I nove migliori e peggiori film sulla guerra sovietica in Afghanistan

Fedor Bondarchuk/Art Pictures Group, 2005
Tra le molte pellicole dedicate all’intervento delle truppe di Mosca nel conflitto afgano alcune sono delle vere gemme e altre dei polpettoni propagandistici

“Belva di guerra” – Usa, Israele, 1988

In “Belva di guerra” (titolo originale: “The Beast”) seguiamo le sorti di un carro armato sovietico, che è rimasto dietro le linee nemiche e cerca un modo per riunirsi alle proprie truppe. 

Classico film di propaganda americano, “Belva di guerra” ritrae i soldati sovietici come il puro male, sempre impegnati a uccidere brutalmente e sadicamente dei civili afgani innocenti e indifesi. I sovietici qui non hanno alcuna coscienza e usano spudoratamente armi chimiche proibite contro la popolazione.

Il cattivo nel film non sono i mujaeddin islamisti, raffigurati anzi come nobili combattenti per la libertà, ma il comandante del carro armato sovietico, il pazzo Daskal. Spietato, tirannico e fanatico, è in grado di sparare tanto ai nemici quanto ai suoi stessi soldati senza battere ciglio, solo per il piacere sadico di veder scorrere il sangue. Fu girato dal regista Kevin Reynolds in Israele, nel deserto del Negev. Il carro è un vero T-55 sovietico, che era stato catturato dagli israeliani all’esercito siriano. 

“Rambo III” – Usa, 1988 

Terzo episodio della serie Rambo, questo girato da Peter MacDonald è un tipico film di Hollywood “buoni contro cattivi”. 

Il veterano della guerra del Vietnam John Rambo si dirige in Afghanistan per salvare il suo ex comandante, il colonnello Sam Trautman, che è stato catturato dai malefici sovietici. Rambo è pronto a sconfiggere l’intero esercito nemico per salvare il suo amico e liberare il popolo dell’Afghanistan. 

Per la sua interpretazione in questo film, Sylvester Stallone ha vinto il Golden Raspberry Award come peggior attore. In Italia Laura e Morando Morandini scrissero: “Questo film, che ha lo stile di uno ‘spot’ pubblicitario per la promozione di una fabbrica di esplosivi, è costato 63 milioni di dollari di cui 14 a Stallone. Senza contare i grugniti, si è preso mezzo milione per ogni battuta di dialogo”.

“Gruz 300” – Urss, 1989 

Questo film d’azione sovietico, del regista Georgij Kuznetsov, continua il tema eterno dei buoni contro i cattivi, ma questa volta a parti invertite: sono gli americani a essere “cattivi”. Agenti della Cia e mercenari stanno preparando un’imboscata contro un convoglio sovietico, e un giornalista statunitense è lì per fare un reportage sensazionale su questa grandiosa “vittoria dei mujaheddin”. 

Il titolo del film, “Gruz 300”, è un termine militare non ufficiale, che indicava il trasporto dei soldati feriti dal campo di battaglia. Non va confuso con “Gruz 200” (titolo per l’estero: “Cargo 200”), film del 2007 di Aleksej Balabanov.  

“Afghan breakdown” – Urss, Italia, 1991

Il film (titolo russo: “Afganskij izlom”) segue le vicende delle truppe sovietiche alla vigilia della loro ritirata dall’Afghanistan. Nonostante il fatto che la guerra sia quasi finita, i combattimenti sono ancora intensi. Tuttavia, “Afghan breakdown” è molto più di un semplice film d’azione. Per la prima volta nel cinema sovietico, grande attenzione è dedicata alla tragedia dei civili afgani, che si sono trovati al centro di un terribile campo di battaglia. 

Il film, diretto da Vladimir Bortko, è una coproduzione sovietico-italiana, e il ruolo del protagonista, il maggiore Mikhail Bandura, è interpretato dal famoso attore e regista italiano Michele Placido. 

“Black Shark” – Russia, 1993 

L’eroe principale del film, del regista Vitalij Lukin, è il potente elicottero da combattimento Kamov Ka-50 (nome in codice Nato: Werewolf), che in russo è soprannominato “Chjornaja akula” (“squalo nero”), da cui il titolo originale del film e quello in inglese per il mercato estero. La macchina da guerra volante opera nell’Afghanistan dilaniato dalla guerra, e i nemici che l’elicottero sovietico dovrebbe trovare e distruggere non sono solo i mujaheddin, ma anche gruppi di forze speciali americane. 

“Black Shark” è un film unico. Veri piloti da combattimento e unità speciali hanno preso parte alla produzione. In molti episodi, invece dei trucchi pirotecnici di solito utilizzati al cinema vennero usati veri e propri proiettili da combattimento. Era la Russia degli anni Novanta! Per quanto riguarda il Ka-50, dopo le riprese fu inviato nel Caucaso del Nord per partecipare alla guerra cecena. 

“Peshawar Waltz” – Russia, 1994

Peshawar Waltz (titolo russo: “Peshavarskij vals”) è dedicato a un famoso episodio accaduto in Pakistan nel 1985, quando un gruppo di prigionieri di guerra sovietici si rivoltò nella fortezza di Badaber. Dopo un lungo assedio con enormi perdite, i mujaheddin afgani e l’esercito pakistano repressero i ribelli e uccisero quasi tutti i soldati sovietici. 

Il film è stato diretto da Timur Bekmambetov, noto per aver poi lavorato molto a Hollywood, firmando la regia di film come “Wanted - Scegli il tuo destino” (2008), “La leggenda del cacciatore di vampiri” (2012) “Ben-Hur” (2016) e il recente “Profile”, un horror uscito negli Usa nel 2018. 

“L’Étoile du soldat” – Francia, Germania, Afganistan, 2006 

Questo è l’unico film nella lista che non sia stato prodotto dalla Russia (o Urss) o dagli Stati Uniti. “L’étoile du soldat” (“La stella del soldato”), di Christophe de Ponfilly, è una produzione congiunta franco-tedesco-afgana. 

Il film segue le vicende del soldato sovietico Nikolaj, catturato dai mujaheddin afgani. In prigionia smette di vedere i mujaheddin come il nemico.

“L’Étoile du soldat” si ispira alla vera storia di Nikolaj Bystrov, un soldato sovietico che dopo una lunga prigionia venne rilasciato dagli afgani e divenne persino una guardia personale del “Leone del Panjshir” Ahmad Shāh Massoūd. Ma decise però di rientrare in Russia, prima che quest’ultimo fosse ucciso in un attentato dei talebani il 9 settembre del 2001. 

“The 9th Company” – Russia, 2005

Uno dei film più famosi sull’intervento sovietico in Afghanistan, “The 9th Company” (“titolo russo: “9 rota”) di Fjodor Bondarchuk, ha rappresentato una vera svolta nel cinema russo moderno in termini di riprese ed effetti speciali. 

Il film segue la tragica storia della Nona Compagnia, che perì in uno scontro di guerriglia con i mujaheddin sulla collina 3234 negli ultimi giorni della guerra. E quei soldati che non perirono in guerra, non poterono poi sopravvivere al caos del collasso sovietico che seguì poco dopo. 

La vera storia, in realtà, era molto diversa dal film. La compagnia perse in battaglia solo 6 dei 39 soldati che la componevano. 

“Leaving Afghanistan” – Russia, 2019 

Dopo una lunga pausa, il cinema russo è tornato sul tema della guerra in Afghanistan. “Leaving Afghanistan” (il titolo originale russo è “Bratstvo”; “Fratellanza”) nei cinema quest’anno, descrive gli eventi del ritiro sovietico dal Paese asiatico. Una divisione deve passare attraverso il traforo di Salang, ma il problema è che è controllato da un enorme gruppo di irregolari afgani. 

Per garantire il passaggio, il tenente Vasilij Zheleznjakov si offre volontariamente come ostaggio del leader dei ribelli. Se qualcosa va storto, risponderà con la sua testa.

 

PerchélUrss intervenne militarmente in Afghanistan? 

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