Arte, l’omaggio degli Urali alla contemporaneità

Zhenya Machneva, "Natura morta", 2015

Zhenya Machneva, "Natura morta", 2015

Sergej Andreev
Grazie alle installazioni di artisti provenienti da tutto il mondo, la Biennale industriale di Ekaterinburg si conferma uno degli eventi più attesi dell’anno. Da “Naftalina” allo spray al peperoncino, ecco quali sono le opere da non perdere

Fino al 10 novembre 2015 si svolgerà a Ekaterinburg la terza edizione della Biennale industriale degli Urali di arte contemporanea che vede la partecipazione di una settantina di artisti provenienti da 21 paesi del mondo, incluse star come Yoko Ono, Alfredo Jaar e Tino Sehgal. Rbth ha selezionato le opere da non perdere.

Ivan Antonov. Hotel “Iset”

Albergo "Iset'", la sede del progetto principale della biennale

La sede che ospita la Biennale (Foto: Vyacheslav Soldatov​)

L’ex Hotel “Iset” ospita il principale progetto della biennale che ha come curatori due artisti di fama internazionale, Li Zhenhua e Biljana Ciric. Lo stesso edificio, dell’altezza di 10 piani, è senza dubbio una delle opere più interessanti della Biennale. Progettato in stile costruttivista, a cavallo degli anni '20 e '30, come sede di un pensionato per i giovani collaboratori dell’Nkvd (Commissariato del popolo per gli affari interni), è uno degli elementi essenziali del complesso edilizio denominato la “cittadella dei cekisti”. La costruzione semicircolare è una sintesi di tutti gli aspetti a cui si richiamano i curatori della Biennale, dal passato industriale alla città contemporanea con la sua sequenza infinita di imponenti agglomerati edilizi, alla memoria collettiva di un vissuto storico non propriamente lieve.

Li Zhenhua (Cile-Usa). “Аi Weiwei”

Foto: ufficio stampa

Li Zhenhua è uno dei principali curatori della biennale e anche un artista multimediale. L’installazione che qui presenta è una stanza ingombra di televisori, che diffondono ininterrottamente video e performance dell’artista più celebre del pianeta, Аi Weiwei, attivista dissidente, sempre provocatore e dissacrante, e infine autentico artista. E il Weiwei che ne emerge forse è anche meglio delle sue opere.

Alfredo Jaar, “Tre donne”

Alfredo Giaar. Tre donne. 2010. Installazione​ (Foto: ufficio stampa)

Tre minuscole fotografie stanno appese su tre pareti nere e il visitatore è costretto ad avvicinarsi il più possibile per poter esaminare i ritratti. Ogni ritratto è illuminato dalla vivida luce di alcuni faretti. L’installazione della celebre star cilena è dedicata a tre donne coraggiose, strenue paladine dei diritti umani, la birmana Aung San Suu Kyi, l’indiana Ela Bhatt e la mozambicana Graça Machel.

Vladimir Zeleznev (Russia). “Le guardie della Biennale”

Foto: Sergej Andreev​

La serie di disegni realizzata dall’artista originario degli Urali ritrae uomini della security di livelli e qualifiche diversi, dando spazio ai loro giudizi taglienti sull’arte contemporanea, da “l’arte non serve assolutamente a niente, sarebbe stato meglio riaprire l’albergo” a “per capire l’arte contemporanea bisogna spremersi le meningi”. La serie di disegni fa parte del progetto di ricerca e formazione “Metodologie dell’arte”, promosso nel 2013 dall’università di Colonia.

Van Yiquan (Cina). “Naftalina”

L’installazione, che mostra una stanza ingombra di bicchierini ricolmi di palline colorate di naftalina, rappresenta l’illusorietà, la transitorietà e la caducità del tempo. Al termine della Biennale la naftalina dovrebbe dissolversi e i bicchierini dovrebbero restare vuoti. L’opera del giovane artista è un omaggio a quella di un vecchio collega, il celebre Urs Fischer, e alle sue immense candele-scultura di cera.

Zhenya Mancheva (Russia). “Тiratura 1/1”

Per studiare il processo di tiratura delle opere d’arte, l’artista ha trascorso alcune settimane nella residenza per artisti della fabbrica di Kasli, celebre per i suoi oggetti in ferro battuto. L’esito è stato una serie di nature morte “industriali” che rappresentano oggetti d’uso quotidiano che attorniano i lavoratori della fabbrica, realizzate utilizzando la tecnica di fabbricazione degli arazzi

Gruppo Bitnik (Svizzera). “Acquisti random nel deep web”

Il progetto che ha suscitato grande clamore lo scorso anno, racconta la storia di un bot, creato dagli artisti per far acquisti random nel cosiddetto deep web. Il budget settimanale del robot è di 100 dollari, convertiti in valuta locale attraverso il bitcoin. Le merci acquistate venivano consegnate agli artisti alla galleria finché il bot non ha comprato casualmente in Germania anche 10 pastiglie di Ecstasy, depistando le forze di polizia che erano tenute a sorvegliare le azioni del robot.

Kwan Sun Chi (Hong Kong). “In cucina con Mrs. Kwan… Oggi prepariamo lo spray al peperoncino”

Foto: ufficio stampa

In mostra uno dei video seriali in cui l’artista riflette con ironia sull’influenza dei media sul pubblico. Seguendo il format di un normale show culinario l’affascinante conduttrice ci fornisce tutte le istruzioni per preparare in casa dello spray al peperoncino, uno strumento di autodifesa molto pericoloso per gli occhi.

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