Kamchatka, terra di fuoco e ghiaccio

Gli immensi spazi della penisola di Kamchatka (Foto: Igor Shpilenok)

Gli immensi spazi della penisola di Kamchatka (Foto: Igor Shpilenok)

Situata nell’Estremo oriente della Russia, la penisola è una delle ultime zone incontaminate del pianeta

Il nome della Kamchatka evoca immagini di sorgenti calde, miriadi di vulcani innevati e fiumi incontaminati che pullulano di salmoni in estate e rimangono coperti da strati di ghiaccio e neve in inverno. La penisola della Kamchatka, una delle più vaste distese di natura selvaggia al mondo, confina con la linea internazionale del cambio di data e la sua capitale Petropavlovsk-Kamchatsky (Petropavlovsk) è più vicina a Tokyo e Seattle che a Mosca.

La maggior parte della penisola, che è lunga mille chilometri, è talmente desolata che la gente del luogo ama dire con affetto che in Kamchatka non vi sono strade, solo punti cardinali.

 
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L’isolamento e la mancanza di infrastrutture sono al tempo stesso un bene e un male. Lontana dai circuiti del turismo commerciale, la Kamchatka vanta una natura incontaminata ma per un viaggiatore indipendente e dal budget limitato è quasi impossibile visitarla senza l’aiuto di un tour operator.

Petropavlovsk, la capitale, fu fondata nella metà del XVIII secolo da Vitus Bering, il capitano russo a cui è stato dedicato lo stretto che separa la Russia dall’Alaska. La città sorge sulla baia di Avacha e offre delle splendide vedute di due vulcani e un’intera catena di cime innevate.

Ad eccezione della sua invidiabile posizione, Petropavlovsk non è molto diversa da altre piccole città dell’ex blocco orientale, caratterizzate dall’architettura sovietica. Tuttavia, la capitale è un buon punto di partenza per chi desidera avventurarsi in diverse zone della penisola, molte delle quali possono essere raggiunge solo tramite l’elicottero.

Se non si ha molto tempo a disposizione, i vulcani Avachinskaya e Koryakskaya, visibili da Petropavlovsk, sono i più facili da raggiungere. La scalata dell’Avachinskaya (2.741 metri s.l.m.) richiede a una persona ben allenata circa sei ore, mentre il Koryakskaya (3.456 metri s.l.m.), più impegnativo, richiederebbe anche a un ottimo scalatore non meno di dodici ore.

In queste zone, come nella maggior parte dell’Estremo Oriente russo, le condizioni meteo mutano con la stessa rapidità dell’umore di una bella donna, e i temporali possono scoppiare all’improvviso anche in una tersa mattinata d’agosto.

Tuttavia, i panorami sul mare, il rigoglioso paesaggio circostante e la vista di alcune delle zone più selvagge del mondo ripagano del tempo, dello sforzo e della pazienza necessari a raggiungerle.  

La Kamchatka è una regione da esplorare con comodo e, per visitarla a fondo, occorrono almeno un paio di settimane.

La valle dei geyser

Un viaggio nella Penisola non può dirsi completo senza una visita a Dolina Geyserov (la valle dei geyser). La valle del fiume Gesysernaya si trova nella riserva naturale di Kronotsky, dove si contano più di duecento valvole di pressione geotermica che sparano vapore, acqua e fango. Per visitarla ci si può affidare a un tour organizzato, tuttavia, mentre percorrerne a piedi la maggior parte in una sola giornata è possibile, raggiungerla è costoso: la valle si trova infatti a duecento chilometri da Petropavlovsk, e il mezzo migliore per raggiungerla è l’elicottero. Un tour potrebbe facilmente costare 450 euro.

Come sulla luna

Per ammirare Tolbachik, uno dei luoghi più isolati e suggestivi della Penisola, bisognerebbe prima attraversare una delle foreste dalla vegetazione più folta del mondo e poi percorrere un fiume a bordo di un’imbarcazione. Il vulcano Plosky Tolbachik ha un cratere di tre chilometri ed è circondato da foreste di alberi rimasti bruciati in seguito a una serie di eruzioni.

Il territorio che circonda il Tolbachik, che è ancora attivo, ricorda da vicino il paesaggio lunare. È qui, infatti, che l’Unione Sovietica collaudò il suo veicolo lunare prima di mandarlo nello spazio.  

Di recente il vulcano Tolbachik ha eruttato più volte, e le escursioni in questa zona possono essere annullate in base alle sue condizioni.

Tra orsi e aquile

La Kamchatka è famosa per la natura, e il momento migliore per visitarla è nel mese di agosto, quando gli orsi scendono dalla catena Yuzhno-Kamchatsky verso il lago Kurilskoe, situato all’estremo confine meridionale della penisola, per fare scorpacciate di salmone rosso, una specie che depone le uova nei vicini ruscelli.  

 

Agosto è anche il mese migliore per avvistare qualche grazioso esemplare di aquila di mare di Steller: uccelli dal piumaggio per lo più marrone che si riproducono nella Penisola per poi dirigersi verso il Giappone, dove trascorrono l’inverno. Il lago Kurilskoe, che ha un raggio di 77 chilometri, è circondato da vulcani e praticamente sconosciuto al turismo commerciale, che tuttavia sta lentamente iniziando a insinuarsi nella regione.

Come molte zone della penisola, il mezzo più facile per raggiungere Kurilskoe da Petropavlovsk è l’elicottero. E se in teoria è possibile recarsi in questa zona da soli, occorre ricordare che non è raro che dei turisti vengano aggrediti dagli orsi. Accompagnarsi a delle guide esperte rappresenta spesso la scelta migliore.

Come arrivare: Petropvalovsk-Kamchatksy è collegata a Mosca da voli giornalieri, della durata di circa nove ore. Il principale snodo aeroportuale dell’Estremo oriente della Russia è Khabarovsk, a due ore e mezza da Petropavlovsk. Khabarovsk è a sua volta collegata con voli regolari alla Cina, al Giappone e alla Corea del Sud.

Agenzie di viaggio: A Petropavlovsk esistono diverse agenzie di viaggio che offrono una varietà di escursioni in diverse zone della Penisola e si prendono cura del vitto, dell’alloggio e dei permessi necessari per accedere alle zone riservate.

Explore Kamchatka organizza tour innovativi dal 1999, in particolare a tema ambientalista.

Lost World opera dal 1993 e organizza anche escursioni nei villaggi dei popoli indigeni. In inverno propone viaggi in slitte tirate da cani e avventure in heliskiing.

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