La crescita dell’esportazione di servizi di istruzione russi gli ha dato inaspettatamente più visibilità rispetto ad altri settori con potenziale di esportazione. Le cause sono da ricercare in diversi motivi.

In particolare, nel mese di novembre 2016 le più grandi università russe interessate ad attirare studenti stranieri hanno lanciato la "Giornata universale del laureato", che ha unito i possessori di un diploma russo d’istruzione di tutto il mondo. Tra gli organizzatori, c’erano atenei moscoviti quali l’Università dell'Amicizia tra i Popoli, l’Alta scuola di economia e l’Università Statale Lomonosov. Promotore dell'iniziativa è stato il Ministero russo dell'istruzione e della scienza nell’ambito del programma federale "La lingua russa".

La nuova iniziativa ha lo scopo di sostenere il legame tra i laureati nelle università russe e la Russia. Secondo i dati del Ministero russo dell'Istruzione, si tratta di un milione di laureati provenienti da 160 Paesi del mondo.

La riduzione del prezzo del rublo è stato un altro motivo dell’ulteriore afflusso di studenti stranieri nelle università russe, non solo da altri Paesi esteri, ma anche dalle ex repubbliche sovietiche.

Nel 2016 gli esperti della Ranepa, l’Accademia presidenziale di economia nazionale e di amministrazione pubblica, su commissione del governo, ha analizzato lo stato dell’esportazione di servizi di istruzione superiore russi. Secondo le stime eseguite, l'esportazione russa di istruzione superiore negli ultimi dieci anni è cresciuta di quasi tre volte sulla base del numero di studenti stranieri su tutte le forme e i livelli di istruzione: da 100,9 per l'anno accademico 2004-2005, fino a 282,9 mila persone nell’anno accademico 2014-2015. I fondi coinvolti sono aumentati di quattro volte, da 356 milioni di dollari a 1,46 miliardi nel 2015.

Il numero totale di studenti

Nel 2014-2015 il numero di studenti stranieri che ha studiato a tempo pieno è aumentato del 17,2% rispetto all'anno precedente, mentre a tempo parziale è cresciuto del 6,1%, ha detto a Rbth la professoressa del Centro di formazione continua di economia della Ranepa, Gulnara Krasnova. Secondo lei, nel complesso, la crescita annuale del numero di studenti stranieri a tempo pieno dal 2003 è di circa il 9%.

Per numero di studenti stranieri, ai primi posti si trovano tradizionalmente l’Università dell'Amicizia tra i Popoli di Mosca, l’Università statale di San Pietroburgo, l’Istituto politecnico Pietro il Grande di San Pietroburgo, l'Università federale di Crimea Vernadskij e l’Università Statale Lomonosov, riferisce la Krasnova. Tuttavia, secondo lei, la maggior parte degli studenti stranieri nelle università russe viene dalle ex repubbliche sovietiche. La percentuale di immigrati provenienti da questi Paesi è del 53%, ma di recente la situazione è cominciata a cambiare.

Secondo il rettore dell’Istituto di Ingegneria Energetica di Mosca Vladimir Zamolodchikov, nel 2012 il Ministero russo dell'Istruzione e della Scienza ha iniziato per la prima volta a monitorare gli atenei dal punto di vista della loro internazionalizzazione. Tra gli indicatori, è comparso proprio il numero di studenti stranieri. Prima questo sistema non esisteva. "Nel 1946 a Mosca c’erano solo due università dove venivano attivamente attirati studenti stranieri: l’Università Statale Lomonosov e l’Istituto di Ingegneria Energetica di Mosca”, afferma Zamolodchikov.

Per la maggior parte delle università russe, attirare studenti stranieri è un’attività relativamente nuova. "Ai tempi della disgregazione dell'Urss, l'esperienza di coinvolgere studenti stranieri a studiare in Russia era praticamente inesistente in tutte le università russe, mentre l’esperienza di studiare e interagire con loro era propria solo di un ristretto numero di istituti universitari”, dice Gulnara Krasnova. Infatti, ai tempi dell’Unione Sovietica, la gestione della selezione e ammissione di studenti stranieri era affidata al Ministero speciale dell'istruzione superiore e secondaria dell'Urss e più tardi al Comitato di stato dell'Urss per la pubblica istruzione. Le università non erano coinvolte in questi processi e tra le loro funzioni rientravano la formazione e l’istruzione di studenti stranieri e il sostegno dei rapporti con gli ex studenti.

L’impatto sul bilancio

Secondo Gulnara Krasnova, la maggior parte degli studenti stranieri in Russia (61,6%) studia a proprie spese, circa 113mila persone. Dalle rette degli studenti stranieri, le università russe hanno ricevuto nell’anno accademico 2014-2015 circa 13,7 miliardi di rubli (215 milioni di dollari), sostiene. Tuttavia, per il bilancio generale degli atenei russi, questo importo è insignificante.

Non a caso, nel 2016 il portale di consulenza nel campo della finanza personale ValuePenguin.com ha stilato una classifica dei Paesi basandosi sul costo della formazione per stranieri. La Russia si è classificata al 15° posto tra 24 Paesi per convenienza. "Attualmente, circa 15mila posti vengono assegnati ogni anno per la formazione dei cittadini stranieri in Russia a spese del bilancio dello Stato. Negli ultimi anni, questa cifra è triplicata”, ha detto Vladimir Zamolodchikov.