Turismo Russia-Italia e coronavirus: quando si potrà tornare a viaggiare?

Reuters
I rappresentanti di agenzie viaggi, tour operator, istituzioni e strutture ricettive di entrambi i paesi si sono dati appuntamento in una videoconferenza per fare il punto della situazione e avanzare proposte per il dopo crisi. La ripresa sarà lenta, ma si fa fronte comune per salvare un settore in grosse difficoltà

Sarà una ripartenza in salita. Ma il settore del turismo scalda i motori e si prepara ad affrontare il “dopo coronavirus” con determinazione e cauto ottimismo. Un segnale forte è stato lanciato oggi attraverso una videoconferenza che ha riunito i principali esponenti russi e italiani delle istituzioni e del comparto turistico, per un primo scambio di idee su come salvare una stagione già fortemente penalizzata dalla pandemia.

Quasi 180 i rappresentanti di agenzie viaggi, tour operator e strutture ricettive di entrambi i paesi che hanno partecipato al meeting, oltre a sindaci, imprenditori e associazioni di categoria, chiamati a raccolta da Roberto Bianconi di Italia Made in Italy, in collaborazione con latuaitalia.ru e S7 Airines. Moltissime le partecipazioni dal Veneto (con Federalberghi del Veneto, la Compagnia delle Opere Veneto e il Consorzio Ville Venete in testa), affiancate da addetti ai lavori in collegamento da tutte le regioni d’Italia e da varie città russe.

Italia-Russia: un amore messo in pausa dal virus

La Russia ha voglia di Italia, e l’Italia spera di poter tornare ad accogliere i visitatori dell’est il prima possibile, pur con la consapevolezza che l’agenda delle riaperture non sarà dettata dalla politica, bensì dall’andamento dei contagi. “Al momento il rilascio dei visti (ai turisti russi, ndr) è sospeso - ha ricordato nel suo intervento il Console Generale a Mosca Francesco Forte -. Fino al 15 giugno le frontiere esterne dell’Unione Europea saranno chiuse, così come resteranno sospesi tutti i servizi di visti di Schengen. L’orizzonte temporale di cui ora possiamo parlare non va oltre il 15 giugno, quando ci sarà una verifica a livello europeo sulla permanenza o meno della chiusura delle frontiere esterne. Roma lavora in stretto coordinamento con le altre capitali: vogliamo essere coordinati. Aspettiamo indicazioni, siamo pronti ad aprire. Ma per il momento credo che l’attenzione politica, sia a livello nazionale, sia a livello Schengen, resterà focalizzata sul riprendere il prima possibile i flussi intracomunitari: si parla solo di mercati interni e non di paesi terzi, come la Russia”. 

Ed è proprio alla Russia che guardano con apprensione le strutture ricettive del Belpaese, da nord a sud: un anno fa, i tour operator della Federazione segnalavano un aumento tra il 10 e il 15% delle vendite dei pacchetti turistici verso l’Italia rispetto al 2018, e un aumento dei flussi del 21,9% solo nel primo trimestre del 2019. Ricordiamo che nel 2018, l'Italia ha conquistato il terzo posto sul podio delle destinazioni preferite dai russi dopo Turchia e Thailandia, scalando ben tre gradini dalla sesta posizione. 

Ma proprio quel paese che fino a pochi mesi fa garantiva voli pieni e prenotazioni alberghiere stabili, oggi si ritrova al secondo posto al mondo per numero di contagi di Covid-19: 8.764 nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale di oltre 300.000 infezioni e 2.972 decessi (+135, dati aggiornati al 20 maggio).

Il nodo delle compagnie aeree

L’occhio resta puntato sulle compagnie aeree, la cui ripresa sarà lenta e graduale. “Non dimentichiamo che gli aeroporti rischiano di essere degli hub nella diffusione del virus - ha aggiunto il Console -. Non a caso, lo scalo Sheremetyevo di Mosca sta aprendo le porte a un massimo di 500 utenti al giorno: un volume bassissimo rispetto al normale”.  

E così le compagnie si trovano a riprogrammare voli e partenze; e si naviga a vista. “La situazione non è facile, operiamo in un campo dove le certezze ancora non ci sono - ha detto Marzio Scamolla, Regional Manager Sud Europa della compagnia S7 Airlines -. Stiamo lavorando in maniera chirurgica, cercando di mantenere la programmazione dei voli e i contatti con il mercato, le agenzie e gli operatori, sia in Italia, sia in Russia. Per il momento abbiamo programmato una ripresa dei voli sull’Italia a partire dal 10 luglio, non con le stesse frequenze di prima, ovviamente, ma riprenderemo a collegare quasi tutte le destinazioni italiane a partire da Verona, Napoli, Olbia, Cagliari, Pisa, Bari e Catania. Per il momento abbiamo dovuto sospendere i voli su Roma e su Milano, e il volo diretto da Verona a San Pietroburgo”. 

Ripartire dal mercato interno

Poche illusioni, ma tanta voglia di ricominciare: “Dobbiamo essere coscienti che il settore del turismo sarà probabilmente uno degli ultimi a ripartire: ci saranno pochi soldi da spendere e poca voglia di muoversi - ha fatto notare Sandro Pappalardo, consigliere di amministrazione ENIT -. Si ripartirà probabilmente con un turismo domestico, in attesa della riapertura delle frontiere e delle compagnie aeree. La Russia è sempre stata un mercato molto importante: nel 2018 i pernottamenti dalla Russia nelle strutture ricettive italiane sono stati pari a 5,4 milioni, un numero cresciuto negli anni. Siamo riusciti a non chiudere le nostre sedi all’estero, e sarà fondamentale farci trovare pronti quando i mercati riapriranno. Sarà importante ascoltare le associazioni di categoria e gli imprenditori, perché solo la sinergia tra pubblico e privato può portare alla formulazione di una corretta strategia che ci permetterà di uscire da questa crisi”. 
Ma in questo mondo capovolto dal coronavirus non bisogna dimenticare che spesso, dietro a una crisi, possono nascondersi nuove opportunità. “Senza nulla togliere al turismo di massa nelle grandi città italiane, questa potrebbe essere l’occasione per dare una spinta ai piccoli borghi, che ben si prestano a un turismo più selezionato”, ha detto Vittorio Torrembini, presidente di Unimpresa Russia. Sarà forse questa l’occasione per puntare maggiormente sul turismo lento, con itinerari green e sostenibili, per scoprire il Belpaese in modalità slow?

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