Ponte della Trinità, il gioiello imperdibile di San Pietroburgo

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Molte volte è stato ricostruito e molte volte ha cambiato nome. Vedere come si apre è uno spettacolo. Cinque cose da sapere su una delle strutture più belle sulla Neva

Vedi Napoli e poi muori, dicono. Noi abbiamo una proposta migliore: vedi i ponti mobili sulla Neva e poi… trasferisciti a San Pietroburgo! Quest’anno uno dei simboli più noti della città, il Ponte della Trinità (in russo, Troitskij Most) celebra il suo centoventesimo compleanno. Non è forse una buona ragione per partire subito?

 

Secoli di storia russa

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Il Ponte della Trinità collega la piazza Suvorov e il Lungoneva del Palazzo, su un lato del fiume, con Piazza della Trinità dall’altro lato, non lontano dalla Fortezza di Pietro e Paolo.

Il primo ponte della città venne costruito non lontano da qui nel 1803. Si trattava di una struttura temporanea galleggiante, attraversata da un vagone a trazione animale che arrivava fino ai Giardini d’estate. Circa due decenni dopo, venne costruito il primo ponte permanente, che portava fino a piazza Suvorov, circa 100 metri ad ovest dei Giardini d’estate. Infine, 120 anni fa, nell’agosto del 1897, alla presenza dell’Imperatore Nicola II e del presidente francese Félix Faure, fu posta la prima pietra (con due monete d’oro) del Ponte della Trinità, poi solennemente inaugurato il 16 maggio del 1903.

 

Tanti cambi di nome

Fonte: foto d'archivioFonte: foto d'archivio

Il ponte galleggiante del 1803 si chiamava Voskresenskij (della Resurrezione), ma dopo la ricostruzione nel 1827 venne intitolato a Suvorov, il grande generale russo delle campagne d’Italia e di Svizzera contro i francesi. Nel 1903, il ponte fu chiamato “della Trinità”, in onore della vicina Cattedrale della Trinità (demolita nel 1932). Un anno dopo la Rivoluzione, nell’ottobre del 1918, i sovietici lo rinominarono Ponte dell’uguaglianza (Most ravenstva, in russo) e nel dicembre del 1934, pochi giorni dopo il suo assassinio, fu intitolato a Sergej Kirov, il capo del Partito Comunista di Leningrado. Il ponte Kirov svettò sulla Neva fino alla caduta del comunismo. Nel 1991, nel bel mezzo del rilancio patriottico e religioso, gli fu restituito il nome di Ponte della Trinità.

 

Il progetto di Eiffel

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Alla fine del XIX secolo, le autorità della città decisero di costruire un ponte “imponente e rimarchevole” e bandirono un concorso. Anche se il primo premio andò alla società di Gustave Eiffel, gli ingegneri per la costruzione furono poi scelti tra le fila di un’altra società francese, la Batignolles. Secondo l’accordo, dovevano usare solo materiali russi e maestranze russe. Anche gli architetti di San Pietroburgo ebbero un ruolo attivo e l’Accademia delle Arti mise in piedi una commissione per il monitoraggio della costruzione. I designer francesi, in ogni caso, progettarono gli ornamenti per il ponte (griglie e lanterne) nello stile Liberty allora in voga in Europa, e lo decorarono anche con due colonne rostrate.

 

Nicola II schiaccia il bottone

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La costruzione del Ponte della Trinità, come detto, iniziò alla presenza dell’imperatore Nicola II e del presidente francese Félix Faure il 12 agosto 1897. Solo un anno prima, Nicola II aveva inaugurato il ponte Alessandro III a Parigi, dedicato a suo padre. Il completamento del Ponte della Trinità subì ritardi a causa di problemi tecnici e l’apertura solenne avvenne solo nel 1903, per il 200° anniversario di San Pietroburgo. C’è una foto d’archivio che mostra il governatore della città porgere all’Imperatore un pulsante, che lo zar premette per sollevare il ponte mobile.

 

Ricostruzione massiccia nell’era sovietica

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Nel 1965 il ponte è stato chiuso per la ricostruzione e gli ingegneri sovietici hanno impiegato due anni a modernizzare e ricostruire il ponte per permettere la navigazione delle navi di nuova generazione. È stato installato un nuovo meccanismo di sollevamento e il sistema a doppia campata è stato trasformato in uno a campata singola. Il ponte è stato riaperto nel 1967.

A proposito, fino al 1965, quando fu costruito il ponte Aleksander Nevskij di 905 metri, questo, con i suoi 582 metri, era il ponte più lungo della città.

La leggenda: Le voci di popolo vogliono che il grande aviatore sovietico Valerij Chkalov (1904-1938) sia riuscito a passare in aereo sotto un arco del Ponte abbassato negli anni Trenta. Non si sa precisamente quando, ma la versione è persistente, anche perché la sua vedova ha sempre insistito sul fatto che la cosa fosse davvero successa.

 

Il consiglio: Elena Bobrova, una guida di San Pietroburgo, dice: “Raccomando sempre ai turisti di godersi l’apertura del Ponte della Trinità. Innanzitutto, perché ogni ospite della città dovrebbe almeno una volta vedere l’apertura dei ponti, e in secondo luogo, perché quello della Trinità è così bello ed elegante! Mentre ci sono folle ammassate intorno al Ponte del Palazzo e alla maggior parte dei ponti che si aprono a metà, in mezzo alla Neva, quello della Trinità si alza proprio davanti ai tuoi occhi, se sei sul lato del Palazzo. Un’altra vista must è dalla fiamma eterna del Campo di Marte”.

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