La natura selvaggia ai bordi della Transiberiana

La Siberia conserva enormi e incontaminati territori di boschi, fiumi, laghi e zone montuose (Foto: Lori / Legion Media)

La Siberia conserva enormi e incontaminati territori di boschi, fiumi, laghi e zone montuose (Foto: Lori / Legion Media)

Percorrere la celebre linea ferroviaria e vedere la folta taiga fuori dal finestrino non è la stessa cosa che visitare i luoghi davvero selvaggi e le aree incontaminate della Siberia

Quasi in tutto il mondo, la visita di parchi naturali e riserve fa parte della grande industria turistica. Per la Siberia, che conserva enormi e incontaminati territori formati da boschi, fiumi, laghi e zone montuose, questo trend è ancora piuttosto nuovo e in ciò ci sono diversi aspetti positivi: i percorsi ecologici sono sufficientemente solitari e nei posti più selvaggi non c'è grande affluenza di turisti. RBTH ha scelto le riserve naturali che farebbero impazzire gli amanti della natura selvaggia, della scienza e del silenzio.

Riserva centrale siberiana

Questa riserva è davvero un luogo molto aspro, selvaggio e stupendo della Siberia. È situata a Krasnojarskij Kraj (3.352 km da Mosca) nei territori di Turukhanskij e Evenkijskij rajon. È questo il vero cuore dell'Eurasia: dove scorre il fiume Enisej (su questo tratto, la riserva si distende lungo entrambe le rive), così come il fiume Tunguska Podkamennaja, il mare incontaminato della taiga; si possono ammirare gli orsi, le alci, i ghiottoni, le linci e, ovviamente, lo zibellino, l'animale storicamente più importante dell'industria siberiana e che nella riserva si trova sotto speciale protezione. Quattrocento milioni di anni fa, quando solo i mari e gli oceani erano abitabili, su questa area esisteva solo il caldo mare tropicale. Esso, naturalmente, da tempo non c'è più, ma fino ad oggi, nella riserva naturale, lungo le rive dei fiumi, se ne possono trovare tracce: i coralli, ad esempio. Questi fossili testimoniano l'esistenza, in territorio siberiano, di un antico continente a sé stante, l'Angara, che altro non è che il continente sino-siberiano.

L'Angara (così venne chiamato poiché le prove vennero trovate sulle rive del fiume Angara) occupava il territorio attuale di Krasnojarskij kraj e parte dell'oblast di Irkutsk; all'epoca dei dinosauri divenne parte dell'Eurasia. I primi cercatori d'oro giunti su queste terre pensavano che gli antichi fossili fossero i resti del cosiddetto meteorite di Tunguska, che nel 1908 era caduto a 350 km dalla riserva (se si tratti di un meteorite o comunque di un corpo cascato sulla terra, gli scienziati discutono tuttora).

Nella riserva naturale della Siberia Centrale, sotto tutela, si trovano non solo gli animali e la natura selvaggia, ma anche il piccolo popolo originario della Siberia: i Ket. Per la loro sistemazione è stata creata la speciale riserva Elogujskij. I Ket (secondo la versione di alcuni ricercatori sarebbero gli antenati degli indiani nordamericani) anticamente vivevano lungo le sponde dello Enisej e praticavano la caccia e la pesca. Nelle zone di confine della riserva, vivono gli starovercyAll'interno della riserva sono attivi una serie di eco-percorsi, uno dei più interessanti è il “Percorso incompiuto di Friedtjof Nansen”, famoso viaggiatore ed esploratore polare del XX secolo. L'itinerario di Friedtjof Nansen richiede spostamenti su barche a motore ed escursioni a piedi (con pernottamento in tenda e uscite di un giorno sulle mantagne e nei boschi).

Perché andare:

Per vedere l'antica incontaminata Siberia.

Come essere ispirati:

Leggendo il libro di Friedtjof Nansen “Nel paese del futuro. La grande via del Nord dall'Europa alla Siberia attraverso il mare di Kara”.

Foto: Lori / Legion Media

Riserva naturale del Bajkal

Questa riserva naturale si trova nell'oblast di Irkutsk sul lago Bajkal (5.110 km da Mosca). La riserva include le aree protette Kabanskij e Altachejskij sul territorio della Buriazia. In questi luoghi ci si occupa della tutela della parte meridionale della regione montuosa di Pribajkal'e, col suo lungolago Bajkal, “mare sacro, glorioso”, e la parte centrale della catena Khamar-Daban. In questi territori lacustri vivono 360 specie di animali e uccelli, fra cui molte rare e protette, come ad esempio l'otarda, l'aquila reale, l'aquila di mare, la renna, il taimen, una specie rara di salmone. Per condizioni di tutela, questa è una delle più difficili riserve siberiane, dato che occupa un'area piuttosto ristretta e i centri abitati si trovano molto in prossimità. Nondimeno, per i turisti, questo rappresenta un grande vantaggio: per chi è interessato alla storia e alla vita del Bajkal, tanto in profondità quanto sulle sue sponde, questo è un luogo senz'altro curioso per il riposo della mente e dell'anima.

In questa zona il Bajkal è davvero protetto: lungo le sue sponde non si ode il rombo dei numerosi treni che percorrono la Transiberiana, non ci sono le orde di turisti che spesso lasciano dietro di sé tracce di spazzatura. Fra gli eco-percorsi più interessanti ci sono quelli ornitologici (soprattutto nella riserva Kabanskij). Ad esempio il percorso Ptichij Raj non prevede solo passeggiate, ma anche brevi soggiorni nelle postazioni di guardia e l'opportunità di arrivare in barca fino al Bajkal, ai ghiaioni e alle isole dove si annidano gli aironi grigi. Per i fotografi della natura selvatica sono stati ideati programmi speciali, consultabili sul sito internet. Una volta giunti ai luoghi protetti del Bajkal, è senz'altro necessario sperimentare un po' di cose: passeggiare per il grande sentiero Bajkal impararando a riconoscere i versi degli uccelli e degli animali, esplorare il cielo stellato del Polo Nord (quando il cielo è limpido è possibile vedere persino la via Lattea), dare il proprio contributo al campo volontario internazionale, facendo amicizia con gente proveniente da tutto il mondo. E certamente, osservare il Bajkal nei suoi aspetti più vari: azzurro e calmo in un pomeriggio sereno e senza vento, potente, rigido, impressionante, quando è in tempesta.

Perché andare:

Per poter vedere l'aspetto non turistico del Bajkal, il lago più profondo del mondo, biglietto da visita della Siberia.

Come farsi ispirare:

Leggendo il libro "Nei boschi della Siberia" del viaggiatore francese Sylvain Tisson, nel quale racconta della sua vita nella taiga del Bajkal.

Foto: Lori / Legion Media

Riserva naturale di Sajano-Shushenskij

Il 23 ottobre, zoologi provenienti da più parti del mondo hanno festeggiato la giornata nazionale del leopardo delle nevi, un predatore raro, di cui sono rimasti nel mondo, stando ai dati degli esperti, 3,5-7,5 mila esemplari. Alla riserva naturale di Sajano-Shushenskij a sud di Krasnodarskij kraj (3.955 km da Mosca), il leopardo delle nevi, o irbis, come viene chiamato, è la principale specie protetta. Nel territorio della riserva vivono in tutto sei esemplari. Per questo motivo, vedere questo animale nel folto della taiga (uno dei gioielli del parco naturale è il cedro siberiano, piantato su una superficie totale di 1.000 km quadrati) o sui pendii montuosi del Sajan Occidentale è una rarità. Mentre invece scorgere lo stambecco siberiano, o capra siberiana di montagna è assai più frequente in questi luoghi (per i fotografi si possono organizzare tour appositi: per ulteriori informazioni sui costi e le date degli eventi, scrivete a zapoved7@yandex.ru). Nella riserva risiede inoltre il gatto selvatico manuli, il cinghiale, la lince, il lupo e, certamente, l'orso, del quale, le guardie forestali e le guide turistiche possono raccontare molte storie allegre e drammatiche.

Quando in Siberia venne cosruito il serbatoio d'acqua a Sajano-Shushenskij, nel 1976 venne presa la decisione di costruirgli attorno il parco, per poter monitorare come il livello delle acque influenzi l'ecosistema del territorio. Per non danneggiare la natura, all'interno della riserva cercano di limitare il flusso dei turisti, anche se le escursioni per piccoli gruppi vengono svolte regolarmente. Il percorso migliore del parco è il “viaggio per il canyon di Sajan”. Questa escursione può essere di due tipi: alla selvaggia, ovvero con le tende, o al contrario in modo molto confortevole: in battello con tanto di cucina e cuoco e quindi con soggiorno in casette e cottage arredati. Sul percorso dei viandanti sono invece visibili la riserva d'acqua Manskij con le trote, la diga Sajano-Shushenskoj, entrata nel guinness dei primati, le dimore degli antichi abitanti, la flora e la fauna della riserva. 

Perché andare:

Per vedere il luogo dove la bellezza e la forza della Siberia si combinano con la potenza dei progetti elaborati dall'uomo nel campo dell'energia idroelettrica, per ascoltare le storie dei collaboratori del parco sull'autonomia della vita nella taiga, sui bracconieri e sulle ricerche scientifiche.

Come essere ispirati:

Guardando il film del 2007 “Alla ricerca del leopardo delle nevi” (“Searching for the Snow Leopard”) della National Geographic Channel.

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