Le storie segrete delle ambasciate straniere e Mosca

A Villa Berg, residenza del capo della diplomazia italiana, si consumò un omicidio. Nell’ambasciata francese invece un commerciante, alla fine del XIX secolo, avrebbe ucciso la propria amante, nascondendo il corpo tra le mura della casa. Queste e altre storie da non credere, che rendono leggendarie le sedi diplomatiche della capitale russa

1/ La residenza dell’ambasciatore britannico

Quando la regina Elisabetta II si recò a Mosca, nel 1994, disse che questa era “la più bella residenza britannica del mondo”. Costruita nel 1890 da un magnate dello zucchero, la residenza dell’ambasciatore britannico si trova vicino al Cremlino ed è caratterizzata da interni in stile gotico: una caratteristica insolita per l’epoca.

2/ La residenza dell’ambasciatore francese

L’attuale residenza dell’ambasciatore francese è conosciuta come Casa Igumnov e prende il nome dal commerciante che ne ordinò la costruzione alla fine del XIX secolo.

Attorno a questo edificio circolano numerose leggende. La più diffusa sostiene che il commerciante avesse costruito la residenza per la propria amante, una ballerina di nome Varvara. Ma quando venne a conoscenza della sua infedeltà, la uccise e nascoste il corpo tra le mura della casa. 

3/ L’ambasciata della Nuova Zelanda

Questo edificio in stile liberty è stato costruito all’inizio del XX secolo e inizialmente apparteneva al mercante moscovita Ivan Mindovsky. Dopo la Rivoluzione del 1917 è stato donato al corpo diplomatico svedese. Solo successivamente è passato alla Nuova Zelanda.

4/ La residenza dell’ambasciatore tedesco

Sull’altro lato della strada si trova un altro palazzo appartenuto in passato a un commerciante di Mosca, Yakov Schlossberg. Costruito in stile rinascimentale, durante il periodo sovietico è stato dato al Regno Unito, prima di ospitare il corpo diplomatico tedesco.

5/ L’ambasciata greca

Inizialmente l’architetto Petr Boytsov voleva mettere in affitto questo edificio, anziché renderlo una residenza permanente. Qui ha vissuto anche lo scrittore Anton Chekhov.

6/ L’ufficio dell’attaché militare egiziano

Questo edificio a forma di castello è stato progettato da un pioniere dello stile Art Nouveau: l’architetto moscovita Lev Kekushev. Sembra che Mikhail Bulgakov avesse preso spunto da questo palazzo per l’ideazione della casa di Margherita nel suo libro “Il Maestro e Margherita”.

7/ L’ambasciata australiana

Ecco un altro edificio in stile Art Nouveau. All’inizio del XX secolo era uno degli edifici più moderni della città. Era dotato di impianto di riscaldamento, acqua corrente, elettricità e telefono: un lusso molto raro per l’epoca.

8/ L’ambasciata d’Italia

Villa Berg, sede dell’ambasciata d’Italia a Mosca, si trova in uno dei quartieri storici di Mosca, non lontano dalla Vecchia Arbat.  Il palazzo è nato dalla fusione di vari stili. Prima di diventare sede del corpo diplomatico italiano, la villa ha ospitato le attività del Komintern (conosciuto anche come Internazionale Comunista o Terza Internazionale), l'organizzazione internazionale dei partiti comunisti che aspirava a esportare la rivoluzione socialista su scala mondiale. Qui, il 6 luglio 1918, si consumò anche l’omicidio del Ministro della legazione tedesca, Wilhelm von Mirbach-Harff.

La villa venne distrutta dal grande incendio di Mosca del 1812 e fu di nuovo ricostruita nel 1824.

9/ La residenza dell’ambasciatore della Corea del Sud

Prima della Rivoluzione del 1917 questo edificio apparteneva al noto medico Agapit Belyaev, che ebbe tra i suoi pazienti anche il cantante Fyodor Shalyapin. Prima di ospitare il corpo diplomatico della Corea del Sud, questo edificio era stato consegnato all’ambasciatore del Perù.

10/ La residenza dell’ambasciatore dell’Uruguay

Fu costruita alla fine del XIX secolo dall’architetto Fyodor Schechtel per la sua famiglia. Scherzando, l’architetto la definì “una baracca dall’architettura disordinata che i cocchieri potrebbero scambiare per una chiesa protestante o per una sinagoga”.

11/ La residenza dell’ambasciatore americano

Costruito in stile neoclassico all’inizio del XX secolo, questo palazzo è stato ceduto alla missione diplomatica degli Stati Uniti nel 1933, quando i due paesi stabilirono relazioni diplomatiche. Queste stanze ospitarono lo scrittore Mikhail Bulgakov e il compositore Sergei Prokofiev, entrambi invitati dal capo della diplomazia americana.

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