Trump, gli scandali e quel dossier misterioso

12 gennaio 2017 Aleksej Timofejchev, RBTH
Secondo la stampa americana l’intelligence russa sarebbe in possesso di materiale compromettente sul neo-eletto Presidente Usa. Il parere di alcuni esperti russi sulla vicenda
Donald Trump
Atkinson, New Hampshire, Stati Uniti d’America. Durante la campagna elettorale per la Presidenza, una donna regge un cartello a sostegno del candidato Donald Trump. Fonte: Reuters

I servizi segreti russi, secondo la stampa americana, sarebbero in possesso di documenti potenzialmente compromettenti sul neo-eletto Presidente Usa Donald Trump. Un dossier che sarebbe stato redatto da un ex dipendente dei servizi segreti britannici e che sarebbe stato annesso al recente report dell’intelligence statunitense per Barack Obama, nel quale si legge che, nel corso di diversi anni, le autorità russe avrebbero sostenuto Trump. Dal dossier emerge inoltre che i servizi speciali russi nel 2013 avrebbero raccolto del materiale compromettente su un presunto coinvolgimento di Trump in scandali sessuali, con prostitute assoldate in una lussuosa stanza d'albergo di Mosca, dove l'Fsb avrebbe installato cimici e telecamere.

Le perplessità

Nonostante ci sia chi addita il report come falso, sulla stampa il dibattito si è acceso. Gli esperti interpellati da Rbth sostengono che, al di là della sua veridicità, la divulgazione del dossier potrebbe essere un passo politico dell'amministrazione Obama voluto per seminare sospetti sul nuovo leader e sui suoi legami con Mosca.

Il fatto stesso che siano emerse voci di corridoio sulla presunta presenza di tale documento, spiegano gli esperti russi, dimostrerebbe l’assurdità della cosa, dal momento che i servizi segreti trattano sempre queste informazioni con la massima riservatezza. 

“Informazioni del genere di solito vengono diffuse solo in circostanze appropriate – spiega Aleksandr Mikhailov, ex responsabile del Servizio antidroga (oggi non più esistente) dell’Fsb -. Annunciare di essere in possesso di qualcosa è una vera e propria assurdità”

Nel dossier si afferma inoltre che i rappresentanti del governo russo avrebbero accennato di possedere materiale compromettente su Trump ancora prima della sua elezione a Presidente: minacce che si inserirebbero quindi in un contesto ancor più strano.

Indagini interne

Aleksandr Mikhailov non esclude quindi che i servizi segreti russi abbiano effettivamente raccolto materiale su Trump: ma quanto esso sia compromettente resta, secondo lui, una questione aperta. La raccolta di materiale incriminante fine a se stessa non fa parte delle attività di routine dei servizi segreti, ma sarebbe solo una parte di esse. Informazioni di questo tipo si possono raccogliere nel corso di una cosiddetta "indagine interna" su una persona importante per il governo del Paese. Con le "indagini interne" i servizi di sicurezza raccolgono informazioni su quelle persone con le quali le autorità russe dovranno in qualche modo interagire: si raccolgono informazioni sul carattere della persona, sui gusti, sui suoi punti deboli e sui suoi punti forti. Informazioni che vengono ottenute sia da fonti aperte, sia utilizzando i tradizionali strumenti di intelligence, come le intercettazioni telefoniche, anche se non si tratta di un mezzo universale: le persone in questione potrebbero infatti non utilizzare un telefono cellulare, e se lo fanno, difficilmente lo userebbero per discutere questioni veramente importanti. Non bisogna dimenticare inoltre che, nel caso di uomini come Trump, simili canali di comunicazione sono chiusi e non sono facili da decifrare.

Non è un segreto che, al fine di ottenere informazioni importanti, vengano utilizzate anche le abilità degli hacker. Tutti i maggiori player internazionali stanno sviluppando questo settore all’interno dei servizi speciali.

Trappole di miele

Le agenzie di intelligence non disdegnano nemmeno l'uso della cosiddetta "trappola di miele": ovvero incitare alla collaborazione attraverso la seduzione.

Come ricordato dall’ex dipendente delle forze speciali sovietiche e storico dei servizi segreti Valerij Malevanyj, in Urss, in Germania dell’Est e negli Stati Uniti in passato esistevano unità speciali che addestravano agenti donne dell’intelligence proprio per questi compiti. A volte si ottenevano risultati impressionanti, come è avvenuto con Margarita Vorontsova-Konenkova, che per l'Unione Sovietica riuscì a entrare in possesso di informazioni segrete sul progetto nucleare degli Stati Uniti. Tuttavia Malevanyj non crede che tali metodi siano stati applicati con Trump quando nel 2013 si recò a Mosca. Secondo l’esperto, Trump avrebbe una protezione efficace, che controlla con attenzione le persone e allontana i sospetti. Allo stesso tempo, osserva che nessuna guardia né i più moderni dispositivi di registrazione audio e video possono garantire che qualcosa non sia stato registrato. "Prevedere tutto è quasi impossibile, alcune conversazioni registrate possono essere finite nelle mani degli agenti dei servizi segreti russi”, ha detto Malevanyj.

Per di più, Aleksandr Mikhailov ritiene che gli eventi menzionati nel dossier potrebbero senz’altro essersi verificati. Era prima della campagna elettorale e Trump stesso appartiene alla corte di persone estremamente ricche che credono di avere il mondo in pugno, e che per questo si spingono oltre il quadro convenzionale di una condotta socialmente accettabile.

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