L'amore on the road di Lily e Matteo

Matteo Belli, 29 anni, e Lily Zaripova, 31, si sono conosciuti in Russia durante un viaggio in moto on the road (Foto: archivio personale)

Matteo Belli, 29 anni, e Lily Zaripova, 31, si sono conosciuti in Russia durante un viaggio in moto on the road (Foto: archivio personale)

Un giro del mondo in moto. Che dall'Italia tocca anche la Russia. Dove, tra imprevisti e avventure, scatta la scintilla che cambia una vita

Parte da solo in moto per fare il giro del mondo, torna a casa sposato dopo quasi tre anni di viaggio. In mezzo un'avventura on the road attraverso 51 Paesi e 3 continenti (Europa, Asia e Oceania). Una cavalcata su due ruote di oltre centomila chilometri durante la quale conosce e si innamora di una ragazza russa che lascia tutto per seguirlo. Il matrimonio verrà celebrato nella città di lei, a Ufa, sulla via del ritorno. L'ultima parte di strada verso l'Italia, è stata, invece, la loro speciale luna di miele. Matteo Belli, 29 anni, e Lily Zaripova, 31, adesso vivono a Gorgonzola, nell'hinterland milanese, dove, nella primavera del 2011, era iniziato tutto.

Ma non hanno affatto intenzione di appendere i caschi al chiodo. Rientrati lo scorso novembre, a maggio ripartiranno per attraversare l'America. Born to be wild, cantavano gli Steppenwolf. “E chissà – ci scherza su la coppia - magari stavolta torniamo in tre”.“L'idea del primo viaggio - racconta Matteo – mi ronzava da molto nella testa. Lavoravo come fitness trainer, ma ero stanco della solita routine. Volevo scoprire cosa c'era al di là delle Alpi e pensai che la moto fosse il mezzo ideale: ti permette di entrare in contatto diretto con le persone, inoltre è economica (con un litro facevo 27 chilometri) e regala sensazioni che altrimenti sarebbe difficile provare”.

Una passione di famiglia: il nonno, Mario Rovati, è stato un pilota della Gilera, la mamma Susi, che gli ha prestato la sua Kawasaki, una biker. Mentre il padre, oltre ad essere un motociclista, è anche un esperto meccanico. È stato lui a mettergli a punto il veicolo, che carico pesava circa 300 kili. A ogni tappa Matteo si fermava presso altri motociclisti o chiedeva ospitalità alla gente del posto. Se proprio andava male si adattava sotto una tenda. È anche per questo che la sua impresa è stata super economica: solo 12mila euro, senza sponsor. A Ufa, dopo tre mesi dalla partenza, si ritrovò, per una serie di circostanze, a casa di Lily, una ragazza metà tatara, metà baschkira, insegnante di Inglese.

Matteo e Lily davanti alla loro moto (Foto: archivio personale)

È amore a prima vista, o quasi. “Pensai che fosse un primitivo – lo prende in giro lei che già parla un ottimo italiano – aveva i capelli lunghi e la barba. Poi scoprimmo di avere molte cose in comune. Fu educato e gentile. Non era poi tanto male per essere un biker”, ride.

Lui il viaggio, lei il lavoro: Matteo e Lily si doverono separare, ma per poco. “Decisi di seguirlo. Mia madre disse che ero pazza, ma aggiunse che quello poteva essere un banco di prova del nostro amore. Mio padre era contrario. Adesso invece adora Matteo”. Si ricongiunsero in Azerbaijan, poi in India, dove il motociclista italiano passò il Natale del 2012 in ospedale a causa di un'infezione. Quindi in Thailandia. Da qui proseguirono fino all'Australia, per poi risalire in Corea del Sud.

Tappa a Kuala Lumpur, in Malesia (Foto: archivio personale)

Insieme, in totale, hanno percorso 60mila chilometri, sotto la pioggia, il sole o la neve. Sempre insieme, hanno dormito nei posti più impensabili: in una prigione dismessa, in una moschea, in una pagoda. La proposta di matrimonio non poteva essere meno originale.

“Mi chiamò via Skype dal Giappone, perché per un problema di visto non ero potuta passare. Mi disse semplicemente di preparare i documenti. Molto romantico”, annuisce ancora Lily ironica. “Era il 30 agosto del 2013. Purtroppo – aggiunge Matteo - i miei genitori non poterono venire, ma in compenso c'erano i parenti di Lily che sono molto numerosi”.

Sosta in Tagikistan (Foto: archivio personale)

“Della Russia mi ha colpito la vastità del territorio, ma nonostante gli spazi enormi non ti senti mai solo. C'è sempre qualcuno pronto ad aiutarti. Poi ho scoperto città molto belle e antiche lungo il confine con la Finlandia e l'Estonia. Consiglio a tutti di visitarle”.

Per Matteo non sono mancati i momenti difficili: “In Georgia rischiai di essere colpito in pieno da un albero che stavano tagliando ai margini della strada. Oppure quando, per la pioggia battente, non uscivo più da una strada molto impervia. Impiegai tre giorni per fare 100 chilometri. La moto cadeva continuamente. E ancora, la volta che Lily in Indonesia fu punta da uno scorpione e io da una specie di vespa molto pericolosa. Grazie a Dio ci andò bene”. Un'altra difficoltà sono stati gli sbalzi climatici, dai 50 gradi dell'Uzbekistan ai meno dieci degli altipiani in Iran. “Mi si congelò addirittura l'acqua nella sacca”. “Da questa esperienza - conclude – ho compreso che che il mondo è un luogo migliore di come spesso viene descritto. Ho attraversato alcuni Paesi ritenuti qui in Occidente molto pericolosi. Ma con la popolazione non ho mai avuto problemi”.

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