Sedotti dai borghi italiani

Turisti a Roma (Foto: Reuters/Vstock Photo)

Turisti a Roma (Foto: Reuters/Vstock Photo)

Le grandi città della Penisola restano le mete più gettonate. Ma i turisti dell'Est iniziano ad apprezzare i centri minori, dove si concentrano bellezze artistiche e architettoniche per molti ancora sconosciute. Al workshop “VisiTuscia” gli esperti del settore raccontano le ultime tendenze

Sono i piccoli borghi e la provincia la nuova frontiera del turismo russo in Italia. I campanili meglio del Colosseo? Non esattamente. Le grandi città, oltre al mare, restano le mete più gettonate. C'è però un interesse sempre maggiore per i centri che fino a poco tempo fa venivano esclusi dagli itinerari di agenzie di viaggio e tour operator, ma non per questo meno ricchi di storia e bellezze.

A confermare questa tendenza, la partecipazione di 11 buyers arrivati a Viterbo da Mosca e San Pietroburgo per il workshop “VisiTuscia”, tenutosi a inizio dicembre 2013. Per loro una full immersion nella terra degli Etruschi, con degustazioni di prodotti tipici, visite a siti archeologici e parchi. Gli ospiti hanno potuto fare conoscenza con i rappresentanti di agriturismi, hotel, country house, dimore storiche e centri benessere. Presentati, inoltre, alcuni castelli (quelli di Proceno, Soriano nel Cimino e Vignanello) come sedi per l'organizzazione di eventi o come location per matrimoni. Da favola, ovviamente.

Russi in Italia, il bilancio
dell'estate 2013

“Abbiamo accettato l'invito perché vogliamo allargare il nostro raggio d'azione oltre Roma, Firenze, Verona, Venezia”, spiega a Russia Oggi Zhanna Yanukovich della Tourbureau Moscow, una compagnia che lavora molto con i cosiddetti clienti Vip (oligarchi, uomini d'affari, rappresentanti del governo e del parlamento). E che, per esempio, sta ricevendo una forte richiesta di ville in affitto per il periodo estivo in Sicilia e in Sardegna, “con prezzi che vanno da 30mila a 50mila euro per una settimana”.

“Secondo le statistiche ufficiali – sostiene sempre Yanukovich –, c'è stata una crescita del turismo russo in Italia del 30 per cento, ma i numeri sono sicuramente superiori perché sono tanti quelli che organizzano il viaggio in proprio attraverso Internet, senza l'aiuto delle agenzie. Le prospettive? Siamo solo all'inizio, credo che ci siano ancora ampi margini di sviluppo”.

Dello stesso parere Maria Lakhtina (Veresk): “Terminate le vacanze la maggior parte dei nostri clienti dichiara di voler tornare in Italia una seconda o una terza volta e non possiamo presentare sempre le stesse destinazioni”.

“Inoltre – aggiunge Tatiana Fedorova di Rusita Travel – si tratta di turisti estremamente preparati, per i quali è fondamentale la presenza sul posto di servizi personalizzati: la visita alle cantine, quella ai frantoi per vedere come si produce l'olio, il corso di cucina e lo shopping, obbligatorio, accompagnato da una persona che conosca la lingua”.

Di pellegrinaggi si occupa invece Elena Piontkovskaia, chef department per l'Italia e l'Europa Occidentale dell'agenzia Radonezh, a Viterbo per conoscere la città dei Papi (nel XIII secolo il capoluogo fu sede pontificia): “Nel nostro settore i flussi sono costanti, con picchi in occasione di eventi di rilevanza internazionale, come per l'ostensione della Sindone a Torino. Le destinazione principale è sicuramente Bari con la chiesa ortodossa di San Nicola. Ma molto richieste riguardano Loreto con la Basilica della Santa Casa, Amalfi per la cattedrale di Sant'Andrea, Lanciano e Ortona in provincia di Chieti”. I pellegrinaggi coinvolgono un target di turisti ancora diverso, soprattutto gruppi parrocchiali di venti, trenta persone, “pensionati, che per una vita hanno sognato di visitare questi luoghi santi, ma che prima hanno dovuto mettere da parte i soldi necessari per il viaggio”.

Ragiona sui numeri Vincenzo Peparello di Cat Confesercenti, organizzatore dell'iniziativa che godeva del patrocinio Enit: “Un milione di presenze all'anno, per un fatturato di un miliardo di euro e una spesa media di duecento euro al giorno dimostrano che il turismo russo in Italia non è sicuramente in crisi. Proprio per questo dobbiamo sforzarci di portare alla loro conoscenza il fatto che ci sono prodotti che si possono consumare meglio in provincia che in città”.  

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