La GAZ-3105: l’auto “capitalista” dell'URSS

Maksim Sidorov (CC BY 3.0)
La Volga GAZ-3105 aveva un grande potenziale, ma la produzione di questo modello andò in fumo negli anni ‘90 insieme al crollo dell'URSS

Ecco a voi un’auto unica che si poteva incrociare per strada negli ultimi anni di vita dell’Unione Sovietica. La cosa sorprendente è che ne vennero assemblate appena 50 unità e il progetto fu interrotto subito dopo il crollo dell’URSS. 

Inizialmente si trattava di un modello fin troppo promettente per l’industria automobilistica sovietica, che tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 produceva modelli qualitativamente inferiori rispetto alle case automobilistiche europee e americane.

Negli anni '80, la fabbrica di automobili Gorkovskij - GAZ - lavorò allo sviluppo di un modello di auto nuovo di zecca che prometteva di essere ben più avanzato di qualsiasi altro veicolo prodotto in quel periodo in URSS.

Il risultato fu la GAZ-3105: un’auto che incorporava le ultime tecnologie disponibili all'epoca: una sospensione a ruota indipendente McPherson, uno sterzo a pignone e cremagliera servoassistito, freni a disco su entrambi gli assi, un motore nuovo e una trasmissione fondamentalmente diversa.

Per l’industria automobilistica sovietica, assemblare questo modello rappresentava un enorme passo in avanti a livello tecnologico che avrebbe permesso al paese di competere con le aziende automobilistiche capitaliste.

Alla fine degli anni '80 erano già stati assemblati alcuni prototipi della Volga GAZ-3105. L'auto aveva degli interni molto particolari: i finestrini erano più grandi del solito, e si aprivano nella parte inferiore, mentre quella superiore rimaneva intatta. Questa soluzione (forse poco pratica) conferiva all'auto un aspetto del tutto inedito per gli standard dell’epoca.

Quest’auto assomigliava molto all’Audi 100 che aveva ispirato gli ingegneri sovietici per produrre la GAZ-3105, senza però copiarla del tutto. Il motore V8 dell'auto fu invece costruito ex novo. 

Rispetto alle altre auto di produzione sovietica, la GAZ-3105 rappresentava una svolta tecnologica: era equipaggiata con sedili telecomandati e finestrini, specchietti e antenne elettrici. Anche i sedili posteriori erano elettrici ed erano dotati di un sistema di riscaldamento. 

Ma la produzione di massa di questo modello svanì con la caduta dell'URSS. Quando l'Unione Sovietica crollò e il paese iniziò a rimboccarsi le maniche per ricostruire l’economia in rovina, i finanziamenti statali per la fabbrica di automobili Gorkovskij furono interrotti: gli ingegneri non potevano continuare a lavorare all'auto senza avere i mezzi per costruirla. 

Nel 1994, il primo presidente russo Boris Eltsin firmò un decreto che stabiliva che la fabbrica di automobili Gorkovskij dovesse produrre almeno 250 automobili all'anno. Ma lo Stato non fornì mai i fondi sufficienti per sostenere il numero stabilito e le auto furono prodotte in cattive condizioni finanziarie: ciò ne influenzò notevolmente la qualità, poiché gli ingegneri dovettero risparmiare ogni singolo centesimo durante il processo di costruzione.

Il risultato fu disastroso: le auto venivano assemblate con parti diverse, alcune delle quali erano contrassegnate come “made in URSS”, altre invece indicavano di essere state fatte in Russia. Gli interni erano di plastica economica, a volte di colori non corrispondenti. Parti minori, come le chiavi di accensione e i tappi del serbatoio del gas vennero presi in prestito da un'altra azienda produttrice di auto, la Lada, e contrassegnati di conseguenza. Gli ingegneri usarono anche alcune parti originariamente dell'Audi 100. 

La GAZ-3105 divenne un'auto emblematica che rappresentava la divisione tra due epoche diverse: la tarda Unione Sovietica con i suoi piani ambiziosi e un sistema politico ed economico disfunzionale, e la Russia moderna dei primi anni '90, che doveva reinventarsi e risolvere i problemi strutturali ereditati dall'URSS. Sfortunatamente, la Volga GAZ-3105 non sopravvisse al cambiamento.

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie