Luca Lampariello parla correntemente dodici lingue, compreso il russo. E a Rbth racconta i segreti per entusiasmarsi allo studio di un nuovo idioma e impararlo senza troppe difficoltà.

Come e quando hai iniziato a studiare il russo?

Ho iniziato a studiare questa lingua dodici anni fa. All’inizio volevo semplicemente avvicinarmi a una nuova lingua, a qualcosa di diverso rispetto alle più comuni lingue europee. Volevo capire la struttura di questo idioma. Poi ho conosciuto una ragazza russa e il mio obiettivo è andato oltre: ho capito che mi sarebbe piaciuto poter socializzare in russo.

Qual è l'aspetto più difficile del russo?

Sicuramente le declinazioni dei casi. Ma direi forse la grammatica in generale. Anche la pronuncia non è per niente semplice. Tuttavia, essendo italiano, la pronuncia per me non è risultata poi così complessa: alcuni suoni sono molto simili. Per quanto riguarda la grammatica, il problema non consiste nella sua complessità, bensì nel fatto che molti studenti non si approcciano nel modo corretto. La cosa più importante, dal mio punto di vista, è il metodo: bisogna sapere come si studierà la lingua. L'apprendimento corretto della grammatica può avvenire solo quando c'è una pratica quotidiana di questa lingua: quindi l'invito è quello di parlare e socializzare il più possibile.

"I russi sono convinti che la propria lingua sia molto difficile e quando sentono uno straniero parlare in russo ne restano sempre piacevolmente colpiti"

Quale consiglio daresti a una persona che si sta avvicinando per la prima volta allo studio del russo?

La cosa più importante è la motivazione. Bisogna avere le idee ben chiare quando si vuole iniziare a studiare una lingua nuova. In secondo luogo, è necessario prepararsi psicologicamente: molte persone hanno paura di uscire dalla loro comfort zone. E così molti ragazzi si ritrovano a pensare: «Non sono capace. Non riesco a ricordare nemmeno una parola» e così via. Bisogna partire dal presupposto che qualsiasi lingua la si può imparare. Non c'è niente di impossibile. La cosa più importate è trovare il proprio metodo. Infine, non bisogna forzare sé stessi: lo studio di una lingua deve essere un piacere. Non bisogna imporsi di fare qualcosa che non si desidera.

Luca Lampariello durante una lezione. Fonte: archivio personale Luca Lampariello durante una lezione. Fonte: archivio personale

Uno dei problemi principali che riguardano gli studenti a scuola sta nel fatto che essi vengono obbligati a imparare una lingua. E non va bene. È per questo che molti ragazzi perdono il desiderio di imparare un nuovo idioma per il resto della loro vita.

I bambini a livello naturale imparano una lingua in maniera molto semplice: ascoltano, ripetono e la ricordano. Non dimentichiamo che una lingua è la chiave d'accesso per comprendere una nuova cultura.

Quindi conoscere il russo ti ha permesso di capire meglio la Russia e i russi?

Certo! I russi sono convinti che la propria lingua sia molto difficile e quando sentono uno straniero parlare in russo ne restano sempre piacevolmente colpiti. Per capire e comprendere i russi, bisogna conoscere la lingua russa, oltre che visitare questo Paese.

Quante volte sei stato in Russia? Che impressioni ne hai ricavato?

Sono stato in Russia quattro volte. È un Paese che amo molto. La prima volta che sono stato in Russia ho pensato «Wow! Che Paese enorme e meraviglioso». Fin da subito ho percepito una certa affinità spirituale con questi luoghi. A livello generale, russi e italiani hanno molte cose in comune.

Luca Lampariello parla russo, tedesco, cinese e molte altre lingue. Fonte: youtube

Hai avuto anche una fidanzata russa. Come sono le ragazze russe?

Sono molto femminili e attraenti. Dal mio punto di vista, però, per quanto riguarda le relazioni tra i due sessi e l'organizzazione della famiglia, mi ricordano l'Italia di 40 anni fa. Qui la gente la pensa in maniera diversa. E l'uomo e la donna rivestono ruoli ben concreti.

Quale lingua stai studiando adesso?

Ora sto imparando l'ungherese e sto cercando di migliorare il livello delle altre lingue che già conosco. Per il momento poi non penso di avvicinarmi allo studio di nessun nuovo idioma. Ma chi lo sa! Sono convinto di non essere io a scegliere una lingua, ma che sia la lingua a scegliere me.

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