Le fotografie più costose scattate ai tempi dell’Unione Sovietica

La più cara in assoluto è stata recentemente venduta all’asta per oltre un milione di euro, ma anche altre non scherzano quanto a soldi che i collezionisti sono disposti a sborsare

1 / Autoritratto (“Il costruttore”) – El Lissitzky

1,2 milioni $

L’ultimo record di prezzo per una fotografia sovietica è stato stabilito nel 2019. Christie’s ha venduto una versione dell’autoritratto della Galleria Tretjakov dell’artista d’avanguardia El Lissitzky (1890-1941) per quasi 950 mila sterline.

Lissitzky fu una delle figure chiave dell’avanguardia russa e del costruttivismo. Ha lavorato sia nel campo della pittura che dell’architettura, ha illustrato libri, ha inventato mobili e si è occupato di fotografia.

Come molti artisti d’avanguardia, accettò con entusiasmo le idee della Rivoluzione e del nuovo governo e prese parte attiva alla creazione di manifesti di propaganda e altri elementi dell’iconografia del Paese dei Soviet.

2 / “La ragazza con la Leica” – Aleksandr Rodchenko

519.000 $

Aleksandr Rodchenko (1891-1956), artista e fotografo, “padre” del design e della pubblicità sovietica, introdusse nella fotografia dell’Urss l’astrazione geometrica, il minimalismo e le prospettive non standard, tipiche dell’arte dell’avanguardia. Oggi, i suoi lavori sono tra i più ricercati nelle aste internazionali.

Questa fotografia dei primi anni Trenta raffigura la musa di Rodchenko, Evgenija Lemberg, poco prima della tragica morte. La foto è andata all’asta da Christie a New York nel 2018.

3 / “Scala” – Aleksandr Rodchenko

281.250 $

Un’altra opera di Rodchenko è stata venduta a Christie’s nel 2019. La foto, del 1935, spezza, nel modo tipico per questo fotografo, la composizione classica e rompe la prospettiva. È stato il lavoro di Rodchenko a formare l’immagine del nuovo “Paese dei Soviet” e il suo linguaggio visivo ha forgiato le menti del popolo: così dovevano apparire le strade, le case, l’uomo sovietico e tutta la sua vita.

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4/ Fotografie della serie “Luriki” – Boris Mikhajlov

24.667 $ - 30.672 $

L’immagine, venduta all’asta da Sotheby’s, a Londra, è stata scattata nel 1985. “Luriki” era il nome delle foto in bianco e nero poi colorate a mano, e le persone che si occupavano di colorarle venivano dette “lurevshchiki”. La pratica era molto diffusa. “Questa è una foto di quelle che avevano in casa tutti, è ma è colorata troppo magnificamente, il che rappresenta un certo tipo di idiozia. Vedo in questo un segno dell’idiozia di tutta la cultura sovietica”, ha detto Boris Mikhajlov (nato nel 1938).

Quando i “Luriki” sono stati esposti per la prima volta nella città natale di Mikhajlov, Kharkov, (ora in Ucraina ha il nome di Kharkiv) le recensioni furono ostili: il “trucchetto” con cui facevano soldi tutti i fotografi veniva elevato nel campo dell’arte! Da allora, poco è cambiato quanto a ostilità nei suoi confronti. A quanto scrivono i critici d’arte, in patria Mikhajlov è rimasto un dissidente ed è poco apprezzato. Ma a ovest è uno dei fotografi più famosi dell’Urss, e le sue mostre, si tengono al MoMA di New York, alla Tate Modern di Londra e alla Biennale di Venezia…

5 / Fotografie delle serie “Serie rossa” e “Sots Art” – Boris Mikhajlov

17.000 $ - 21.087 $

La seconda opera più costosa di Mikhajlov appartiene a una serie dove il rosso la fa da protagonista. Del resto, il rosso accompagnò tutta la storia sovietica, era il colore ufficiale dell’ideologia comunista. La “Serie rossa” lo impegnò dal 1968 al 1975 e fu seguita dalla serie “Sots-Art” (1975-1986). Come in “Luriki,” qui Mikhajlov reinterpreta le immagini tipiche dell’Urss. Solo che questa volta, ad essere sotto tiro sono l’estetica delle dimostrazioni di massa con i loro stendardi, i massicci ritratti dei leader di partito e il mito dell’indistruttibile uomo sovietico.

6 / “Il Vessillo della Vittoria sul Reichstag” – Evgenij Khaldej

13.750 $

Questa è l’immagine di culto della Seconda guerra mondiale e la fotografia più diffusa: la bandiera sovietica innalzata sul palazzo del Reichstag di Berlino. È vero, secondo gli storici di oggi, quando arrivò il fotoreporter militare, il Parlamento tedesco era già costellato di bandiere rosso lungo tutto il perimetro. Era infatti  in ritardo. Ma Evgenij Khaldej (1917-1997), chiese ai primi soldati che vide (che non avevano nemmeno partecipato alla battaglia per la presa del palazzo) di mettersi in posa per lui, trovò un’angolatura vincente e fece qualche scatto.

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7 / “Jean-Paul Sartre” – Antanas Sutkus

8.920 $ - 11.119 $

Questa foto del 1965 è lo scatto più famoso del lituano (quella lituana era una delle scuole fotografiche più importanti dell’Urss) Antanas Sutkus (nato nel 1939) e probabilmente l’immagine più celebre del filosofo francese Jean-Paul Sartre. È stata più volte sulla copertina delle riviste mondiali, e in Francia è nei libri di testo scolastici. Sartre non sospettava nemmeno di essere fotografato, credendo che Sutkus, assegnatogli per fargli compagnia, fosse uno scrittore. “Eh! Ormai che fare con te…”, sospirò Sartre dopo che Sutkus gli confessò di essere un fotografo. “Va beh, mandami almeno le foto.”

8 / “Il Vessillo della Vittoria sul Reichstag” (prima versione) – Evgenij Khaldej

8.750 $

Il momento catturato da Khaldej pochi secondi prima di quel famoso fotogramma che sarebbe diventato una delle immagini più famose in tutto il mondo (si veda la posizione № 6 nella nostra lista) è stato venduto per $ 5.000 in meno. In questa foto, il giovane tenente russo si sta preparando a srotolare il vessillo in vista dello scatto in posa.

9 / “Al mercato” – Aleksandras Macijauskas

4.921 $ - 6.134 $ (in un lotto di 3 opere)

Un altro lituano, Aleksandras Macijauskas (nato nel 1938) si recò in angoli remoti dell’Urss e documentò la vita di tutti i giorni. Ma non nel solito “superlativo” modo sovietico, ma nello stile di un documentario oggettivo.

I suoi lavori sono ora in mostra al Museum of Modern Art di San Francisco, al Museum of Fine Arts di Santa Fe, alla Bibliothèque nationale de Frances, all’International Center for Photography di New York e in altri prestigiosi musei mondiali.

L’infanzia ai tempi dell’Urss raccontata dal fotografo Mikhail Grachev

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