La Gerusalemme russa e il santo di Dostoevskij

Gli insegnamenti e gli scritti di San Ticone da Zadonsk hanno richiamato per secoli i pellegrini in questa piccola città della Russia centrale

Foto: William Brumfield

La cittadina di Zadonsk, situata tra le amene colline dell’oblast’ di Lipeck, nella Russia centrale, è piena di chiese e monasteri il cui nome è associato a quello di San Ticone da Zadonsk, un prelato vissuto nel XVIII secolo e divenuto una delle figure spirituali più riverite della Russia. Gli scritti di questo saggio, che offriva consigli e conforto a chiunque si rivolgesse a lui, esercitarono una profonda influenza anche su Fyodor Dostoevskij.

Fondata ufficialmente nel 1779, Zadonsk si chiamava in precedenza Teshevka ed era un insediamento sorto sulla scia dell’edificazione (avvenuta agli inizi del XVII secolo) di un eremo monastico da parte di Cirillo e Gerasimo: due monaci del monastero moscovita di Sretensky (“della Purificazione”). I due giunsero in questa zona nei pressi del fiume Teshevka, all’epoca deserta, spinti dal desiderio di immergersi nella solitudine. Stando ai documenti, l’unico oggetto di valore che possedevano era una copia dell’Icona della Madonna di Vladimir: una delle più venerate della Russia. Nel 1630 la piccola comunità completò la sua prima chiesa di legno, dedicata proprio all’Icona di Vladimir. Nel 1692 l’edificio fu però raso al suolo da un incendio, mentre l’Icona, sopravvissuta alle fiamme, acquistò la fama di immagine miracolosa.

Con il tempo, e contemporaneamente allo sviluppo dei fertili terreni agricoli circostanti, la città e il monastero crebbero e si ampliarono. Nel 1741 fu completata anche la prima chiesa in muratura, dedicata alla nascita di Giovanni il Battista, alla quale ne fecero seguito altre. Tuttavia a Zadonsk oggi non rimane alcun edificio precedente alla fine del XVIII secolo. Nel XVIII secolo l’evento di maggior rilievo nella storia della città fu l’arrivo (1769) di Ticone (1724-83), vescovo di Voronezh e Yelets, che malgrado una salute cagionevole si stabilì nel monastero, e vi condusse per quattordici anni una vita semplice e ascetica, dimostrandosi sempre sensibile e compassionevole.

I sermoni e gli scritti che Ticone pubblicò nell’ultima parte della sua vita erano molto apprezzati per la saggezza e la generosità di spirito, e gli valsero la fama di maestro spirituale. Nel 1846, durante la costruzione della nuova cattedrale di Vladimir, i resti del santo sono tornati alla luce, dimostrando in seguito di possedere proprietà miracolose. Nel 1861 Ticone è stato canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa. L’essenza del pensiero di San Ticone appare particolarmente evidente nel concetto di redenzione divina dell’animo del peccatore raggiunta attraverso il pentimento.

Un’interpretazione di redenzione che influenzò profondamente Fyodor Dostoevskij, che rimase affascinato dalla figura stessa di Ticone e dalla sua saggezza. Già nel 1867 lo scrittore cita San Ticone come massima espressione dell’“autentico animo russo”. L’opera letteraria di Dostoevskij presenta numerosi riferimenti al santo, a cominciare dal romanzo I demoni, che tratta delle fonti del terrorismo politico e della patologia del nichilismo. In “da Ticone”, uno dei passaggi più impegnativi dell’opera, il protagonista, Stavrogin, si reca in visita da un monaco chiamato Ticone per consegnargli la confessione scritta di un crime abietto. Il lettore viene così a sapere che Ticone è un vescovo famoso per la sua compassione e la sua saggezza, obbligato da una salute cagionevole a ritirarsi in un monastero.

 
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Tutti dettagli personali che trovano riscontro in ciò che sappiamo della vita di San Ticone. L’immagine di San Ticone emerge anche in I fratelli Karamazov (1880), l’ultimo romanzo di Dostoevskij, sotto forma dell’anziano monaco Zosima. Un personaggio ispirato in parte allo staretz Ambrosio, che Dostoevskij andò a trovare presso il monastero di Optina, e in parte alla saggezza, la pazienza e la sopportazione monastica di San Ticone. Nei tratteggiare i monaci Ticone e Zosima, Dostoevskij abbinò rigore morale e penetrante intuizione psicologica, umiltà di spirito e arguzia filosofica. Gli scritti di San Ticone da Zadonsk possono essere considerati fondamentali per la risoluzione dei dilemmi morali più profondi e inquietanti di Dostoevskij.

Ticone era molto venerato già prima della sua canonizzazione, e per tutto il XIX secolo Zadonsk è stata meta di un crescente numero di pellegrini, al punto da richiedere l’ampliamento del monastero (oggi dedicato alla Natività della Vergine), che è stato dotato di una nuova torre campanaria, una chiesa dedicata a San Nicola e alcuni ambienti destinati a foresterie. L’intervento più significativo ha riguardato però la ricostruzione della cattedrale dell’Icona della Vergine Vladimir (1845-53), progettata dal noto architetto Constantine Thon. Danneggiata in epoca sovietica, così come la maggior parte del monastero, la cattedrale è stata successivamente restaurata con grande abilità. A quello stesso periodo (1834-62) risale anche l’altra grande chiesa del complesso monastico, dedicata alla Natività della Vergine, anch’essa in stile Russo-Bizantino. Del monastero fanno parte inoltre altre quattro chiese (due delle quali sono dedicate a San Ticone), alcune cappelle, dei chiostri e un grande refettorio.

La memoria di San Ticone continua ad essere onorata anche in monumenti situati al di fuori dal centro cittadino. Tra questi segnaliamo la variopinta Cattedrale della Trinità, che è tutto ciò che resta del Convento della Trinità e di San Ticone, l’ultima istituzione monastica della città. Costruita attorno al 1880 su progetto di Alexander Cui, discepolo di Constantine Thon, la cattedrale offre un eccellente, esempio di stile “revival russo”, e il suo interno è ben conservato. Appena a nord di Zadonsk, nel villaggio di Tyunino, si trova la chiesa dell’Ascensione, progettata anch’essa da Alexander Cui e costruita nell’ultimo decennio del XIX secolo come principale chiesa di un convento dedicato all’Icona della Vergine Madre di Dio e a San Ticone. Consacrato ufficialmente nel 1867, il convento non è più in funzione, mentre la chiesa è stata adibita a uso parrocchiale. La venerazione di cui è San Ticone da Zadonsk è oggetto trova riscontro nella duplice consacrazione della maggior parte degli istituti monastici della zona. A cinque chilometri ad ovest di Zadonsk si trova il convento di San Ticone e della Trasfigurazione, fondato nel 1873 e in seguito restaurato e riportato in uso. Il monastero fondato da Cirillo e Gerasimo e scelto da San Ticone rimane ancora oggi al cuore di una città che è stata ribattezzata “la Gerusalemme russa”.

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