Sette citazioni letterarie russe che con il tempo sono diventate proverbi

Cultura
GEORGY MANAEV
Originariamente erano brani di classici della letteratura, ma ormai sono usati nel linguaggio comune, spesso senza neanche ricordare da dove provengono

“Mio zio, di onestissimi principi”  

Da: Aleksandr Pushkin, “Eugenio Onegin” 

Inrusso: Мой дядя самых честных правил” 

Quando si usa?

Per ironizzare su una persona che si erge, spesso senza alcuna giustificazione, a esempio morale per tutti gli altri. 

Perchéècosìpopolare?

I primi versi del romanzo in versi “Eugenio Onegin” sono declamati dai russi fin dal XIX secolo: “Mio zio, di onestissimi principi /Guarda cosa ha escogitato /Per aver rispetto quando/ Per davvero s’è ammalato.” Quel “di onestissimi principi” peraltro è usato in una favola di Ivan Krylov, a proposito di un asino… Considerata l’opera perfetta di Pushkin, sono svariati i versi citati in diverse occasioni della vita quotidiana tratti dall’“Eugenio Onegin”.

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“Non ha sopportato l’anima del Poeta il disonore delle offese meschine”  

Da: Mikhail Lermontov, “La morte del poeta”

Inrusso:Не вынесла душа поэта / Позора мелочных обид” 

Quando si usa?

Quando un russo è stufo e ne ha davvero abbastanza di qualcosa. 

Perchéècosìpopolare?

La poesia di Lermontov, “La morte del poeta”, scritta dopo la tragica scomparsa di Pushkin, in seguito alle ferite riportate in un duello, prende di mira i suoi critici e gli invidiosi, affermando che le “offese meschine” hanno spinto il poeta a combattere contro le assurdità mondane e, di conseguenza, a rimanere ucciso. Questo poema fa parte del programma scolastico sin dai primi tempi sovietici, quindi ogni russo lo conosce.

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“Non voglio istruirmi, voglio sposarmi” 

Da: Denis Fonvizin, “Il Minorenne” 

Inrusso: “Не хочу учиться, а хочу жениться!” 

Quando si usa?

Per prendere in giro qualcuno che fa piani troppo frettolosi o non presta abbastanza attenzione alla preparazione e allo studio.

Perchéècosìpopolare?

Questa citazione è frequentemente usata dagli insegnanti per rimproverare i loro allievi per la pigrizia, quindi è ampiamente conosciuta. “Il Minorenne” di Fonvizin è un classico del teatro russo. 

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“I manoscritti non bruciano”

Da: Mikhail Bulgakov, “Il maestro e Margherita” 

Inrusso: Рукописи не горят!” 

Quando si usa?

Per esprimere la convinzione che l’arte prevarrà alla lunga sul potere politico, e talvolta, per esprimere l’opinione che la verità avrà presto o tardi comunque la meglio. 

Perchéècosìpopolare?

Ne “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, queste parole sono pronunciate da Woland, ovvero Satana travestito da professore. Woland chiede il romanzo del Maestro, ma il Maestro dice che lo ha bruciato in una stufa. “I manoscritti non bruciano”, risponde Woland e trova una copia del romanzo sul tavolo del Maestro. Il fatto che “Il maestro e Margherita” sia uno dei romanzi più letti in Russia, ha reso questa citazione proverbiale. 

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“Sono una creatura tremante o ne ho il diritto?” 

Da: Fjodor Dostoevskij, “Delitto e castigo” 

Inrusso:Тварь я дрожащая или право имею?

Quando si usa?

Quando una persona alla fine osa fare qualcosa su cui è stato riluttante per molto tempo.

Perchéècosìpopolare?

In “Delitto e castigo”, Rodion Raskolnikov pronuncia queste parole nel tentativo di giustificare il suo omicidio della vecchia usuraia che, secondo lui, è “un pidocchio, una inutile, ripugnante, dannosa creatura” che succhia soldi e vita dai suoi debitori.

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Per gli affari c’è tempo, per il divertimento un’ora  

Da: Zar Alessio Mikhajlovich, manuale di caccia

Inrusso: Делу - время, потехе - час” 

Quando si usa?

Il significato di uno dei più famosi detti russi è simile a quello del proverbio inglese “All work and no play makes Jack a dull boy”; “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso”. La morale è che senza staccarsi mai dal lavoro, si tende a diventare persone annoiate e noiose, e ci deve essere tempo per divertirsi oltre che tempo per il lavoro. Ma questo detto è spesso frainteso anche dai russi (vedi sotto perché) e usato nel senso dell’italiano “prima il dovere e poi il piacere”.

Perchécosìpopolare?

Questa è una citazione da un manuale di caccia con il falco scritto nel XVII secolo dallo zar Alessio Mikhajlovich. A qual tempo, la parola час “ora” significava sia “un’ora”, come oggi, sia “tempo” in generale. Quindi lo zar Alessio stava dicendo che ci doveva essere tempo sia per il lavoro che per il divertimento nella vita di un uomo (sostenendo il suo amore appassionato per la caccia al falco, a quanto pare). Nel russo contemporaneo, sembra che questa citazione sostenga che ci debba essere tempo per gli affari, ma solo un’ora per il divertimento, ma questa è un’interpretazione errata. La citazione è diventata così popolare dal XVII secolo che la maggior parte dei russi pensa che sia un proverbio popolare!

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“C’è ancora polvere da sparo nella scatola!”

Da: Nikolaj Gogol, “Taras Bulba” 

Inrusso:Есть еще порох в пороховницах!” 

Quando si usa?

Quando qualcuno è audace, energico e pronto ad agire, nonostante l’età o la disabilità. Usato per esprimere determinazione ed entusiasmo; quando ci sono ancora forze per continuare la lotta. 

Perchéècosìpopolare?

È una delle citazioni più edificanti, e anche questa è percepita come un proverbio. Ma originariamente, queste sono parole di Taras Bulba, il vecchio cosacco che chiede ai suoi compagni se sono pronti a combattere, e loro rispondono: “C’è ancora polvere da sparo nelle scatole, padre; la forza cosacca non è ancora indebolita: i cosacchi non si arrendono!” Dopo di che inizia una feroce battaglia… Questa citazione rivendica quello stato d’animo combattivo che molti russi amano.

 

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