Uglich, città natale di Agatha Christie?

La cattedrale Bogoyavlenskij di Uglich (Foto: Sergei Metelitsa / Itar-Tass)

La cattedrale Bogoyavlenskij di Uglich (Foto: Sergei Metelitsa / Itar-Tass)

Casette coi gerani sui davanzali abitate da dolci nonnine, finestre decorate da cornici di legno intagliate e sanguinose storie sullo sterminio di dinastie principesche: tutti gli ingredienti per un viaggio "thriller"

Uglich è l'unica città al mondo sul cui stemma è raffigurato un ragazzo con un pugnale in mano. E non è un caso: se ci si addentra nella storia di Uglich, viene da pensare che Agatha Christie in realtà sia nata qui. I principi locali, con una sorprendente regolarità, morivano tutti pochi anni dopo la loro incoronazione e senza lasciare eredi: scomparivano improvvisamente e senza traccia dalle pagine degli annali, impazzivano, finivano in prigione, i loro parenti venivano costretti a farsi monaci, venivano accecati o semplicemente annegati nel fiume.

Probabilmente, il triste destino del principe ereditario Dmitri, ultimo discendente di Ivan il Terribile, era prestabilito fin dal momento in cui fece il suo ingresso in città. È proprio lo zarevich il ragazzo raffigurato sullo stemma di Uglich con in mano un sinistro pugnale.

Lo zarevich Dmitri visse solo otto anni, ma la crisi politica che si protrasse per i ventidue anni successivi alla sua morte e che gli storici chiamano il Periodo dei Torbidi viene messa in stretta correlazione con la sua morte misteriosa. Benché Dmitri fosse nato dalla sesta moglie di suo padre, e la chiesa ortodossa non lo riconoscesse come figlio legittimo, dopo la morte di Ivan il Terribile rimase l'unico rappresentante del ramo moscovita della casata dei Rjurikidi.

Secondo i racconti dei testimoni, lo zarevich Dmitri morì durante un gioco chiamato "tychka". Il gioco, le cui regole sono ancora oggi immutate, consiste nel lanciare un coltello oltre una linea tracciata sul terreno, cercando di farlo conficcare in terra il più lontano possibile. Vince chi effettua il lancio più lungo. Mentre giocava, lo zarevich ebbe un attacco di epilessia, e per via delle convulsioni si ferì involontariamente con un paletto alla gola.

Nel 1606, a quindici anni dalla sua morte, Dmitri venne canonizzato. Intorno alla sepoltura dello zarevich e alla cappella costruita su di essa in seguito sorse un cimitero per bambini. Ancora oggi, il 28 maggio di ogni anno a Uglich si celebra la giornata del ricordo dello zarevich Dmitri.

Lo zarevich è considerato il santo protettore dei bambini. In questo giorno a Uglich, nella chiesa "fondata sul sangue" dello zarevich Dmitri, si celebra una messa solenne e si svolge una processione con il sudario in cui furono avvolte le sacre reliquie dello zarevich quando vennero trasferite da Uglich a Mosca.

La campana che suonando a martello avvertì gli abitanti di Uglich della morte dello zarevich, suscitando disordini popolari, venne "punita" privandola del batacchio e fu mandata in esilio in Siberia, a Tobolsk. Nel luogo di pena vi fu incisa sopra la scritta: "Il primo esule inanimato da Uglich", ma 300 anni dopo la campana fu riportata nella città di origine e oggi è esposta al Museo Statale d'Arte e dell'archivio storico di Uglich. 

Dopo la morte dello zarevich, Uglich attraversò i difficili avvenimenti dell'epoca dei Torbidi, venne distrutta e saccheggiata, ma il principale evento drammatico era ormai superato. Il paesaggio e l'atmosfera dalla fine del XVII—inizio del XIX secolo ad oggi sono cambiati ben poco, il che rende la città ancor più pittoresca ai giorni nostri.

Le principali innovazioni del periodo sovietico sono il bacino idrico artificiale, la diga e la centrale idroelettrica costruite con il lavoro dei detenuti negli anni dal 1935 al 1955. Le nuove strutture si inserirono nel paesaggio cittadino e oggi ne completano l'immagine a prima vista idilliaca, ma piena di una segreta tragicità.

In generale, la storia dei principi di Uglich era stata assai tragica anche prima della morte dello zarevich Dmitri. I figli di Vladimir, primo principe della città, erano morti senza lasciare eredi. Il principato vacante fu conquistato dal figlio del principe di Yaroslavl Fedor Chernyj, Aleksandr, poi misteriosamente scomparso. 

Dopo di lui sul trono di Uglich venne messo il figlio del principe di Rostov, anch'egli di nome Aleksandr, ma anche lui scompare. Dopo qualche tempo, morì senza lasciare eredi anche il suo unico figlio Yuri, di soli vent'anni. Del principato di Uglich si impossessò il Gran principe moscovita Ivan Kalita. 

Il figlio di Dmitri Donskoj, Konstantin, morì senza avere figli cinque anni dopo aver ottenuto il potere sulla città. Il successivo principe di Uglich, Andrei Bolshoj, nacque in questa città all'epoca in cui suo padre Vasilij II, accecato dai sostenitori di Dmitri Schemjaka, vi si trovava in esilio. 

Andrei divenne inviso a suo fratello, il Gran principe Ivan III, e finì in prigione dove morì in circostanze oscure. I suoi figli, dopo una lunga prigionia, finirono i loro giorni in un monastero. Il fratello di Ivan il Terribile, Yuri, che era stato principe di Uglich, impazzì; il suo unico figlio visse meno di un anno, e sua moglie si fece monaca nel monastero della Resurrezione di Goritsy. Ben presto, per ordine dello zar, la donna venne annegata in segreto nel fiume Sheksna.

L'ampio specchio del bacino, nelle cui acque si riflette il Cremlino; i monasteri, le piccole case con il mezzanino, le chiese, le ville dei mercanti e dei nobili, la torre di avvistamento degli incendi, tuttora in uso, in una via del centro cittadino: una Russia che sembra uscita dai quadri dei suoi paesaggisti.

Un'importante fonte di benessere economico per la città sono naturalmente i turisti, che raggiungono Uglich navigando sul Volga. Pertanto, qui di alberghi, caffè e musei di ogni genere, sia statali che privati, se ne trovano in abbondanza. I musei trovano facilmente spunto nel lugubre passato storico della città. Per gli amanti del romanticismo c'è il museo dei miti e delle credenze popolari russe, che ricorda un po' un museo delle cere. Il pezzo più interessante è la "ricostruzione dello scheletro di un vampiro".

Per i visitatori più temerari c'è poi un museo privato dell'arte nelle carceri; peccato solo che la collezione non sia allestita nell'antico edificio della fortezza-prigione di Uglich, che ancora oggi ospita il convitto studentesco dell'istituto pedagogico.  

Oltre alla tappa obbligata del programma turistico al Cremlino di Uglich, vale la pena visitare anche la chiesa Uspenskaja Divnaja Tserkov, coronata da tre torrette piramidali, e il monastero Svjato-Voskresenskij. Il complesso del monastero fu costruito negli anni 1674-1677 grazie all'impegno del famoso metropolita Iona di Rostov, grande amante dell'architettura, che aveva intrapreso la vita monastica in questo antico monastero.  

Non lontano da qui c'è la chiesa della Natività di Giovanni Battista (Ioann Predtecha), sulla riva del Volga. L'elegante tempio fu costruito nel 1690 da Nikifor Chepolosov, un ricco abitante della cittadina, in memoria di suo figlio Ivan, rapito e crudelmente ucciso da un commesso malato di mente. Un altro crimine nella storia di Uglich.

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