Chita, il lato oscuro del Transbajkal

Nel centro di Chita (Foto: Lori Images / Legion Media)

Nel centro di Chita (Foto: Lori Images / Legion Media)

Dove la Russia si affaccia sulla Cina. In uno dei tratti più affascinanti della Transiberiana

Nel suo lungo viaggio tra Mosca e l’Oceano Pacifico, la linea Transiberiana arranca lasciandosi alle spalle il Lago Bajkal, nella Siberia orientale. Ed entra in una regione misteriosa della Russia, denominata Transbajkal. Dal finestrino del treno si ammirano la verde catena dei monti Jablonovy e le valli del fiume, disseminate di radi villaggi di case di legno.

L’attraversamento del Transbajkal è uno dei tratti più affascinanti della linea Transiberiana, ma pochi viaggiatori si fermano. Il capoluogo di regione, Chita, è il luogo perfetto dal quale partire alla scoperta di questo territorio. Da Chita si può saltare su treni diretti a sud in Cina o a est verso Vladivostok.

Chita è una tappa ideale nella quale fare sosta durante un lungo viaggio in treno, dato che vanta alberghi moderni e un’interessante storia rivoluzionaria. Inoltre è a poca distanza dalle remote terre incontaminate e da alcuni dei templi buddisti più belli della Siberia.

Chita è situata ad appena 500 chilometri a nord della Cina, alla confluenza dei fiumi Chita e Ingoda. La città cadde sotto l’influenza russa quando l’esploratore cosacco Piotr Beketov vi fissò il suo campo base nel 1653. Al suo arrivo, il Transbajkal faceva ancora parte della Cina. Nel 1689 Russia e Cina firmarono il Trattato di Nercinsk, che annesse il Transbajkal alla Russia. L’anno successivo dove oggi sorge Chita fu costruito un forte russo che poco alla volta si trasformò in una cittadina quando nei dintorni fu scoperto l’argento. Nel 1860 la Cina aveva già ceduto alla Russia il suo territorio più a nord, quello compreso tra il Transbajkal e l’Oceano Pacifico e di conseguenza Chita divenne uno degli ultimi avamposti prima del nuovo Estremo Oriente Russo.

Come arrivare
Tra Chita e Mosca ci sono voli quotidiani (650 dollari andata e ritorno), ma la maggior parte dei viaggiatori raggiunge Chita in treno. A ovest partono dalla città di Ulan-Udé quattro o cinque treni, giorno e notte (9-12 ore, prezzi del biglietto da 40 a 170 dollari). Dalla città orientale di Chabarovsk tutti i giorni partono per Chita tre treni (40-42 ore, prezzi del biglietto da 100 a 240 dollari).

Dove alloggiare
L’ Hotel Montblanc (Ul. Kostyushko-Grigorovicha 5) è un albergo modello di lusso proprio vicino alla piazza principale. Le tariffe delle camere partono da 100 dollari a notte.

La città degli esiliati

Chita è nota anche come la “città degli esiliati”: divenne famosa infatti quando vi furono esiliati molti decabristi, un gruppo di ufficiali militari che nel dicembre del 1825 aveva organizzato una rivolta contro lo zar, a San Pietroburgo, che fallì. I decabristi avevano sperato di abolire la servitù della gleba e malgrado il loro insuccesso divennero eroi nazionali.

Mentre si trovavano in esilio, organizzarono eventi di vario tipo, come concerti e serate letterarie, e spesso è stato loro attribuito il merito di aver portato il meglio della cultura europea in Siberia. All’inizio del XX secolo, Chita divenne culla di ribellione: durante la breve Rivoluzione russa del 1905 i socialisti avevano conquistato la città e instaurato la nuova “Repubblica di Chita”, ben presto spazzata via quando nell’inverno del 1906 vi arrivarono i soldati russi.

La Rivoluzione Russa del 1917 scatenò una guerra civile tra l’Armata Rossa bolscevica e l’Armata bianca ribelle. Durante la guerra, Chita divenne capitale della Repubblica Estremo Orientale, un nuovo stato cuscinetto tra la Russia occidentale controllata dai sovietici e i ribelli anti-bolscevichi dell’Estremo Oriente. Dopo che l’Armata Rossa vinse la guerra nel 1922, la Repubblica Estremo Orientale divenne parte dell’Unione Sovietica in modo pacifico. In epoca sovietica, a Chita e nei suoi dintorni furono costruite molti installazioni militari che gli stranieri non potevano visitare. Oggi Chita è un luogo magnifico da scoprire, uscendo dai sentieri battuti e conoscendo più a fondo la vera Siberia.


Foto: Ramil Sadikov / Ria Novosti

Piazza Lenin è il centro di Chita, un punto molto indicato da cui partire alla scoperta della città. La piazza dalla stazione ferroviaria si trova ad appena tre isolati verso Ulitsa Butina, dopo l’iconica cattedrale turchese di Chita. Intorno alla piazza ci sono molti negozi e una statua di grandi dimensioni dedicata a Lenin. Visitando i musei di Chita potrete trascorrere facilmente anche una giornata intera. Il Museo Militare Cittadino (Ul. Lenina 86) è sulla destra di piazza Lenin. Lì potrete ammirare un’incredibile collezione di armi e anche alcuni carri armati dismessi. A nord di piazza Lenin, potrete trovare il Museo Regionale Kuznetzov (Ul. Babushkina 113), che ospita approfondite mostre sulla storia del paese circostante e sui popoli indigeni che abitarono queste terre accidentate prima che diventassero parte della Russia. Per gli appassionati di storia russa, il Museo Decabrista di Chita (Ul. Dekabristov 3b) costituirà il clou della visita. Questo piccolo museo è situato nella Chiesa dell’Arcangelo Michele, un edificio di tronchi d’albero costruito nel 1776 che è uno dei più antichi della città. I decabristi durante il loro esilio a Chita si recavano a pregare in questa chiesa. Il museo interno ospita mostre dettagliate sulla loro vita.

Centro buddista

Chita è anche vicina ad alcuni stupendi templi buddisti nei quali si può ammirare il ricco patrimonio asiatico della Russia orientale. Qualsiasi viaggio in Siberia non potrà dirsi completo senza una visita al popolo indigeno dei buriati che vive in tutto il Transbajkal e nella vicina Repubblica della Buriazia, buddista, e ai loro monasteri – noti localmente con il nome di datsan. La città di Aginskoe in Buriazia è ad appena due ore di distanza da Chita e ha un datsan locale contenente vari templi con tetti a pagoda ricurvi come antichi fogli di pergamena. A sudest di Aginskoe, nella cittadina di Tsugol, si può visitare il decoratissimo Datsan Tsugol. Costruito nel 1820, il Datsan Tsugol è uno stupefacente edificio in legno di tre piani che molti considerano essere il datsan buriato più bello di tutta la Russia. Raggiungere Aginskoe e Tsugol può non essere così semplice: l’agenzia di viaggi Rus Tur situata a Chita (Ul. Lenina 93, ufficio 410) potrà aiutarvi a organizzare la trasferta ai datsan con un’automobile privata (circa 250 dollari). Chita è anche un punto di partenza ideale per visitare le foreste e le steppe più remote nelle quali vivono seguendo la loro tradizione i buriati.

Il parco nazionale di Alkhanay, poco a est rispetto a Aginskoe, è uno dei posti migliori nei pressi di Chita per entrare in contatto con la natura. Nel parco si possono contemplare montagne ricoperte di foreste, sorgenti di acqua termale, e parecchie formazioni rocciose considerate dai buddisti luoghi sacri. Il quattordicesimo Dalai Lama visitò Alkhanay nel 1991 e non è insolito incontrare pellegrini buddisti che fanno escursioni nel parco.

L’agenzia Russia Tour situata in Australia potrà fornirvi più informazioni per organizzare una gita. Scrivete a info@russiatour.com.au.

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