La bellezza nascosta di Ufa

Uno scorcio della città di notte (Foto: Lori / Legion Media)

Uno scorcio della città di notte (Foto: Lori / Legion Media)

La capitale della Baschiria, che ha dato i natali a Sergei Dovlatov e alla cantante rock Zemfira, racchiude un fascino autentico e sconosciuto

Durante la sua recente visita a Ufa, Paris Hilton ha definito la città “un luogo bellissimo” e una “meta di villeggiatura fantastica”. Benché tale entusiasmo non sia condiviso da tutti coloro che visitano la capitale della Repubblica di Baschiria, Ufa − che conta un milione di abitanti e ostenta un’atmosfera distintamente rilassata − è una città piacevole che ha molto da offrire. La città deve il suo nome ai baschiri: il principale gruppo etnico della regione, culturalmente influenzato dalle interazioni con l’Asia centrale e con Mosca, in passato conduceva un’esistenza seminomade e oggi è rinomato per il suo spiccato senso dell’ospitalità.

Ufa fu fondata nel 1574 per ordine di Ivan il Terribile come roccaforte per difendere la regione sud-orientale dell’Impero russo dalle incursioni esterne. La città fu anche uno dei principali teatri della ribellione di Pugaciov (1773-1775): una rivolta di contadini fomentata da un ex ufficiale dell’esercito. Per mesi, tra il 1773 e il 1774, Ufa e la fortezza subirono l’assedio dei ribelli del luogo e dei cosacchi. Alla fine le forze imperiali, intente a consolidare il potere dell’imperatrice Caterina, da poco salita al trono, sedarono la ribellione e proclamarono la fine del servitù. Yemelyan Pugaciov, l’istigatore della rivolta, fu giustiziato nel 1775.

 
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Nel 1802 Ufa fu dichiarata capitale regionale, e pochi anni più tardi l’architetto scozzese William Heste − a cui si devono numerosi ponti di San Pietroburgo − mise a punto un piano urbanistico le per lo sviluppo del centro cittadino. Verso la fine del 1800 alcuni interventi industriali (tra cui l’inaugurazione della ferrovia, avvenuta nel 1890), collegarono Ufa al resto dell’Impero russo. Alla vigilia della Rivoluzione del 1917 Ufa contava già centomila abitanti. Per un breve periodo, durante la Guerra civile russa, la città fu occupata dalle forze dell’armata bianca, e successivamente divenne sede del governo provvisori russo: un’amministrazione anti-bolscevica che ebbe vita breve. Tra gli anni Venti e Trenta Ufa conobbe un periodo di rapida industrializzazione; la scoperta di un giacimento di petrolio nelle vicinanze della città trasformò Ufa in un centro di estrazione e raffinazione del greggio.

Durante la Seconda guerra mondiale molte industrie furono temporaneamente trasferite a Ufa. In Baschiria, come nel più noto Tatarstan, situato appena più ad ovest, etnie e religioni diverse convivono pacificamente da secoli, come testimonia la presenza di numerose moschee e chiese ortodosse. La moschea più importante è quella di Lyalya Tulpan, situata a Park Pobedy, a tredici chilometri dal centro cittadino. Completato nel 1998, l’edificio presenta dei minareti che svettano a cinquantatré metri di altezza e sono i terzi più alti di tutta la Russia. È in questa moschea che nel 2001 il presidente Vladimir Putin partecipò ad un summit insieme ai leader musulmani.

 

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La chiesa di Rozhdestvo-Bogorodistky, la più grande di Ufa, è riconoscibile per il caratteristico azzurro delle pareti esterne ed è sormontata da un campanile alto quarantasette metri. Costruita alla fine del XIX secolo, è rimasta un attivo centro spirituale (fungendo, contemporaneamente, da ospedale) sino al 1934. A partire dagli anni Cinquanta è stata destinata a cinema, sino a quando, nel 1991, è tornata di proprietà della Chiesa ortodossa. Oggi, dopo un imponente intervento di ristrutturazione protrattosi per quindici anni, la chiesa è in grado di contenere diverse migliaia di persone. Ufa vanta un grazioso gostiny dvor, situato su Ul. Lenina, in una zona centralissima della città. L’edificio risale all’epoca sovietica ed è ben conservato. Poco lontano sorge un parco costellato da numerose birrerie all’aperto, dove nelle serate più miti l’intera città sembra darsi appuntamento. All’interno del mercato si possono acquistare dei souvenir fatti a mano da venditori straordinariamente onesti. Come dimostra il fatto che essendo tornato a comprare una calamita dopo che la prima che avevo acquistato era caduta rompendosi, la venditrice, vestita di abiti tradizionali baskiri, ha preferito regalarmela. “Dirò che mi era stata consegnata già rotta”, ha detto.

Un altro buon indirizzo per acquistare souvenir e oggetti di artigianato locale è la galleria d’arte di Ufa Art, su Ul. Revolyutsionnaya 34. All’interno del gostiny dvor si trova anche Kukhnya: un bar dall’atmosfera retrò ispirata allo stile sovietico degli anni Sessanta-Settanta, che occupa un locale interrato su Verkhnetorgovaya Pl. 1 a Pushkinsky Ryad. Kukhnya propone piatti della tradizione baskira, russa ed europea, serviti da un personale impeccabile.

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Foto: Lori / Legion Media

Il simbolo principale di Ufa e della Baschiria è il monumento in onore di Salavat Yulayev, che guidò la rivolta di Pugaciov in città e spinse i baskiri ad acquistare consapevolezza della propria cultura etnica. Catturato verso la fine del 1774, Yulayev fu condannato al carcere a vita e spedito insieme al padre in una prigione di Paldiski − una città portuale nell’attuale Estonia − dove morì nel 1800. Il monumento a lui dedicato sorge su un colle che si affaccia sul fiume Belaja e che oltre ad apparire su tutti i souvenir dà anche il nome a una città e alla locale squadra della Kontinental Hockey Team. La scultura è situata nei pressi del Centro congressi della Baschiria, un polo espositivo che comprende tra l’altro un museo, una sala da concerti, un ristorante baskiro e un grande centro commerciale.

Il fiume Belaja attraversa la città e si snoda su gran parte del territorio della Repubblica. Nei fine settimana, coppie e famiglie passeggiano lungo le sue sponde o si fermano per uno spuntino presso uno dei numerosi locali estivi. Nei pressi del centro cittadino il Belaja incontra il fiume Ufa: è per questo che gli abitanti di Ufa non sono mai troppo lontani da un corso d’acqua. Il fiume è solcato da navi da crociera che salpano per lo più dal Monumento all’amicizia (Monument druzhby, costruito per commemorare il quattrocentesimo anniversario dell’unione tra Baschiria e Russia). Per conoscere gli orari delle partenze cliccare qui.

Ufa è un luogo significativo anche per gli amanti del rock n’ roll: la città ha ospitato i primi anni di vita di Yuri Shevchuk, leader della band rock DDT, e ha dato i natali alla famosa cantante russa-tatara Zemfira. Shevchuk, musicista dissidente cresciuto nel centro della città (Ul. Lenina 43, interno nove) iniziò a distinguersi all’età di dodici anni, quando fu fermato dalla polizia perché indossava una maglietta sulla quale era scritto “Gesù era un hippie”. Shevchuk ha reso omaggio alla città con diversi brani nei quali inneggia al fiume Belaja e al Bashkirsky myod (miele locale), ma anche che con la canzone My iz Ufy (Siamo di Ufa), il cui testo è in russo, in inglese e in baskiro. Dopo essere finito spesso nei guai con le autorità sovietiche negli anni Settanta, oggi Shevchuk è un personaggio rispettato e riverito.

 
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Zemfira, che prima di dedicarsi alla musica era una delle migliori giocatrici di pallacanestro della città, è cresciuta in periferia (Ul. Admiral Ushakova 64), e gli ammiratori intenzionati a visitare la sua casa dovrebbero noleggiare un’auto, perché questa è molto lontana dal centro. Coloro che compiranno il pellegrinaggio avranno la sorpresa di trovarsi di fronte a un museo a cielo aperto dove poter ammirare esempi di architettura funzionale sovietica, piazze ricche di atmosfera, abitazioni di operai su due livelli e un’enorme mercato all’aperto. Questa zona con gli anni è cambiata poco. Ufa occupa un posto prominente anche negli annali della letteratura russa per aver dato i natali al celebre scrittore Sergey Dovlatov, nato in città nel 1941 da una famiglia sfuggita da Leningrado durante la Seconda guerra mondiale. Tra i maggiori esponenti della samizdat sovietica degli anni Settanta, Dovlatov trascorse gli ultimi undici anni della sua vita a New York, dove morì nel 1990, ma visse i suoi primi tre anni a Ul. Gogloya 56, interno 20.

Anche Sergey Aksakov, amico di Turgenev e Tolstoy nonché tra i primi estimatori di Gogol, nacque a Ufa nel 1791. Noto soprattutto per i suoi racconti di vita famigliare, trascorse i primi anni in una casa non lontana dalle sponde del fiume Belaja. Oggi l’edificio, un esempio ben conservato di architettura lignea del XVIII secolo piuttosto comune in questa zona, ospita un museo a lui dedicato (Ul. Z. Rasuleva 4). Tra gli altri luminari che hanno frequentato Ufa citiamo inoltre Vladimir Lenin, che visitò la città in due occasioni distinte, e le cui visite sono documentate in un museo situato a Ul. Dostoevskogo 78, non lontano da dove nel giugno del 1900 Lenin e sua moglie Nadezhda Krupskaya trascorsero quasi tre settimane. Il museo comprende anche una mostra di foto d’epoca di Ufa.

La Repubblica di Baschiria è famosa anche per il miele, che benché sia reperibile in quasi tutti i supermercati del Paese qui ha un costo decisamente più vantaggioso. Malgrado tutte le varietà siano ottime, le più apprezzate sono il miele bianco e il miele al tiglio (lipovy myod). Il miele può essere acquistato all’ultimo piano di Tsentralny Rynok (Ul. Tsyurupy 97), al cui ultimo piano si trova Ashtau, un ristorantino baskiro a buon mercato. Per gustare la cucina baskira consigliamo anche Idel’ (Ul. Mendeleeva 137) e qualsiasi ristorantino Pyshka.

Chi preferisce invece un pasto turco rapido e di qualità può provare Evren, su Ul. Lenina 16, molto frequentato per pranzo, con tavoli all’aperto sul retro. Esiste anche un eccellente ristorante uzbeko, gestito da immigrati originari di Tashkent e chiamato appropriatamente Uzbechka (Ul. Tsyurupy 27). Se invece avete voglia di mangiare in un pub, basta che attraversiate la strada e vi infiliate nel Pub Watson, su Ul. Tsyurupy 42. Se la notte siete in vena di divertirvi, dirigetevi da McHighlander (Ul. Karla Marksa 24/1), un locale di ispirazione scozzese dove i camerieri indossano i kilt: un curioso accenno alle origine scozzesi di Ufa (o quanto meno dell’architetto che la progettò).

Anche i dintorni di Ufa offrono molte occasioni di svago, e un crescente numero di agriturismi. Il lago Asylykul, il più esteso della Repubblica, situato a circa due ore da Ufa, è una popolare meta estiva. Tra le numerose attività da praticare segnaliamo la speleologia e il rafting. L’agenzia "Otdykh v derevne" offre diverse opportunità, tra cui escursioni di rafting e batture di pesca e di caccia, nonché visite ai villaggi dei dintorni, e l’immancabile pausa presso una sauna russa. L’Iremel Hotel (Ul. Mendeleeva 141/2) è un albergo a buon mercato inaugurato nel 2009. Vanta un ristorante serbo. Le camere partono da 3.700 rubli a notte.

Se desiderate qualcosa di più centrale, provate il Bashkortostan (Ul. Lenina 25/29), le cui camere hanno un costo minimo di 3.700 rubli a notte. Diverse compagnie aeree, comprese UTAir, S7 e Aeroflot, offrono voli giornalieri tra Mosca e Ufa. Il volo ha una durata di circa un’ora e quaranta minuti. Esiste anche tratte che collegano Ufa a San Pietroburgo e ad altre grandi città della Russia. I pullman 101 e 110 collegano la città all’aeroporto. Cinque treni percorrono ogni giorno la tratta tra Ufa e la stazione Kazan di Mosca, la cui percorrenza richiede tra le ventiquattro e le trenta ore. 

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