Viaggiare in Russia: i 5 timori più diffusi tra i turisti

Disegno di Alena Repkina

Disegno di Alena Repkina

Dal visto alla barriera linguistica, ecco cosa spaventa i visitatori stranieri. Ma niente paura: con qualche semplice consiglio, ogni pensiero svanirà

1. Ottenere il visto

Disegno di Alena RepkinaDisegno di Alena Repkina

Alcuni turisti sono così nervosi che i loro problemi iniziano ancor prima di arrivare in terra russa. Alice e i suoi amici dall’Italia hanno raggiunto San Pietroburgo in traghetto partendo da Helsinki e quindi non hanno avuto bisogno del visto. Un rappresentante della compagnia di trasporto ha però consigliato loro di avere un documento che confermi il pernottamento in qualche struttura per evitare problemi. Alla fine il gruppo ha prenotato un ostello trovato in rete per ottenere la conferma ufficiale.

Come evitare problemi: fai la richiesta del visto attraverso un’agenzia fidata, come un centro visti o un’agenzia turistica conosciuta. In questo modo si evitano ambiguità.

2. Passare il confine

Disegno di Alena RepkinaDisegno di Alena Repkina

Ora che hai il visto che cosa succede? Nella mente si forma subito l’immagine delle guardie alla dogana. Viktor, dalla Slovacchia, si ricorda che gli ufficiali al confine russo erano molto severi. “Erano puntigliosissimi nel controllare i nostri documenti sia all’andata che al ritorno, più di quanto mi sia successo da qualsiasi altra parte”.

Come evitare problemi: controlla in anticipo le regole per le importazioni e seguile. Se i documenti del visto sono a posto non c’è nulla di cui preoccuparsi.

3. L'ospitalità

Disegno di Alena RepkinaDisegno di Alena Repkina

Un’altra leggenda vuole che una volta superato il confine si debba avere a che fare con l’inospitalità dei locali.

Per Sarah dall’Irlanda non c’è niente di più falso e spiega che “un tizio mi ha persino portato la valigia per aiutarmi a trovare un ostello”, aggiungendo che anche chi non parlava inglese era comunque gentile.

Giseop dalla Corea del Sud invece aveva il presentimento che i russi non fossero disponibili nei confronti degli stranieri. Una volta è entrato in una banca per utilizzare il bancomat e ha chiesto aiuto, domandando se qualcuno parlasse inglese. La risposta è stata negativa. “Mentre ero lì a cercare di farmi capire con Google Translate, dicendo che non me ne sarei andato finché non avessi ottenuto una risposta, mi hanno detto che avevano una persona in grado di parlare in inglese”, racconta il ragazzo.

Come evitare problemi: le persone gentili si trovano ovunque. È più probabile ottenere aiuto con po’ di pazienza e un bel sorriso.

4. Sicurezza

Disegno di Alena RepkinaDisegno di Alena Repkina

Prima di andare per la prima volta a San Pietroburgo, Agnese dall’Italia aveva sentito parlare molto del governo russo e del fatto che “controllano tutto”.

Come ha ammesso lei stessa, “lo puoi sentire quando arrivi. Sono tutti così seri e sai che non puoi sgarrare”. Tutto sommato però Agnese non ha avuto problemi. Viktor dalla Slovacchia era un po’ agitato, aveva paura di essere derubato per strada, ma alla fine è andato tutto bene.

Come evitare problemi: leggi prima di partire i consigli per la sicurezza e cerca di non attirare l’attenzione.

5. La barriera linguistica

Disegno di Alena RepkinaDisegno di Alena Repkina

Ultimo ma non per importanza c’è la paura che nessuno in Russia parli una lingua straniera. Quando Viktor è arrivato nel suo albergo ha scoperto che il receptionist parlava un ottimo inglese. “Che io mi ricordi però è stata l’unica persona che parlasse in inglese”, afferma Viktor. Insieme ai suoi amici è poi andato al Burger King pensando che lo staff di una catena così grande parlasse in inglese. Appena hanno pronunciato “hello” i camerieri hanno subito chiamato un ragazzo che parlava un pessimo inglese. Ciò che irritava Viktor era che le persone non si sforzassero nemmeno di capirlo.

“Appena sentivano una parola in inglese si mettevano tutti a mugugnare qualcosa e ci evitavano come la peste”, racconta il ragazzo. Per fortuna la sua lingua di origine è slava e in molte situazioni lui e i suoi amici se la sono cavata.

Per Birgitta invece è stato quasi impossibile usare l’inglese in città più piccole come Yaroslavl. “Mi ricordo che nei musei mi stancavo moltissimo perché era tutto scritto in russo”. A Mosca invece, in certe zone, era possibile comunicare in inglese e i viaggiatori riuscivano a farsi capire.

Come evitare problemi: scarica un’app con un manuale di conversazione e impara a leggere l’alfabeto cirillico.

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale