Le Case della Cultura, i luoghi d’incontro dei lavoratori sovietici

Sputnik
Questa nuova istituzione, che prese piede negli anni che seguirono la Rivoluzione, doveva trasformare le masse di operai e lavoratori in individui comunisti istruiti, proattivi, politicamente alfabetizzati e devoti

I primi anni dopo la Rivoluzione in Russia furono anni di sconvolgimenti sociali e politici, ma anche di boom culturale e di entusiasmo di massa per il nuovo stile di vita sovietico.

Milioni di persone, che credevano nei valori dell’Unione Sovietica e sostenevano i bolscevichi negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione, sognavano di costruire una società completamente nuova.

Questo ambizioso obiettivo richiedeva però la formazione di un’istituzione sociale che permettesse di coltivare una certa tipologia di individui. La risposta a questa esigenza fu la nascita dei club dei lavoratori sponsorizzati dallo Stato.

Infatti, subito dopo la Rivoluzione, nacquero ovunque - dalle città ai villaggi - nuovi centri culturali. 

Nel 1920 furono determinate le principali funzioni sociali dei centri culturali: dovevano promuovere tra le masse lo sviluppo delle associazioni teatrali, l’educazione musicale, le belle arti, i musei, l’educazione fisica e lo sport.

Club ferroviario Telia, 1930 circa

Il più delle volte i club operai avevano un teatro, un cinema, una biblioteca, e offrivano attività socio-culturali ed educative per adulti e bambini, oltre a laboratori artigianali, sale da ballo e sale per varie attività sportive. Nel complesso, si trattava di spazi dove i lavoratori potevano recarsi dopo il lavoro per socializzare e divertirsi.

Ottobre 1955. Balli nel club di un villaggio

I club dei lavoratori in URSS erano organizzati in stretta collaborazione con lo Stato sovietico. Le autorità usavano questa istituzione sociale, divenuta altamente popolare, per forgiare persone dedite agli ideali predicati dal nuovo governo. I club dei lavoratori dovevano trasformare le masse di lavoratori in comunisti culturalmente preparati, proattivi, politicamente alfabetizzati e devoti. 

Regione di Mosca. 1963. Scolari alla Casa della Cultura della fattoria collettiva intitolata a Vladimir Ilyich, distretto Leninskij

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In una lettera al personale di una fabbrica, datata 7 novembre 1922, il leader dello Stato sovietico Vladimir Lenin si rivolse ai lavoratori così: “Oggi, nel giorno del quinto anniversario della Rivoluzione, accolgo con particolare piacere l'apertura del vostro club ed esprimo la speranza che voi, gli operai e gli impiegati della centrale elettrica statale [...] sarete in grado di trasformare questo club in uno dei luoghi più importanti per l'educazione dei lavoratori”.

Velikie Luki, via Troitskaya (poi viale Karl Liebknecht). In primo piano, l'edificio che ospitava il Club Centrale dei Lavoratori

Nei primi anni sovietici, i club dei lavoratori nascevano all’interno di palazzi in disuso, chiese e altri edifici che avevano perso la loro funzione dopo la Rivoluzione. Nella grandi città si crearono grandi case operaie, volte a ospitare i dipendenti di fabbriche e stabilimenti produttivi.

Alcune di queste case operaie erano estremamente sontuose, e simboleggiavano lo spirito pionieristico del nuovo Stato sovietico.

Club nel villaggio Koltsovka della fattoria di stato di Stalin. Chuvashia, 1940

Curiosamente, l'idea di creare luoghi dove i lavoratori che arrivavano in città dalle campagne potessero socializzare e svagarsi non era un'invenzione sovietica: le primissime case dei lavoratori - conosciute all'epoca come case popolari - furono fondate dal governo zarista prima della Rivoluzione. L'idea alla base di questa politica era quella di tenere occupati ed educare i nuovi abitanti delle città industriali in rapida crescita, in modo che la loro presenza non fosse una minaccia per la sicurezza pubblica.

A Mosca, ad esempio, fu fondata la casa Vvedenskij. Costruita nel 1903, divenne una delle case popolari più frequentate durante l'epoca zarista. Nel teatro di questa associazione furono portate in scena opere di Shakespeare, Ostrovskij e Cekhov.

Mosca, Casa del Popolo Vvedensky in Piazza Vvedenskaya (ora Piazza Zhuravlev) 1910 - 1915

Il Club Rusakov a Mosca fu costruito per l'Unione dei Lavoratori Comunali nel 1929. 

Il Club Rusakov a Mosca

Alcune delle case dei lavoratori erano chiamate “palazzi della cultura”. Questo particolare “palazzo della cultura” fu costruito a Mosca per gli operai della ZIL nel 1931.

Mosca. 1 ottobre 1979. Palazzo della Cultura ZIL

Questo è un esempio di un club operaio a Leningrado (ora San Pietroburgo). L'edificio fu eretto alla fine degli anni '20.

Palazzo della Cultura Gorkij, Leningrado, 1938

Molti degli edifici in cui si trovavano i club degli operai mantengono oggi le loro funzioni e ospitano teatri, musei, case di cultura e altre istituzioni pubbliche.

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