Turismo, i russi continuano a scegliere l'Italia

Un gruppo di turisti russi ha inaugurato le visite sull’Appennino tosco-romagnolo, nell'ambito di un progetto di promozione internazionale del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (Foto: ufficio stampa)

Un gruppo di turisti russi ha inaugurato le visite sull’Appennino tosco-romagnolo, nell'ambito di un progetto di promozione internazionale del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (Foto: ufficio stampa)

Nonostante la crisi ucraina e le sanzioni, i visitatori dell’Est non rinunciano alle vacanze nel Belpaese. Generale incremento di arrivi nel primo semestre del 2014. Ma gli analisti avvertono: “Prematuro tirare conclusioni”. In calo le prenotazioni a Rimini e in Versilia. Bene l'Area Lucchese. E ora i russi scoprono l’Appennino tosco-romagnolo

È ancora presto per dire se la crisi ucraina ha avuto effetti negativi sulla presenza dei turisti russi in Italia. In base ai dati dell'Agenzia federale per il Turismo non sembrerebbe. Anzi, nel primo semestre del 2014 si è registrato un incremento degli arrivi: 481mila contro i 468mila relativi allo stesso periodo del 2013. “Il Belpaese – sottolineano all'Enit –, ha superato la Spagna (480mila) e la Grecia (438mila), confermando il trand di crescita costante degli ultimi dieci anni”. Un risultato al quale stanno contribuendo le iniziative dell'Anno incrociato del Turismo. Tuttavia, affermano gli analisti, alla luce delle ultime vicende internazionali, delle sanzioni verso la Russia e della svalutazione del rublo, “occorre aspettare” per avere un quadro più preciso della stagione.

Qualche dato in più comincia ad arrivare dalle singole località. In alcuni casi non sono incoraggianti, ma, come detto, si tratta sempre di statistiche parziali. A Rimini, secondo i calcoli la Provincia, nei primi sette mesi dell'anno gli arrivi dei russi sono diminuiti del 12,8%, per una permanenza media di 5 notti (-5,4%). Nonostante questo i russi restano in assoluto i villeggianti stranieri più numerosi della Riviera: 104.682, seguiti dai tedeschi (71.678).

A penalizzare Rimini sono state principalmente le vicende che hanno portato al fallimento dei due aeroporti di riferimento, il “Fellini” e lo scalo di Forlì. “Ma con i nuovi acquirenti – spiega Liviana Zanetti, chairwoman di Apt Emilia Romagna –, la situazione è destinata a migliorare già nell'immediato. A fine anno ci sarà una flessione, ma in misura più contenuta di quella attuale”. Cauta anche la presidente dell'Associazione albergatori Patrizia Rinaldis: “Una flessione c'è stata. Aspettiamo di vedere come evolverà lo scenario da ottobre in poi, quando l'incidenza dei russi si fa sentire maggiormente”.

In leggero calo c'è anche la Versilia. Nei primi sei mesi – riferiscono dalla Provincia – gli arrivi sono stati 4.563 (-1,5% rispetto al 2013), mentre le presenze sono diminuite del 5,2 per cento, passando da 22.595 a 21.413. Un trend parzialmente compensato da quello dell'Area Lucchese dove invece i numeri sono in aumento.

In generale, dicono dall'Enit, “le preferenze dei turisti russi per l'Italia per ora rimangono quasi invariabili”. La maggior parte viene, “si dirige verso le città di interesse storico e artistico, ma resta indispensabile anche una vacanza al mare (anche se è breve)”. Dall'altra parte negli ultimi anni cresce la ricerca di relax e svago. Tra le nuove destinazioni cominciano a figurare parchi e riserve naturali. Piccoli numeri, ma comunque un segnale.

Sull'Appennino tosco-romagnolo è arrivato nei giorni scorsi un primo gruppo di otto turisti nell'ambito di un progetto di promozione internazionale del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi. "Una grande opportunità che è in grado di coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo locale”, afferma il presidente Luca Santini. Aria pulita, natura incontaminata, ottimo cibo: durante il soggiorno si sono svolte escursioni alla diga di Ridragoli, sul Monte Fumaiolo, all'Eremo di Camaldoli e lungo l'anello verde che circonda la cittadina termale di Bagno di Romagna. Per gli ospiti, inoltre, era stato organizzato un percorso enogastronomico con visite in alcune aziende del territorio e corsi di cucina.

La novità è stata colta con soddisfazione da Federparchi: “Nell’ambito dei flussi turistici russi che scelgono l’Italia – afferma Stefano Landi -, la tipologia dei parchi naturali non è forse prioritaria ma certo ha buone prospettive di affermazione”. Un fronte, più in generale quello della montagna estiva, sul quale è sensibile anche l'Apt di Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena. “Gli arrivi e le presenze dalla Russia durante la bella stagione sono ancora poco significativi, lontani dai numeri invernali. L’estate è ancora legata ai turisti italiani tuttavia, ma come per l’inverno, stiamo lavorando all'internazionalizzazione dei flussi”.

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