Quel concerto che segnò i giovani russi

Post di storia della musica russa, dall’Urss a oggi

Prima di quel giorno non c’era stato niente di simile. Prima di quel giorno i giovani russi non avevano mai sperimentato sulla loro pelle quel miscuglio di energia, musica e liberazione che va sotto il nome di hard rock.

Ed erano arrivati a quel concerto, il Monsters of Rock del 28 settembre 1991 a Tushino, grazie al passaparola, ai pochi annunci sulle radio nazionali. Era passato poco più di un mese dal tentato colpo di Stato, l’atmosfera era opprimente, i controlli esasperati. Le guardie rosse ovunque. E per evitare disordini, per evitare che una follia collettiva s’impadronisse dei 400mila presenti, erano pronte a usare i manganelli. Li usarono. Ma solo per poco.

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Perché alla fine del concerto militari e ragazzi bevevano insieme, siabbracciavano, un rinnovato patto sociale sotto l’egida di Metallica &Co. Un concerto che resta nella memoria collettiva di un’intera generazione.

Tutto parte la sera prima, il 27 settembre. Quando un’enorme massa di ragazzi si ritrova all’esterno dell’aeroporto di Tushino. Falò, canti collettivi, l’atmosfera che diventa comunitaria sin da subito. Tutti aspettano i “Mostri” del giorno successivo: Metallica, Ac Dc, Pantera, Queensrÿche e The Black Crowes. Ovvero: l’avanguardia dell’heavy metal.

Aleksandr Proskurin, era lì quella notte. E racconta a Russia Oggi: “Quella notte quasi subito sono state abbattute le recinzioni dei campi adiacenti al luogo del concerto”. Rami spezzati, cassette di frutta che vengono svuotate e diventano combustibile per giganteschi falò. Un rito pagano nella terra degli zar. Si va avanti per tutta la notte. Poi l’alba.

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“Stavamo facendo colazione quando la gente improvvisamente balzò in piedi e si precipitò verso il palco. I poliziotti rimuovono il cordone. E quella parte del campo, dove fino a poco tempo prima bivaccavano in migliaia, adesso era vuota”. Tutti corrono verso il palco per prendere i posti migliori. E aspettano che i Mostri diano inizio al rito.

Il resto è storia. Storia digitale. Immagini consegnate ai posteri grazie al grande archivio multimediale di YouTube. Basta cercare una qualsiasi delle esibizioni. Soprattutto quelle dei Metallica. E proprio durante il concerto dei Four Horseman che si compie il miracolo, che qualcosa cambia. I frame hanno il fascino dell’analogico. Prima le guardie rosse che cercano di mantenere l’ordine. Senza fare sconti a nessuno. Poi tutto si dissolve. Ruoli, gerarchie e paure sfumano, la trama si sfilaccia. E i militari iniziano a fraternizzare con i fan presenti al concerto. I loro volti cambiano, si distendono. Alcuni si tolgono la divisa e non rientreranno mai più nei ranghi.

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I riff di Metallica e Pantera saldano le crepe di una generazione. Per un attimo cancellano il grigiore del passato sovietico e aprono un orizzonte comune fatto di condivisione e passione.Tutto fino all’esibizione conclusiva, quella degli Ac Dc. Angus Young saltella sul palco di fronte a centinaia di migliaia di persone in estasi. E tutto si allontana. Il golpe, l’assenza di risorse, la situazione politica bloccata. Per un attimo che infonde fiducia nel futuro.

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