Io, miliardaria e felice

Elena Baturina (Foto: Sergei Berezin / Ria Novosti)

Elena Baturina (Foto: Sergei Berezin / Ria Novosti)

Elena Baturina, indicata da Forbes come la donna più ricca di tutta la Russia, racconta a Russia Oggi la sua vita, dalla sua infanzia trascorsa in un piccolo appartamento di due camere a Mosca, fino al raggiungimento del successo. E confessa: “I soldi non sono il fine"

La rivista Forbes l’ha definita la signora russa più ricca per il quinto anno consecutivo. Ma lei è cresciuta a Mosca in un appartamento di due camere. La sua vita ha avuto risvolti tragici e controversi. E oggi Elena Baturina è una donna d’affari miliardaria, che ha dato vita a un proprio think tank per il design, con prospettive globali e finalità ambiziose. 

La traiettoria imprenditoriale

Elena Baturina fonda Inteco nel 1991. All’inizio, la società si occupa della produzione di stoviglie di plastica. Nel 1991 sposa Yuri Luzhkov, che viene eletto sindaco di Mosca nel 1992. Nel 2001 la Inteco entra nel settore edilizio, acquistando la quota di controllo di una delle principali imprese edili di Mosca, la DSK-3. La società riesce così ad assumere il controllo di circa un quarto del mercato dei prefabbricati della capitale russa. Nel 2002, la società crea un dipartimento specializzato in costruzioni monolitiche. La Inteco inizia ad acquistare cementerie, grazie alle quali diventa la più grande fornitrice di cemento del Paese. Tra il 2002 e il 2003 la società, su disposizione del governo di Mosca, diventa, in una volta sola, uno dei principali investitori di ben sei progetti di sviluppo integrato. Nel 2004 la società riceve l’autorizzazione per la ricostruzione di alcuni edifici nel centro storico di Mosca. Nello stesso anno, la Inteco si appropria dello status di società autorizzata dal governo di Mosca a predisporre i terreni e la documentazione pre-progetto per la costruzione di alberghi e complessi turistici-ricreativi nella capitale. Nel 2005 la società si concentra sulla costruzione edifici abitativi monolitici e immobili commerciali. Tra il 2004 e il 2007 realizza la costruzione di un corpus studentesco dell’Università Statale di Mosca. Tra il 2005 e il 2008 il patrimonio della Baturina passa da 1,4 miliardi a 4,2 miliardi di dollari. Intorno al 2009, a causa della crisi, il suo patrimonio si riduce a 0,9 miliardi di dollari. Secondo gli esperti, il valore della holding Inteco prima della crisi raggiungeva i 3 miliardi di dollari. Nel 2010, invece, il valore stimato era di 1,5 miliardi di dollari.

Dalla periferia di Mosca al palazzo di Mayfair

Nata in epoca sovietica, negli anni Sessanta, Elena Baturina si definisce una persona proveniente da una “semplice famiglia della classe operaia”. Ha lavorato in una fabbrica che produceva strumenti vari e di sera studiava per prendere la laurea all’Università statale di management di Mosca.

Negli anni Ottanta ha incontrato quello che sarebbe diventato suo marito, Yuri Luzhkov, in seguito sindaco di Mosca. Nella corsa all’oro degli anni Novanta, Elena Baturina ha costruito un vero e proprio impero nel settore delle costruzioni con Inteco, che vale miliardi. Nel 2010 suo marito ha perso il mandato di sindaco, lei ha venduto le sue società e ha iniziato a trascorrere più tempo all’estero.

L’ufficio nel Regno Unito di Elena Baturina occupa una splendida residenza del XVIII secolo a Mayfair. Un’installazione artistica dinamica collocata accanto al banco della reception converte i versi poetici di Pushkin in tassi monetari grazie a un groviglio di display elettronici. Quando la incontro per la prima volta, la donna più ricca di Russia mi appare palesemente annoiata, come un’adolescente alla quale qualcuno abbia raccomandato di essere gentile con l’antipatica prozia. “Non mi sembra molto contenta di essere intervistata” le ho detto, e lei ha fatto spallucce. Poi, quasi con indifferenza, mi ha risposto: “Sono soltanto stanca oggi”. Verso la fine della nostra conversazione sempre più animata, Elena Baturina mi ha spiegato la sua riluttanza: “Penso che la stampa non mi piaccia perché sono pigra…e non ho voglia di sprecare tempo a prepararmi per le interviste. Del resto, mi rendo anche conto che se voglio che le mie idee siano ascoltate devo farlo”.

Stiamo creando il nostro futuro

Quando le chiedo di Be Open, ha molto da dire. Mi spiega che questo progetto unirà vari programmi e opere umanitarie, dando sostegno “ai giovani e ai creativi”.

Il suo interesse per le nuove generazioni è motivato dal fatto di essere madre? Elena Baturina ha due figlie che frequentano l’università e hanno 19 e 21 anni. Lei mi fa presente che studiano politica ed economia, non design. Ma aggiunge che tutti i giovani “hanno bisogno di un punto dal quale iniziare in questo mondo, perché stanno creando il nostro futuro”. Il concetto di “design” di Be Open comprende pressoché tutto. Nei prossimi due anni il progetto farà visita “ai quattro angoli della Terra” e sono in preparazione un evento a Delhi nel febbraio 2014 e un altro a Tokyo l’anno seguente.

Rampolli d'oro

Il progetto indiano ripone una particolare attenzione sulle opere di artigianato prodotte a mano, ma “non sarà una semplice mostra” sottolinea Yelena Baturina: “Stiamo cercando di scoprire in che modo la reciproca compenetrazione di cultura, sapere e tecnologia può portare a qualcosa di nuovo”.

Ciarlatani ovunque

Elena Baturina ha fatto fortuna nel settore delle costruzioni, ma uno dei suoi progetti edilizi preferiti per Mosca non si è concretizzato: l’architetto Hadi Teherani, che risiede ad Amburgo, aveva progettato una serie di cupole futuristiche che avrebbero dovuto diventare un complesso di uffici denominato “Cosmo Park”.

Il nuovo business

A settembre 2011, un anno dopo le dimissioni di Yuri Luzhkov dalla carica di sindaco di Mosca, la Baturina vende Inteco. Secondo gli esperti coinvolti nella transazione, il valore degli attivi venduti era pari a 1,2 miliardi di dollari. Attualmente la Baturina sta investendo in maniera attiva nel settore alberghiero, un’avventura iniziata prima del 2010. Nel 2009 viene costruito, per il valore di 35-40 milioni di euro, l’albergo a cinque stelle Grand Tirolia nella città austriaca di Kitzbühel. Nel 2010, a San Pietroburgo, apre il complesso alberghiero Noviy Peterhof. Nel 2012, dopo un’opera di restauro, apre il mini albergo Quisisana Palace, a Karlovy Vary (Repubblica Ceca). Nel 2013, dopo la ristrutturazione, entra in funzione anche l’hotel Morrison a Dublino (Irlanda), acquistato per 30 milioni di dollari. Tutti gli hotel di Elena Baturina sono gestiti dalla società Martinez Hotels & Resorts, con sede in Austria. Entro il 2015, la Baturina ha intenzione di portare il suo business a quattordici alberghi.

“Il fattore più importante, in qualsiasi attività imprenditoriale - dice Baturina -, è comprendere che i soldi non sono il fine, ma il mezzo per perseguire un fine”. Deplora quindi “la prima ondata di nuovi super-ricchi russi”, che hanno fatto i soldi “con qualche strana macchinazione finanziaria”. Adesso “vorrebbero ancora giocare e non sanno a che cosa dedicarsi, quindi iniziano a comprare yacht più grandi degli altri o a fare a gara a chi ha l’amante più giovane. Non provano mai la soddisfazione reale di raggiungere un risultato perseguito con un loro impegno concreto, ed è per questo che sono sempre insoddisfatti”.

Le chiediamo se è diverso fare affari in Europa e ridendo risponde di no: “È proprio la stessa cosa. Ci sono ciarlatani ovunque”.

Elena Baturina è pessimista per ciò che concerne l’economia russa: “Se vogliamo utilizzare la metafora della tossicodipendenza, potremmo dire di essere assuefatti all’ago petrolio. Una volta scomparso, soffriamo per i sintomi dell’astinenza”.

Amore, lealtà e Londra

Quando Yuri Luzhkov presiedeva il Comitato del consiglio municipale di Mosca per lo Sviluppo Economico, Baturina era una giovane ricercatrice e fu assegnata proprio al suo ufficio come assistente. Fu amore a prima vista? “No” risponde decisa, “ma insieme abbiamo lavorato molto bene”. Del mandato come sindaco del marito dice di aver “sempre saputo che era un incarico temporaneo”. Pertanto aggiunge di non essere rimasta sconvolta dall’improvviso cambiamento di atteggiamento della gente nei confronti del marito quando è stato destituito. “Forse non siamo i tipici funzionari di alto grado” dice, “perché abbiamo sempre mantenuto la famiglia unita e avevamo cari amici…”. Con una figlia che abita a New York e la madre rimasta a Mosca, Elena Baturina viaggia molto. Baturina dice di vivere “per lo più in aeroplano”, ma ha molte case “nelle quali mi reco ogni tanto, per le vacanze, per sciare, o quando vivo a Londra e a Mosca”. “Sono una persona felice”.

Mosca rimane ancora la sua casa? “Sì, certo, sono russa” risponde, aggiungendo che “questo spiega tutto!”. Adora Londra (“addirittura il suo clima”) e le piace potersene andare liberamente in giro senza scorta. Per le sue figlie è stato un bene, precisa, capire che “devono prendere bei voti all’università non per la posizione dei loro genitori, ma perché lavorano sodo”. Elena Baturina rimpiange di “essere stata risucchiata nei giochi politici”, perché suo marito “è diventato sindaco di Mosca”. Dubita di essere davvero la donna più ricca di Russia (fatto che ha snobbato più volte): “Ci sono molti miliardari che si nascondono e dei quali non sappiamo niente, ma se si parla di gente che non fa mistero del proprio reddito allora sì, probabilmente sono la donna più ricca di Russia”. “Sono una persona felice - aggiunge Yelena Baturina -, perché riesco a vedere concretizzate le cose alle quali ho dato vita. E se un giorno, in futuro, qualcuno dirà che la mia fondazione è servita loro come punto di partenza nella vita, allora sarò ancora più felice”.

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