Quella torre che nasce dal Volga

La torre campanaria di Kaljazin (Foto: Ivan Dementievsky)

La torre campanaria di Kaljazin (Foto: Ivan Dementievsky)

Viaggio a Kaljazin, dove un’antica torre campanaria riemerge dalle acque, simbolo di un passato ricco di storia

Anche se Kaljazin di sicuro ha visto giorni migliori ed oggi è considerata una città di provincia, la storia di questo centro sul fiume Volga è molto interessante e risale molto indietro nel passato. Il primo insediamento di cui si ha notizia, e del quale si parla in una delle cronache russe, si chiamava Nikola sullo Zhabna. La nascita di quell’insediamento risale all’XI-XII secolo, il periodo dell’ascesa economica e politica del territorio di Novgorod. A quei tempi le tribù locali erano dedite ai commerci e utilizzavano il fiume Volga come principale arteria per i trasporti.

I mercanti di Novgorod lungo le sponde del fiume allestirono alcune roccaforti, e le chiese e i monasteri che furono costruiti tennero conto di ciò. Il monastero di Nikola sullo Zhabna divenne proprio una roccaforte di questo tipo. In seguito, nel luogo stesso di quel monastero fu eretta la Cattedrale Nikolaevskii, che non fu risparmiata dal tempo, dato che fu ricostruita e riparata molte volte. Quello che si ammira oggi è tutto ciò che resta del magnifico complesso architettonico costruito tra il 1796 e il 1800 dai signori di Kaljazin.


La torre campanaria di Kaljazin (Foto: Ivan Dementievsky)

La torre campanaria, che sembra elevarsi dall’acqua, è alta 74 metri circa. In epoca sovietica si addestrarono qui i paramilitari, dato che era sufficientemente alta da consentire di saltare con i paracadute già aperti. In ogni caso, gli addestramenti furono interrotti dopo che si verificò il primo incidente. Da allora le campane della cella tacciono, immerse nell’acqua, e questo è ora il simbolo della Kaljazin moderna. In passato, il monastero Kaljazinski era famoso in tutto il paese e fu visitato da grandi personaggi come Boris Godunov, lo zar Michele I di Russia, lo zar Alessio I di Russia, il giovane Pietro il Grande.

Negli anni sessanta del XVIII secolo perfino Caterina II soggiornò presso il monastero. Si potrebbe presumere che i doni degli ospiti non fossero tanto semplici: ai tempi della sua massima espansione il monastero possedeva 13 villaggi e 200 insediamenti, nei quali si trovavano complessivamente 2.303 case abitate da circa 12mila contadini. Il monastero riscuoteva ingenti entrate dai raccolti dei cereali per il pane, dall’affitto degli appezzamenti di terreno e dalle decime che i contadini pagavano in contanti e in generi vari. Dopo la rivoluzione del 1917 – alla quale gli abitanti di Koljazin contribuirono attivamente, sostenendo il regime sovietico – la città iniziò a trasformarsi. In un primo tempo cominciarono ad apparire varie cooperative, che più avanti furono trasformate in aziende agricole.

Nel 1919, quando fu completata la linea ferroviaria da Mosca a Dmitrov, treni regolari percorrevano la tratta dalla stazione di Kaljazin a quella di Passajirski, e in seguito fu realizzata anche la tratta da Kashin a Kaljazin. In parallelo con il rapido processo di arricchimento della città, la storia del monastero della Trinità Kaljazinski iniziò a dissolversi, e nel 1920 il complesso fu chiuso. In seguito nei suoi locali fu aperto un museo regionale di storia naturale, poi trasformato nel sanatorio della centrale elettrica di Mosca. Nel 1939-1940 una parte della vecchia città fu allagata durante la realizzazione della centrale idroelettrica di Uglich. Alcuni edifici del Monastero della Trinità Kaljazinski vennero a trovarsi nella zona ricoperta dalle acque, fatti saltare in aria e smantellati prima dell’inondazione. Sopra il livello dell’acqua rimase soltanto la torre campanaria della Cattedrale di San Nicola.


La torre campanaria di Kaljazin (Foto: Ivan Dementievsky)

Per motivi non molto chiari, quando si fecero saltare in aria gli altri edifici non ci fu il tempo di procedere nello stesso modo con questo campanile e quando l’acqua ricoprì l’intera città fu deciso di lasciarlo dov’era e di utilizzarlo per le segnalazioni alla navigazione sull’acqua. Si dice che per molto tempo fu possibile attraversare in barca l’arco inferiore della torre. Per evitare che le sue mura crollassero, il basamento fu rinforzato da un cumulo di terra, così da trasformare il tutto in una piccola isola. Adesso, quando si arriva in barca a Koljazin da Uglich, se si guarda a destra si può vedere un’isoletta ricoperta d’erba. Durante l’estate questa è la meta preferita dei residenti di Koljazin. Oggi la torre campanaria è una delle attrazioni più famose non soltanto di Kaljazin, ma in genere della regione del Volga. Molte escursioni consentono di andare a vederla e il flusso di turisti sulla piccola isola è costante.

La torre campanaria, situata nel bel mezzo del lago, è bellissima, simbolo maestoso e un po’ triste della moderna Kaljazin.

Come raggiungere Kaljazin

Il modo più semplice per raggiungere la città è in automobile o in taxi da Mosca. Da Mosca a Kashin (poco dopo Kaljazin) c’è un collegamento autobus, ma è indispensabile verificare con accuratezza gli orari delle corse perché cambiano di continuo. È possibile raggiungere Kaljazion anche in treno, ma non c’è un collegamento diretto. È necessario quindi prendere una coincidenza, e tutto sommato non è molto conveniente.

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