Mosca come Venezia: la grande alluvione che allagò il Cremlino e le strade della capitale russa

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Accadde alla vigilia della Pasqua ortodossa del 1908, e fu una delle inondazioni più devastanti della città: l’acqua allagò le strade creando grossi canali tra gli edifici del centro

Nell’aprile del 1908, alla vigilia della Pasqua ortodossa, Mosca fu colpita da una delle più pesanti inondazioni della sua storia: fu la peggiore alluvione che la città si ritrovò ad affrontare nel XX secolo.

“Lo straripamento del fiume Moscova, che quest'anno è arrivato estremamente tardi, ha assunto proporzioni mostruose, che hanno superato ogni aspettativa... Cinque quartieri sulla riva destra del fiume sono stati colpiti in modo particolarmente grave: Khamovnicheskij (Dorogomilovo), entrambe le sezioni del distretto di Pyatnitskaya ed entrambe le sezioni di Yakimanskaya. L'inondazione di quest'anno ha interessato un quinto della città”, si legge in un rapporto del Consiglio comunale di Mosca.

Il giornale Birzhevye Vedomosti ha scritto: “Naturalmente è difficile calcolare i danni: durante le feste non ce n’è stato il tempo. Finora si sa solo che più di 1.500 case sono state danneggiate dall'alluvione, e nel solo quartiere di Zamoskvoretskij è stata allagata una superficie di quasi 2.000 ettari”. In seguito è emerso che, in realtà, sono stati danneggiati circa 25.000 edifici e l'area allagata è stata di 16 km quadrati.

Il giornale Russkoye Slovo riportò una visione poetica dell'alluvione: “Ogni minuto arrivano barche che trasportano passeggeri di ritorno dalle chiese con candele accese. Proprio come sul Canal Grande a Venezia. Solo che qui non ci sono serenate”. Le persone che non riuscivano a mettersi al sicuro venivano salvate dai barcaioli, così come si vede in molte cartoline d’epoca.

“La vista sul fiume tra il quartiere Moskvoretskij e i ponti di Kamennyj è particolarmente suggestiva: da un lato, le pareti del Cremlino, illuminate dalle lampade elettriche di entrambi i ponti, sono immerse nell'acqua, e dall'altro, le belle case e i palazzi dell'argine di Sofiyskaya si riflettono in essa”, scrisse il giornale Russkoye Slovo.

I ricchi commercianti di quel periodo istituirono prontamente un fondo per aiutare le vittime dell’inondazione e organizzarono una raccolta di denaro. La Pasqua favorì le donazioni e la somma fu raccolta in tempi abbastanza rapidi.

I residenti di vicolo Ushakovskij (nell'attuale quartiere di Khamovniki) celebrano la Pasqua riuniti su un tetto durante l'alluvione.

Alcuni testimoni oculari dissero che l'acqua del fiume Moscova si tinse di giallo perché l’alluvione colpì anche un impianto chimico e grandi quantità di vernice si riversarono nell'acqua. Quando l’acqua si ritirò, le fondamenta di alcuni edifici rimasero gialle.

Furono allagati più di 100 km di strada. Nelle foto, una via del quartiere Zamoskvoretskij di Mosca. Le perdite causate dall'alluvione furono enormi: lo zuccherificio di Gepner, ad esempio, fu tra gli edifici più colpiti: più di 5.000 tonnellate di zucchero finirono nel fiume.

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