Il tam-tam dello shashlyk

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

18 luglio 2013

Non c'è week end che tenga d'estate: il re del menu della domenica è lo shashlyk, lo spiedino di carne, tipico della cucina russa e del pic nic all'aria aperta. Un rito al quale, per la verità, non si rinuncia neanche d'inverno, tutti imbaccuccati intorno a un fuoco, tra gli alberi scheletriti.

D'inverno, in verità, ci abbiamo provato anche noi, una compagnia di amici italiani. Ma a farlo in casa. Nell'appartamento in affitto di uno di noi c'era, infatti, abbandonato in un angolo, un barbecue a gas; lo abbiamo posizionato sul terrazzino scoperto per provare ad accenderlo, ma un vicino ci ha prontamente ricordato che a Mosca è vietato accendere fuochi. Pezzi di carne marinata, alla fine, cotti al forno.

Gli spiedini sono pronti
(Foto d'archivio) 

Ma è proprio in questo periodo, anche se a Mosca ormai le temperature sono autunnali dopo il gran caldo delle settimane scorse, che tra i miei amici russi si scatena la voglia di shashlyk da fine settimana. Dal giovedì iniziano a scambiarsi sms e messaggi su Facebook: dove si va a fare il pic nic, chi prepara questo e chi quest'altro?, un'organizzazione, insomma, inappuntabile, in cui vengo piacevolmente coinvolta. Anche se il mio compito è di preparare stuzzichini o pasta fredda.

E già, perché la preparazione dello shashlyk è un vero e proprio rito, lunghissimo e particolare, che ho visto fare almeno un paio di volte secondo tutti i dettami della tradizione, ma che non sarei capace di ripetere. Più facile mangiarli, ovviamente.

In ogni caso, la preparazione della carne sembra, al giorno d'oggi, la cosa più semplice. Molto più difficile trovare un posto all'aperto autorizzato, dove poter cuocere gli spiedini e mangiarli in piena legalità.

Così, soprattutto, sui social network si scatenano tutte le volte i post, tra chi consiglia di andare allo Serebryanyi Bor Park e chi preferisce il Losiny Ostrov Park, dei veri paradisi terrestri, d'estate, certamente, ma anche d'inverno. Bandito, per i suoi divieti, il Gorky Park vicino casa; dobbiamo ancora provare lo straconsigliato Khlebnikovo: qui si paga l'ingresso, ma l'attrezzatura per il barbecue e la presenza di gazebi rendono il posto rinomato tra tutti gli shashlyk-addicted di Mosca. Con un tocco di magia in più: la balneabilità delle acque intorno.

Belli davvero i pic nic moscoviti che mi riportano dritti alle tradizioni di ferragosto, con spiedini di carne e braciole di maiale a riempire, prima, l'aria di spiagge e boschi italiani e, poi, le pance sotto il solleone. E io, amici, sto tornando giusto in tempo per il ferragosto italiano, con la ricetta segreta dello shashlyk in valigia!

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