Lenin prima di diventare Lenin: la giovinezza spensierata e monella del futuro padre del comunismo

Storia
GEORGY MANAEV
Da ragazzo Vladimir Uljanov era uno studente modello, nonostante il suo carattere discolo ed esuberante

Il piccolo Volodja (diminutivo di Vladimir) Uljanov, finito sui libri di storia con lo pseudonimo di Lenin, era una vera peste sia per i genitori, che per i suoi insegnanti. Figlio di Ilja Uljanov, un educatore e docente di matematica e fisica russo di religione ortodossa, nacque nel 1870 a Simbirsk in una famiglia borghese. Crescendo rivelò un carattere esuberante.

Secondo i racconti delle persone a lui vicine, Vladimir amava i giochi rumorosi e pericolosi e spesso rovinava i suoi stessi giocattoli. Aveva la tendenza a comandare gli altri bambini e a prenderli in giro; inoltre, sapendo che sua sorella aveva una certa repulsione per le radici delle piante, a ogni occasione ne prendeva una e gliela scuoteva davanti alla faccia. Nemmeno suo fratello minore Boris si salvò dai perfidi scherzi di Volodja: come quella volta in cui il piccolo Boris si mise a piangere ascoltando una canzoncina che raccontava il triste destino di una capretta e Vladimir, per dispetto, continuò a canticchiargliela crudelmente, apparentemente divertito dalle lacrime del bambino. 

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Tuttavia, nonostante il suo carattere monello, il piccolo Volodja dimostrò di essere un bambino brillante: imparò a leggere a cinque anni e frequentò brillantemente il ginnasio. 

Da grande dirà di aver avuto un’infanzia felice, pur consapevole che i figli dei contadini non potevano dire la stessa cosa: “Ho ricordi abbastanza belli dell'infanzia. Vivevamo al caldo, non conoscevamo la fame, eravamo sempre circondati da eventi culturali, libri, musica, divertimenti e passeggiate. Ma lo stesso non si può dire dei bambini dei contadini”.

Mantenne un carattere discolo anche crescendo: una volta, ad esempio, prese in giro il suo insegnante di ginnastica, un francese che aveva lavorato come cocchiere, per uno stupido errore di ortografia che, secondo Lenin, era dovuto alle umili origini dell'insegnante. Quell’episodio scatenò uno scandalo talmente grande che il futuro padre del comunismo quasi dovette rinunciare al suo certificato di laurea con lode. Lenin era il primo della classe in tutte le materie, tranne che in logica, dove aveva voti più bassi. Più volte venne definito come uno studente “molto talentuoso, sempre laborioso e ordinato”.

Ma un mese prima di ricevere la pagella finale, la sua famiglia fu colpita da una tragedia: suo fratello maggiore Aleksandr fu giustiziato per aver progettato l'assassinio dello zar. Questo evento pose bruscamente fine alla spensierata giovinezza di Vladimir Uljanov, nelle cui vene iniziò a ribollire quel suo crescente sentimento anti-zarista, già covato durante gli anni universitari a Kazan (Lenin venne infatti espulso dall'Università di Kazan per aver partecipato alle proteste contro il regime zarista).

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