Perché negli Usa vanno pazzi per le stoviglie delle Fabbrica Imperiale di Porcellana?

Getty Images, ipm.ru
La prestigiosa manifattura di San Pietroburgo sforna opere d’arte dal 1744, e ora gran parte di questi capolavori vengono esportati nel Nord America, ma anche in Europa e in Giappone

Questa è la più antica fabbrica di porcellana di tutta la Russia, ed è tra le più antiche d’Europa. Fondata nel 1744 per ordine dell’imperatrice Elisabetta (Elizaveta Petrovna), la Fabbrica Imperiale di Porcellana (in russo: Imperàtorskij Farfòrovyi Zavòd) celebra 275 anni nel 2019. Il suo nome originario, tuttavia, non era così pomposo. Inizialmente, si chiamava semplicemente Manifattura di porcellane Nevskij. 

I primi tentativi di produzione di porcellana in Russia si conclusero con uno scandalo. Un sedicente maestro tedesco, Christopher Gunger, che era stato assunto per guidare la Manifattura di San Pietroburgo, si rivelò essere un ciarlatano che produceva stoviglie scure e storte di bassa qualità.

Solo quando la Manifattura fu affidata all’ingegnere minerario Dmitrij Vinogradov, tutto iniziò a funzionare. È lui l’uomo che ha sviluppato lo stile russo di produzione della porcellana, altrettanto buono come quello sassone o cinese. 

Durante il regno di Caterina la Grande (sul trono dal 1762 al 1796), la Manifattura fiorì. Nel 1765, acquisì il nome con cui la conosciamo oggi: Fabbrica Imperiale di Porcellana. Dopo aver ricevuto l’ordine dalla monarca “di rifornire l’intera Russia di porcellana”, la fabbrica lavorò senza pausa.

È questa l’epoca in cui sono apparsi capolavori giganteschi, servizi di stoviglie composti persino da mille pezzi. Il servizio Arabesque, per esempio, fu decorato con scene dell’antichità, mentre il cosiddetto servizio Jakhtinskij glorificava la Marina russa e il commercio.

Per ordine di Caterina la Grande, la fabbrica produsse “I popoli della Russia”, una serie di piccole figurine che rappresentano l’enorme varietà etnica dell’Impero. All’inizio del XX secolo, in occasione del 300° anniversario della dinastia dei Romanov, la fabbrica di porcellana imperiale ripeté questa serie di figurine di successo, che fu ampliata e migliorata. 

Nella prima metà del XIX secolo, i temi militari divennero centrali nella produzione della fabbrica. Gli oggetti furono ampiamente decorati con le gesta eroiche della guerra del 1812 contro Napoleone: c’erano immagini di soldati e ufficiali nelle uniformi di tutti i tipi di truppe.

Con la Rivoluzione del 1917, la fabbrica cessò di essere imperiale. Rinominata Fabbrica di Porcellane di Stato (e poi “Lomonosov” e quindi “di Leningrado”), divenne uno strumento importante della propaganda sovietica, producendo servizi di stoviglie per la ristorazione e figurine con temi rivoluzionari. Tra i suoi numerosi artisti di spicco c’erano leggende viventi dell’avanguardia come Vassilij Kandinskij e Kazimir Malevich.

La fabbrica, che ha riacquistato il nome originale nel 2005, è oggi uno dei leader mondiali nella produzione di porcellana. Utilizzando la tecnologia del XVIII secolo, produce 4.000 tipi di articoli: servizi da tè e caffè, piatti decorativi, vasi, statue, ecc.

Gli articoli prodotti dalla Fabbrica Imperiale di Porcellana sono ora molto popolari in Germania, Regno Unito, Francia, Canada, Svezia e Giappone. Tuttavia, il principale mercato estero negli ultimi anni rimane quello degli Stati Uniti, con il 15% delle vendite totali. 

La Rivoluzione della porcellana: quando sui piatti finirono falce e martello 

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Leggi di più

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie