Razov: "Continuiamo a costruire il dialogo"

Sergei Razov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia (Foto: Alessandro Savi)

Sergei Razov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia (Foto: Alessandro Savi)

La crisi ucraina e gli accordi bilaterali. L'Anno del Turismo e il regime dei visti. Intervista a Sergei Razov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia

L'Anno del Turismo e il regime dei visti. Le adozioni, gli accordi bilaterali e gli scenari aperti dalla questione ucraina. Abbiamo incontrato Sergei Razov, ambasciatore della Federazione russa in Italia.

Signor ambasciatore, quali sono i risultati dell'Anno del Turismo italiano in Russia?

Il turismo straniero è una parte imprescindibile dell’economia di oggi. L’efficacia del lavoro in questo campo dipende direttamente dal volume del flusso di stranieri, che per le proprie vacanze possono scegliere tra una vasta gamma di offerte presenti nel mercato turistico. Per tale motivo questa iniziativa è un evento importante per i nostri paesi, che si dimostrano leader per numero di siti culturali e patrimonio naturale.

Abbiamo cercato di alimentare un reciproco flusso di arrivi, che in tempo di crisi si rivela particolarmente prezioso: oltre alle entrate per il budget statale, l’Anno incrociato favorisce lo sviluppo di nuovi contatti e l’aumento di scambi accademici, contribuendo alla creazione di un’atmosfera di rispetto reciproco e fiducia tra i paesi.

Questa iniziativa si rivela inoltre la logica continuazione dell’Anno incrociato della lingua e della cultura in Italia e in Russia, organizzato nel 2011, che è stato capace di rafforzare la cooperazione bilaterale in ambito culturale e umanitario.

La biografia

L'Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana è nato il 28 gennaio 1953. Nel 1975 si è laureato all'Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali del ministero degli Affari Esteri dell'Urss. È dottore in Economia e autore di vari lavori scientifici. Ha lavorato in Mongolia, Polonia e Cina. Parla cinese, inglese e polacco. Ha iniziato la carriera diplomatica nel 1990. Ha una grande esperienza di lavoro nel ministero e nelle sedi estere. Ha iniziato a svolgere l'attuale ruolo in seguito ai decreti di Vladimir Putin, firmati il 6 maggio 2013. Sposato, ha due figli.

Il calendario è già deciso: sia in Russia sia in Italia si terranno mostre, concerti, festival e presentazioni.

Per il futuro prossimo sono stati pianificati due importanti eventi a Milano. Un forum turistico-culturale (che inizia domani, ndr) e una conferenza sulla reciproca attrazione degli investimenti nel settore. Appuntamenti che non solo si riveleranno l’occasione per uno scambio attivo di contatti tra le strutture statali russe e italiane e tra gli operatori privati impiegati nel settore del turismo, ma consentiranno di valutare la situazione attuale del settore e il suo sviluppo futuro.

È ancora presto per parlare di risultati definitivi, visto che l’Anno del Turismo non è ancora terminato. La cosa più importante è che si sia creata un’atmosfera di collaborazione e che si percepisca un fortissimo interesse da parte degli italiani verso la Russia e dei nostri connazionali verso il Bel Paese. Abbiamo ottenuto un’ulteriore possibilità di far conoscere la cultura nazionale a nuovi partner e di presentare il potenziale turistico del nostro paese. Il risultato sarà sicuramente a lungo termine.

Qual è la dinamica dei rapporti fra Russia e Italia sullo sfondo della crisi ucraina?

Nello spazio europeo, l'Italia per noi era e resterà uno dei partner chiave prioritari al quale siamo legati da decenni di cooperazione su tutti i fronti. Apprezziamo la posizione invariata della leadership italiana sull'importanza di conservare canali di dialogo politico con la Federazione e di sviluppare legami reciprocamente vantaggiosi. Il vostro Paese è, per rilevanza, il nostro quarto partner commerciale: il fatturato dello scorso anno ha raggiunto la cifra record di 54 miliardi di dollari. E la nostra cooperazione ha radici profonde nella sfera culturale. Nondimeno, l'attuale sfavorevole congiuntura politica, connessa agli avvenimenti in Ucraina si riflette in un modo o nell'altro anche sulla dinamica delle nostre relazioni bilaterali. In particolare, vengono rimandati eventi da tempo pianificati. L'introduzione da parte dell'Unione Europea di sanzioni settoriali contro la Russia e la nostra risposta nella forma del divieto annuale d'importazione di una serie di prodotti agroalimentari potrebbero influire sul fatturato totale dell'anno corrente. Alla fine del primo semestre, esso ha subito una lieve diminuzione, pari al 4,2%. Ci tengo a sottolineare che la parte russa è certamente molto interessata al rapido superamento dell'influenza congiunturale di tutti questi fattori esterni e alla continuazione e all'approfondimento del partenariato e della collaborazione russo-italiana.

 

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Quali sono le prospettive della presidenza italiana del Consiglio dell'UE?

Noi siamo per la conservazione dei canali del dialogo paritario e la crescita di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con l'Unione Europea. Confidiamo che l'Italia, in questo suo semestre di presidenza, possa dare il suo contributo costruttivo alla ricerca di soluzioni di compromesso indispensabili per la normalizzazione e il progresso di tali rapporti.

Quali sono le probabilità di un alleggerimento o di un inasprimento del regime dei visti?

Come lei sa, la Russia, nel corso degli ultimi anni, si è invariabilmente e costantemente espressa in favore di una liberalizzazione delle modalità di spostamento dei cittadini russi ed europei, fino alla completa abolizione dei visti. E ciò a partire dalla comune missione della Federazione e del Vecchio Continente di costruire un unico spazio umanitario libero. Non poco è stato fatto in termini di preparazione a questo obiettivo. Purtroppo, il dialogo su questi importanti punti è stato interrotto, non per nostra volontà. Fra gli stati dell'UE, l'Italia era uno di quelli favorevoli alla liberalizzazione del sistema dei visti con la Russia. Tuttavia, esiste una certa posizione consolidata all'interno dell'Unione Europea come organizzazione alla quale l'Italia è costretta ad attenersi. Contiamo che le trattative riguardanti questa tematica verranno presto o tardi rinnovate. Nel frattempo, i nostri uffici consolari nella Penisola organizzano la procedura di rilascio del visto nella stretta osservanza degli accordi pattuiti ad un numero non piccolo di cittadini italiani diretti nella Federazione per motivi di affari, per turismo o altri scopi.

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Qual è l'impatto delle sanzioni sul fatturato reciproco, sugli investimenti, sulla collaborazione in materia di piccole e medie imprese?

Noi abbiamo più volte ribadito su diversi livelli che l'introduzione in principio di sanzioni personali ed ora anche settoriali nei confronti di Mosca è infondata e controproducente, e che si tratta di uno strumento di aperta pressione sulla Russia che potrebbe in definitiva rivolgersi contro gli iniziatori stessi.

Per alcuni mesi abbiamo mantenuto una posizione massimamente sobria ed equilibrata, spiegando pazientemente ai nostri partner che le sanzioni avrebbero potuto avere un effetto boomerang. Infine sono state adottate misure di risposta. Sottolineo il fatto che non si è trattato di una nostra scelta, bensì di una misura obbligata. Gli interessi di una parte di imprenditori italiani - e sul mercato russo ne lavorano a centinaia, fra piccoli e medi imprenditori - ne risentono in modi diversi.

Il progetto South Stream rischia di essere bloccato?

La realizzazione di questo grande progetto transfrontaliero non dipende solo dalla Russia. La nostra posizione è chiara. Partiamo dall'assunto che il percorso alternativo per il trasporto del gas in Europa venga costruito (come i gasdotti sottomarini sui fondali del Mar Nero e del Mar Baltico diretti in Turchia e in Germania) nei termini stabiliti, e che diventi così ulteriore garanzia della sicurezza energetica in Europa, della sua parte meridionale, in questo caso. Vediamo in questo la palese vittoria tanto dei produttori, quanto dei consumatori che possono contare sull'affidabilità dei rifornimenti a lungo termine e sulla loro indipendenza dalla congiuntura politica. Purtroppo ci sono tentativi di bloccare la costruzione del gasdotto nonostante il danno evidente per i paesi partecipanti ai lavori. Contiamo che l'Italia, che ha più volte confermato il suo interesse nel progetto, unita alle compagnie dirette protagoniste della costruzione, sostenga e sosterrà nel futuro la sua realizzazione.

Quali sono le ultime tendenze dell'investimento associato?

L'investimento associato è indubbiamente una componente importante della nostra interazione economica e le possibilità in questo campo non scarseggiano. Come esempio recente potrei riportare l'acquisto da parte di Rosneft del 50% della quota della holding Konfin, proprietaria del 26,19% delle azioni della compagnia Pirelli.
Ci sono in programma a breve tempo incontri ad alto livello sull'esempio delle consultazioni intergovernative svoltesi a Trieste nel 2013?

Le consultazioni intergovernative del vertice dello scorso novembre sono state assolutamente produttive e hanno fornito orientamenti promettenti alla cooperazione nei settori chiave. Allora era stata raggiunta la piena comprensione da parte di tutti i partecipanti dell'importanza del prosieguo dei lavori in simile formato. Oltre a ciò, è comprensibile del resto che per gli incontri ad alto livello servono le condizioni necessarie e la preparazione di tutte le parti nella cornice dei meccanismi della cooperazione bilaterale.

Quali sono le prossime attività culturali previste in Italia?

Da domani a Milano si terrà il forum italo-russo della cultura e del turismo e la conferenza sui reciproci investimenti nella sfera turistica. Alla fine dell'anno è in programma l'inaugurazione di una delle mostre più grandi degli ultimi anni, "I tesori della casa dei Romanov dalla collezione di Peterhof". A settembre a Montecatini Terme si è svolto un festival lirico al quale hanno preso parte gli artisti del teatro dell'Hermitage di San Pietroburgo. Contemporaneamente a Milano e a Torino avrà luogo il festival dei musicisti russi con la partecipazione di illustri protagonisti della musica quali Yuri Temirkanov. In occasione del centenario della residenza ufficiale dell'ambasciatore russo a Roma, villa Abamelek, la nostra ambasciata organizzerà una serie di eventi. A breve è prevista in particolare una serata letteraria e musicale dedicata al novantesimo anniversario dell'edizione del libro di Pavel Muratov "Immagini d'Italia". Tutto questo non è che una parte del ricco programma di appuntamenti culturali organizzati dal nostro paese e dall'Italia.

Quali sono le tendenze in materia di adozione di bambini russi?

Secondo i nostri dati, dai cittadini italiani sono stati adottati in tutto 9.200 piccoli provenienti dalla Russia (circa 500 bambini all'anno). Esiste un accordo del 2009 che regola le domande di organizzazione del conteggio dei bambini adottati, di informazione sui genitori adottivi da parte delle agenzie accreditate russe e altro. In totale, questa cooperazione con il vostro paese ha più di vent'anni di storia. Noi siamo riconoscenti alle famiglie italiane che educano i bambini russi rimasti senza le cure dei genitori. Allo stesso tempo, il tragico caso della morte del piccolo bambino russo di cinque anni ha fatto seriamente riflettere sulla necessità di perfezionare i meccanismi di adozione. Si tratta innanzitutto del rafforzamento dei controlli delle decisioni dei tribunali italiani riguardo l'adeguatezza delle coppie all'adozione, e anche un controllo del lavoro dei servizi sociali che verificano le condizioni delle famiglie adottive. Al momento si sta lavorando su queste domande, la risoluzione delle quali sarà tema principale delle prossime consultazioni consolari a Mosca.

L'articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Russia Beyond the Headlines del 17 settembre 2014

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