Lo chef si rifiuta di servire carne ben cotta a una ragazza incinta: a Mosca scoppia la polemica

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La donna aveva espressamente chiesto una cottura più lunga. Il “niet” dei gestori: “In questo locale si servono solo bistecche al sangue”. E sui social network si solleva il polverone. Ma cosa ne pensano i russi dei livelli di cottura della carne?

Il 6 aprile scorso si è sollevato un polverone che ha acceso il dibattito sui social media russi: il caso è scoppiato quando i gestori di un ristorante di Mosca si sono rifiutati di servire una bistecca ben cotta a una ragazza incinta. Sia il manager sia lo chef del locale hanno giustificato il loro “niet” sostenendo che la politica del ristorante è una e ben chiara: si serve solo carne al sangue.

La giovane, scioccata, ha condiviso la storia su Facebook, prima di scrivere direttamente al proprietario del locale, il celebre ristoratore moscovita Dmitrij Levitskij.
Il cliente ha sempre ragione... o forse no?
A questo punto è stato lo stesso Levitskij a far rimbalzare la storia sui social network, raccontando quanto accaduto su Facebook e chiedendo alla gente un parere. Ovviamente si è scatenata una pioggia di commenti. 
C’è chi ha scritto che il cliente ha sempre ragione, chi sostiene che non c’è niente di strano a servire carne ben cotta. Mentre altri si sono trovati d’accordo con le decisioni del ristorante: chi decide come servire i propri piatti è lo chef.

I gusti dei moscoviti
“Solo carne al sangue!”, ha detto Vasilisa, chef con un passato tra i fornelli di un ristorante stellato Michelin.
“Solo carne media al sangue”, ha risposto la maggior parte della gente da noi intervistata.
“C’è un bel ristornate a Mosca, si chiama Butcher House, che offre un’ottima scelta di carne, sia russa sia argentina”, ha detto Anton, che lavora nella capitale russa.
Solo poche persone hanno ammesso di ordinare carne ben cotta, mentre gli altri confessano di preferire bistecche al sangue o comunque poco cotte.
L’importanza della qualità degli alimenti
La cultura della bisteccha in Russia è nata da poco. La gente è infatti sempre stata abituata a mangiare carne macinata fritta o carne alla griglia ben cotta (shashlyk). 
In epoca sovietica le persone mangiavano solo carne bollita, dato che era ben difficile trovare carne fresca e la maggior parte della carne era congelata.
In Unione Sovietica la carne era un bene raro e veniva preparata soprattutto per le feste. Veniva cucinata alla griglia e servita con maionese, patate e pomodori. Ma ciò che i russi temono ancor più della carne cruda è il pesce crudo.

Molti russi sono convinti che nei ristoranti ancora oggi vigano gli standard di epoca sovietica e che gli chef spesso servano cibo scadente anziché buttarlo via. Tant’è che la troupe televisiva di un noto programma tv ha fatto irruzione nelle cucine di vari ristoranti del paese per verificare che venissero rispettati gli standard di qualità.
Nel famoso romanzo “Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov, Woland al ristorante chiede se il pesce che ha ordinato è fresco. Per tutta risposta il cameriere gli dice: “Mi hanno mandato uno storione di seconda freschezza”. E Woland: “Di freschezza ne esiste una sola, la prima, che è anche l’ultima. E se lo storione è di seconda freschezza, vuol dire che è marcio”.

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