infine, di quelle che le persone hanno persino paura di scoprire da sole, e cose così si accumuleranno nel corso della vita di qualsiasi persona decente. Cioè, più è una persona decente, più ha di queste cose da non raccontare a nessuno.

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Come la vede, invece, con l’ondata di molestie? Le donne scrivono sempre più spesso di essere state molestate e su come gli uomini le hanno umiliate

Le donne hanno casi in cui è molto, molto bello essere offese, nonostante tutta l’indignazione mostrata. A tutti capita; le persona generalmente amano molto essere offese, l’ha notato? Ma nelle donne, questo è particolarmente vero. Si può persino dire che di questo vivano… Ci sono donne che sono adatte solo come amanti e niente di più!

Sono parole molto dure! Le femministe la odieranno!

Può darsi che prima o poi faccia del bene alle persone, ma spesso non vedo neanche una piccola ragione di farne. E in generale le persone non sono così per bene da meritarsi tante attenzioni.

Lei se ne infischia anche dell’opinione pubblica?

Non c’è al mondo un altro uomo, pronto a ripetere più del russo “Che me ne frega di quello che dicono di me”, o “Non me ne importa nulla di quello che pensano gli altri”, e non c’è uomo al mondo che più del russo tema, quasi abbia il terrore, dell’opinione generale, di cosa dicono e pensano di lui.

Ma lei risponderebbe ai commenti degli hater?

In casi estremi, c’è un un certo grado di cinismo sfrontato, quando una persona innervosita, irritata e fuori di sé non ha più paura di nulla ed è pronta per qualsiasi scandalo, e persino felice dello scandalo.

Oggi l’umorismo e il bello stile scompaiono e le parolacce vengono accettate come sostituto dell’arguzia.

È difficile provocarla! Ci dica, per finire, che consigli darebbe a chi è nato tra la fine del XX e l’inizio dei XXI secolo? 

La cosa più importante: non mentite a voi stessi. Chi mente a se stesso arriva al punto di non distinguere più le proprie menzogne dalla verità, e non trova più verità né in se stesso né attorno a sé e, quindi, inizia a mancare di rispetto a se stesso e gli altri. Senza rispettare nessuno, smette di amare, e così, non avendo amore, inizia a occuparsi solo di sé, si concede passioni discutibili e divertimenti di pessima natura, e arriva alla bestialità nei suoi vizi, e a raccontare incessantemente bugie agli altri e a se stesso.

Intervista esclusiva a Lev Tolstoj sulla vita familiare, Mosca e Dio