Tra neve e aurora boreale

Viaggio a Kirovsk, nella regione di Murmansk, dove l’inverno regala agli sciatori giochi di luce nel cielo gelido di questa regione

La neve comincia a scendere a novembre. Quando il termometro segna 40 gradi sotto zero e la luce del sole fa capolino per solo cinque ore al giorno. Nelle chiare notti di gelo, poi, non è difficile imbattersi nell’aurora boreale. 

Situata nella penisola di Kola, nella regione di Murmansk, oltre il Circolo polare, la città di Kirovsk conta una popolazione di 30mila abitanti. E deve il suo sviluppo alle miniere. Negli anni Venti, infatti, i geologi scoprirono in quest’aerea dei giacimenti di apatiti. E nel 1929 fu creata l’impresa Apatite, attualmente la più importante d’Europa tra quelle specializzate nell’estrazione di fosfati.

L'aurora boreale ripresa a Kirovsk (Fonte: YouTube)

Insieme ad Apatite si è venuta espandendo anche la cittadina di Khibinogorsk, la Kirovsk attuale, una delle stazioni sciistiche più amate in Russia d’inverno, e meta di migliaia di turisti d’estate.

Quando in inverno si apre la stagione sciistica, le vie di Kirovsk sono invase da una folla variopinta di sciatori e snowboarder. 

Più che passeggiare, si è costretti a destreggiarsi tra cumuli di neve alti tre metri, simili a candide dune. 

L'affitto di alloggi e i servizi di trasporto privato rappresentano la seconda fonte di guadagno dopo quella delle estrazioni minerarie. Un monolocale, in cui può  stiparsi anche una numerosa comitiva, si affitta per 700 rubli (14 Euro) al giorno.


Le giornate in inverno sono molto corte, e offrono solo cinque ore di sole al giorno. In estate, invece, si può sciare con la luce anche a mezzanotte (Foto: Vladimir Kantor)

La stagione

Sulla catena montuosa di Khibiny la stagione dura da novembre a maggio. Nei primi mesi i pendii sono spesso deserti e le sciovie funzionano a singhiozzo. Anche Kirovsk è tranquilla e deserta, e non offre grandi risorse oltre allo sci. Perciò chi va in cerca dei silenzi artici non può perdersi questa zona in pieno dicembre. Quando gli abitanti del posto, facendosi largo tra cumuli di neve, passano dalle finestre del piano terra per raggiungere i propri appartamenti. Dove si metteranno a leggere un libro. O a sferruzzare calzini di pelo di cervo.

E se l’inverno regala solamente cinque ore di sole, a maggio, invece, si può sciare per tutto il giorno artico, sotto il sole fiammeggiante di mezzanotte.

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Montagne e pendii

Khibiny è un vulcano spento che ha eruttato solo pochi detriti formando un impressionante poggio del diametro di 50 chilometri e conservando il magma al suo interno. Una delle montagne più antiche della Russia si trova al centro della penisola di Kola. Per l’incredibile varietà delle sue rocce occupa il secondo posto nel mondo. Khibiny ha regalato alla Russia il suo più immenso deposito di minerali che vanta ben 110 minerali rari solo qui esistenti.

Il punto più alto è il monte Judychvumchorr (1.200 metri), il cui nome significa “Monti della valle vibrante”. A battezzarlo così è stato il popolo dei sami che nei secoli XIX-XX ha abitato praticamente l’intera penisola di Kola.

Il più poetico è ritenuto il monte Ajkuajvenchorr, una delle vette più amate dai turisti e dagli abitanti del luogo. Letteralmente il suo nome significa “Montagna della Madre di Dio”. Le sue sottili creste montuose sembrano quasi formare il profilo di un volto rivolto verso il cielo.

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Quando si apre la stagione sciistica, le vie di Kirovsk sono invase da sciatori e snowboarder (Foto: Vladimir Kantor)

L’Ajkuajvenchorr esercita un fascino irresistibile su chi pratica lo sci e lo snowboard. Sul crinale Sud si trova Big Wood, la stazione sciistica più famosa di Kirovsk, e anche quella dotata dei parametri più europei. Qui è in funzione un impianto di seggiovie che porta fino a 1.800 metri. L’anno scorso è comparsa anche una seggiovia a quattro posti. A Big Wood hanno attrezzato un parco della neve, ma le sue piste sono adatte anche al fun carving. Accanto al pendio c’è un caffè dove è stata allestita anche una nursery.

I residenti hanno dato alle discese dei nomi suggestivi. Per esempio, sciando nella “Gola Vmf” si  entra direttamente nella base ora abbandonata della marina militare. Restando sulle cime montuose, lontani dagli impianti di risalita, si può ammirare tutt’intorno uno stupefacente paesaggio industriale fatto di fabbriche, ciminiere, miniere e linee ferroviarie, ormai da tempo dismesse.

L'altopiano delle meraviglie

Lo stesso paesaggio circonda un altro complesso sciistico, situato a 25 chilometri dalla città sul monte Kukisvumchorr, tuttora denominato Poljarnye zori (Aurore polari), dal nome della città che si trova poco distante. Dalla vetta di Poljarnye zori si apre un paesaggio iperindustriale realistico e maestoso, con le ciminiere fumanti della celebre centrale elettrica nucleare della penisola di Kola, la prima a essere realizzata in Russia oltre il Circolo polare.

I rilievi montuosi del Kukisvumchorr presentano forme variegate, ma spesso il versante superiore è coperto di ghiaccio. Allora gli amanti del fuoripista si trasferiscono sull’altro versante della montagna, dove, dietro il declivio, comincia una zona freeride ad alto rischio di slavine e spesso spazzata da terribili tempeste e bufere di neve. La neve non si accumula solo dall’alto verso basso, ma si leva anche dal basso e praticamente da tutti i lati. E può essere problematico individuare la direzione in cui si scia. 

A Khibiny si tiene annualmente la Freeride Khibiny Open Cup. Il percorso attraversa anche il cosiddetto “Circo di Apatite” che si trova nel plateau Rasvumchorrsk. Si stenta a credere che a metà estate qui della neve non resti neppure traccia e che si organizzino gare di mountain bike.

Ma il gelo selvaggio di Khibiny ha un suo particolare fascino. Alex Schiller, lo snowboarder della squadra tedesca di Isenseven, ha raccontato le sue impressioni su Kirovsk, dove ha girato un video sullo snowboarding: “Kirov è una città grigia e sporca, ma che ha un suo fascino e la gente è cordiale. Per riscaldarci durante le gare mangiavamo pesciolini essiccati e si beveva vodka e birra. È stato uno dei miei viaggi migliori soprattutto perché si è rivelato del tutto diverso da come me l’aspettavo. E il momento più bello è stato quando abbiamo sciato fuori pista fino alla vecchia geostazione e di notte abbiamo visto l’aurora boreale. Un’esperienza che non dimenticherò mai più!”.

La zona più accessibile per lo sci è quella del versante Nord del monte Ajkuajvenchorr, tuttora chiamato Monte Cittadino. Dal centro della città si raggiunge a piedi in 15 minuti. Sul pendio sono in funzione delle sciovie, ma le discese più interessanti sono quelle fuori pista. Più oltre si nasconde una fila di angusti e ripidi corridoi, detti “pettini”. Qui si trovano croste di ghiaccio dove si allenano gli alpinisti con le piccozze e anche un’attrazione locale, detta la “Gola cittadina”, una lunga gola stretta tra le rocce, ideale per il freeride, e radure incontaminate coperte di neve.

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