Kamchatka, il paese delle meraviglie

Il vulcano Tolbachik (Foto: Vadim Gippenreiter)

Il vulcano Tolbachik (Foto: Vadim Gippenreiter)

Attrazioni naturali, per un territorio che sembra sospeso nel tempo. Rbth propone una breve guida per una delle regioni più affascinanti della Federazione

Oasi di passato, contenitore di antichità. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Tra vulcani, orsi e altre attrazioni naturali. E tanto buon cibo. Ecco perchè vale la pena visitare la Kamchatka.

Gli orsi

La Kamchatka può considerarsi un autentico "Stato degli orsi" all’interno della Russia. Secondo varie stime, sul suo territorio vivono tra i 15 e i 30mila orsi. In nessun altro luogo in Russia, ma nemmeno nel resto del mondo, vi è una concentrazione così elevata di questi animali. Il modo più efficace e sicuro per vedere gli orsi della Kamchatka è recarsi nei pressi del lago Kurile (a 200 km da Petropavlovsk-Kamchatsky). Una volta, il fotografo Sergei Gorshkov è riuscito a scattare una foto davvero insolita nella quale comparivano ben 17 orsi. Il lago Kurile Lake si trova nella riserva naturale di Kronotsky. Per raggiungerlo è necessario essere accompagnati da agenti armati.

I vulcani

 
Benvenuti in Kamchatka,
la nuova frontiera del surf
Guardate la nostra fotogallery

Nelle giornate di sole, da qualsiasi angolo di Petropavlovsk-Kamchatsky, la capitale della Kamchatka, è possibile scorgere le cime dei vulcani Koriaksky, Kozelsky e Avachinsky. La gente del posto li chiama affettuosamente "i nostri", fatto che lascia i turisti un po’ perplessi: due di questi tre giganti sono ancora attivi e "starnutano" periodicamente (quando ciò accade, in città si avvertono delle leggere scosse), o fumano leggermente dalle loro cime. Nell’hotel Petropavlovsk è possibile prenotare una camera con una vista mozzafiato sui vulcani (a partire da 5mila rubli). Per visitare il resto dei vulcani della Kamchatka, come il cratere del vulcano Uzon, la Valle dei geyser o la Valle della morte, bisogna prendere un elicottero presso l’aeroporto di Elizovo.

Il porto di Petropavlovsk-Kamchatsky (Foto: Yulia Shandurenko, RBTH)

Gli incredibili piatti a base di pesce

In un passato non troppo lontano, gli abitanti della Kamchatka non potevano dormire sonni tranquilli di notte a causa del rumore prodotto dai salmoni nell’acqua durante il periodo della deposizione delle uova, tale è la quantità di pesce che popola le acque di questa regione. La Kamchatka è un’area poco urbanizzata e scarsamente popolata. Ciò ha i suoi vantaggi: la natura è incontaminata e l'acqua è pura. La cucina locale si basa su vari tipi di salmone dell’Oceano Pacifico come il salmone rosso, quello rosa, il salmone argentato e quello reale, seguiti dalle capesante, dal famoso granchio della Kamchatka e dai calamari. Tipico della Kamchatka è poi l’“ikra-piatiminutka”, un piatto che si prepara letteralmente in cinque minuti. La materia prima con cui viene preparato, ovvero il caviale rosso, si può ottenere solo durante la stagione della pesca estiva, ed è un lusso di cui si può godere solo in Kamchatka.

Può essere preparato direttamente sul fiume, con il pesce appena pescato, e degustarlo sul momento. Non preoccupatevi se potete recarvi in Kamchatka solo in inverno: il caviale di questa zona è molto più fresco di quello che potreste trovare sul resto del continente (è così che gli abitanti della Kamchatka chiamano il resto della Russia), in quanto viene preparato durante la stagione estiva. Nelle pescherie, un chilo di questo prelibato souvenir può essere acquistato a partire da 2mila rubli (anche se assaggiarne un paio di cucchiaini, è gratuito).

Una volpe sullo sfondo della Kamchatka (Foto: Igor Shpilenok)

La natura selvaggia

Coloro che non hanno paura di affrontare serie difficoltà pur di vedere con i propri occhi l’autentica bellezza selvaggia della Kamchatka, possono trovare in questa regione tutto quello che cercano: laghi, dentro e intorno ai quali la vita brulica; vulcani mortalmente pericolosi; ghiacciai con sorgenti d'acqua calda; e animali selvatici che convivono i paesaggi della tundra e della taiga con la gente. Nel suo libro “La Kamchatka che amo” il fotocronista Igor Shpilenok cerca di fornire una descrizione di questo meraviglioso mondo: "Una placida mattina ti siedi sulla riva del lago Kurile, con la macchina fotografica in mano, e guardi il sole sorgere sul vulcano Ilinsk. Sembra che il paesaggio eterno che ti circonda sia rimasto immutato: era così molto prima del tuo arrivo e così rimarrà per sempre. Solo dopo aver avvertito una scossa improvvisa e intensa della terra - avvisaglia di un terremoto – ti rendi conto di trovarti in uno dei luoghi più convulsi della terra, dove in qualsiasi momento può succedere qualcosa di grandioso".

Quel senso di ritorno alle origini

Nonostante Petropavlovsk-Kamchatsky sia stata fondata nella stessa epoca di San Pietroburgo, ovvero nei primi anni del XVIII secolo, si ha come la sensazione che la gente ci viva solo da 50 anni: ci sono solo 350mila abitanti in tutta la penisola, e nella capitale, con i suoi 170mila abitanti, non vedrete il bagliore delle luci di notte né la vita notturna che si ha nel resto delle grandi città. Fino al 1990, nessuno straniero aveva calpestato il suolo della Kamchatka, e persino i russi dovevano avere un permesso speciale per recarvisi. Oggigiorno, invece, tutti possono visitarla. Tutti questi fattori, uniti ai fiumi di geyser, le valli, i crateri vulcanici che si estendono per diversi chilometri e un territorio che in genere cambia dopo ogni eruzione, hanno fatto sì che la Kamchatka sia uno dei pochi luoghi al mondo dove i viaggiatori possono sentirsi come se fossero i primi a mettervi piede. Nonostante questa regione sia stata scoperta più di 300 anni fa, rimane a oggi un luogo ancora poco conosciuto.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta