Dove l'Amur collega la Russia alla Cina

La russa Blagoveshchensk vista al di là del fiume Amur dalla cinese Heihe (Foto: Lori/Legion-Media)

La russa Blagoveshchensk vista al di là del fiume Amur dalla cinese Heihe (Foto: Lori/Legion-Media)

I destini di Blagoveshchensk e Heihe, situate sulle rive opposte del fiume, sono indissolubilmente legati dagli scambi commerciali, gli investimenti e il flusso di turisti che varca un confine un tempo conteso

Per quando oggi sia difficile da immaginare, il fiume Amur, che separa la Cina dalla Russia, coincideva sino a due decenni fa con una linea confine fortificata, una sorta di cortina di ferro che divideva i due Paesi comunisti.

Oggi gruppi di turisti cinesi si aggirano tra le vecchie abitazioni di legno e ammirano l’architettura di epoca precedente alla guerra civile che caratterizza Blagoveshchensk (il cui nome significa letteralmente “buona novella”). Malgrado i rapporti tra gli abitanti delle due sponde del fiume un tempo fossero tesi, Blagoveshchensk e Heihe, una città moderna che sorge sul versante cinese, oggi si godono i frutti della loro forzata prossimità.


Qui, a metà degli anni Novanta, fu sancita una zona di libero scambio, ed è per questo che oggi i russi possono varcare il confine e compiere escursioni giornaliere senza dover richiedere un visto. Diversi traghetti fanno la spola tra le sue sponde del fiume e quando la superficie si copre di ghiaccio i pullman diventano l’unico mezzo per raggiungere la riva opposta.

Blagoveshchensk è una meta assai apprezzata dai cinesi, amanti dei casinò, mentre Heihe fu una delle prime mete di quei russi desiderosi di vendere all’estero qualsiasi merce che riuscivano a trasportare nelle loro valige. Nel corso degli ultimi dieci anni però, il rapporto tra le due città è cambiato. Da Blagoveshchensk si scorgono le luci di Heihe, una città in rapido sviluppo che conta numerosi ristoranti, locali notturni e sale massaggi molto frequentate dai russi che abitano sulla riva opposta del fiume.

A Blagoveshchensk, invece, predominano ancora oggi le abitazioni di legno costruite a cavallo tra il XIX e il XX secolo, prima della guerra civile. Il leggendario scrittore russo Anton Chekhov considerava la città uno scalo irrinunciabile lungo la strada che conduce a Sakhalin, e anche Nicola II, all’epoca principe ereditario dell’impero russo, amava molto questa città, rimasta immune dalla presenza degli enormi edifici residenziali tipici dell’era sovietica.

La prosperità della Cina si è tradotta anche per Blagoveshchensk in un boom economico. Non a caso l’edificio all’apparenza più moderno della città è l’hotel Asia, costruito da un uomo d’affari cinese, e la maggior parte degli alberghi e dei ristoranti più frequentati vantano una “vista sulla Cina”. Blagoveshchensk ospita inoltre un Istituto Confucio. Il contrasto con i grattacieli che sorgono sulla riva opposta del fiume è, naturalmente, stridente. E dal momento che Blagoveshchensk è un varco internazionale, il governo russo sta spendendo più di duecento milioni di dollari per sviluppare la zona del lungofiume.

Tuttavia, malgrado Heihe si presenti come una città assolutamente moderna, i residenti di Blagoveshchensk sanno che si tratta solo di apparenze. “Dieci anni fa Heihe era un modesto villaggio -, afferma Marina Leonteova, una traduttrice freelance di russo e cinese. - Basta allontanarsi appena dalla città per ritrovarsi immersi in un paesaggio intatto, che offre ben poco da vedere… nulla in comune con Shanghai e Pechino”.

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Foto: Lori/Legion-Media

A Blagoveshchensk (Foto: Lori/Legion-Media)

Demografia e storia
Nel corso degli ultimi secoli i territori di questa regione sono stati oggetto di aspre contese tra Russia e Cina. Fu solo nel 1856 che la Cina cedette alla Russia parte di quella che oggi è la regione dell’Amur, che conta attualmente meno di un milione di abitanti, mentre nella provincia cinese di Heilongjiang vivono più di quaranta milioni di persone.

Nella regione dell’Amur, così come in molte altre zone dell’Estremo Oriente della Russia, si teme che gli immigrati cinesi possano superare numericamente i residenti russi. “In quanto studentessa di cultura e storia cinesi, posso dirvi che non è lontano il giorno in cui la Cina definirà ingiusto il trattato con cui la dinastia Qing cedette questi territori all’impero russo -, aggiunge Leonteova. - Basta guardare cosa è accaduto con Hong Kong e Macau”.

Sulla riva opposta del fiume, dove i cartelli stradali e le insegne di bar, ristoranti e negozi sono scritti sia in russo che in mandarino, simili ipotesi non vengono prese sul serio. Le autorità locali di diverse regioni cinesi di confine credono che le dispute di frontiera rappresentino un capitolo ormai chiuso, e ritengono infondati i timori di una “colonizzazione dell’Estremo Oriente della Russia da parte dei cinesi”. Nel 2004, per porre definitivamente fine alle dispute di frontiera, Cina e Russia hanno firmato un accordo che consegnava alla Cina l’isola di Tambarov e metà dell’isola Bolshoi Ussuriski, entrambe situate sul fiume Amur.

A differenza di altre città che sorgono in una posizione analoga, come Winsdor, in Canada, e Detroit, in Michigan, Blagoveshchensk e Heihe non sono collegate da alcun ponte. E non è difficile indovinare chi, tra Cina e Russia, si sia opposto ai tentativi di costruirne uno che collegasse i due Paesi. Nel frattempo, la Cina continua a importare carbone, legname e risorse naturali dalla regione dell’Amur, mentre i russi di Blagoveshchensk acquistano praticamente tutto, dagli abiti all’attrezzatura da sci, sulla riva opposta del fiume.

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