Bunker e giganteschi radar abbandonati: viaggio tra le reliquie della guerra fredda

Georges DeKeerle/Getty Images
Alcune installazioni, perlopiù abbandonate, ci ricordano ancora oggi quei tempi inquieti

1 / Stazione radar Duga 

Questa stazione radar di allerta per missili balistici intercontinentali si trova vicino a Chernobyl. Poteva identificare lanci da 4.000 chilometri di distanza. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qui

Quando era in funzione, il gigantesco radar emetteva un segnale di trasmissione molto caratteristico, che gli attribuì il soprannome di “picchio russo”. 

2 / Bombardieri sovietici M-4 nella base aerea di Engels, nella regione di Saratov 

L'M-4 fu il primo bombardiere intercontinentale del mondo costruito per trasportare bombe nucleari. Questo mostro di 80 tonnellate, soprannominato “Bisonte” dagli analisti della NATO, fu realizzato solo pochi mesi prima del B-52 americano.

3 / Silo missilistico nucleare abbandonato

Questo tipo di silo conteneva il missile balistico Dvina R-12 capace di trasportare una testata nucleare da 2,3 megatoni su una distanza di 2.000 chilometri. La profondità del silo è di 30 metri.

4 / Oggetto 825 GTS

L'ex base segreta di sottomarini nella baia di Balaklava, in Crimea, è oggi un complesso museale. All'epoca, però, la città di Balaklava e la sua baia erano una zona riservata, e proprio lì, all’interno del monte Tavros, fu costruita la base, destinata a ospitare, riparare e mantenere i sottomarini dei Progetti 613 e 633.

Oltre a ospitare e riparare i sottomarini, la base serviva anche come deposito per i siluri. Fu costruita per sopportare un’intera esplosione nucleare, e comprendeva una rete sotterranea di canali d'acqua con un pontile a secco, officine di riparazione e magazzini per l'immagazzinamento armi.

5 / Bunker-42 nel quartiere Taganka, Mosca

Il bunker, costruito come rifugio per Joseph Stalin e i membri del governo nell’eventualità di un'esplosione nucleare, si trova a 65 metri sotto terra, nel centro di Mosca.

La costruzione di questa struttura di 7.000 metri quadrati, realizzata negli anni ‘50, fu tenuta nascosta anche agli stessi abitanti della città. Per i 30 anni successivi, fino al 1986, il bunker è stato utilizzato come posto di comando per i bombardieri strategici che trasportavano armi nucleari. Ora ospita il Museo della guerra fredda. 

6 / Sistemi di difesa antimissile S-25 e A-35

Questi sistemi di difesa antimissile, dalla curiosa forma sferica, si possono vedere ancora oggi nella periferia di Mosca. Apparvero nei primi anni ‘50 vicino a Naro-Fominsk per poter intercettare eventuali attacchi contro la capitale. 

7 / Il “portale”

Il tunnel lungo un chilometro scavato nelle rocce della Chukotka serviva un vicino campo d'aviazione usato dall'aviazione a lunga distanza. Secondo i piani dell'esercito, gli aerei dovevano ritirare qui il loro carico di armi nucleari. Per confondere i servizi speciali occidentali, il sito aveva molti nomi diversi: Magadan-11, Anadyr-1, Oggetto C, Gudym. Il personale che operava lì, lo chiamava semplicemente il “portale” o il “buco”.

Il sito era così segreto che nemmeno gli specialisti che vi lavoravano conoscevano la posizione di tutte le strutture del “portale”.

8 / Ex sito di test nucleari di Semipalatinsk, Kazakhstan

Questa zona di 18.500 km quadrati di steppa deserta, in Kazakhstan, è stata luogo di esplosioni nucleari, termonucleari e di idrogeno per ben 40 anni: esplosioni che causarono la contaminazione radioattiva di tutta la parte orientale del Kazakhstan. Secondo varie stime, i test ebbero gravi ripercussioni su oltre 1,5 milioni di persone.

9 / Deposito sovietico di testate nucleari nella Repubblica Ceca

L'area appartiene ancora oggi all'esercito ceco; pur non essendo utilizzata dalle forze armate locali, è comunque tenuta sotto stretta sorveglianza. L'installazione Javor 51, un tempo top secret, è sopravvissuta in condizioni quasi perfette ed è stata trasformata in un museo.

10 / Ospedale militare sovietico a Budapest

L'esercito sovietico si ritirò dall'Ungheria nel 1991; ritirandosi, abbandonò l'ospedale militare. L’edificio non è stato riconvertito e ancora oggi dai resti si può intuire l’antica presenza di un altro Stato. 

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