Sei incredibili siti preistorici della Russia

Ilja Timin/Sputnik
Città in cui veniva lavorato il bronzo, labirinti di pietra, carri e tombe megalitiche: abbiamo raccolto i luoghi più sorprendenti che rappresentano l’eccezionale testimonianza di un lontano passato

1 / I dolmen del Caucaso occidentale, 2500 a.C.

Sulle montagne del Caucaso si contano così tanti dolmen (tombe megalitiche della preistoria) che gli scienziati parlano di una speciale “cultura dei dolmen” fiorita nel Caucaso occidentale intorno al 2500-2000 a.C. Oggi si contano circa 3.000 tombe megalitiche, di cui solo il 6% è stato analizzato e studiato. 

Di solito si presentano come delle case in pietra, costituite da due o più piedritti verticali che sorreggono l'architrave, costituito da uno o più lastroni orizzontali. 

2 / I petroglifi risalenti al 12000 a.C. e visibili in varie regioni 

I petroglifi, le incisioni preistoriche in pietra raffiguranti animali o simboli sacri, si trovano in molte parti della Russia: nella regione dell’Altaj, in diverse zone della Carelia, nel canyon di Argun in Cecenia, vicino al lago Kanozero nella regione di Murmansk... I petroglifi più impressionanti della Russia, risalenti al 12000-9000 a.C., si trovano nell'Estremo Oriente russo, a 75 chilometri a nord di Khabarovsk, nel villaggio Nanai di Sikachi-Alyan.

3 / I labirinti di pietra della regione di Arkhangelsk, 1000-500 a.C.

I labirinti di pietra sono oggetti di culto di tipo nordico. Si trovano soprattutto in Svezia (dove se ne contano circa 300), in Finlandia (circa 150), in Norvegia (20) e in Russia (circa 50); in Russia si concentrano perlopiù nella penisola di Kola e in varie isole del Mar Bianco. Ma i labirinti più interessanti si trovano sull'isola Bolshoj Zayatskij, una delle isole Solovetskij, nell'Oblast di Arkhangelsk.

Si stima che questi labirinti abbiano circa 2500-3000 anni. Venivano usati a scopo di culto e furono realizzati con massi locali. Ognuno di essi ha un solo ingresso, che funge anche da uscita. Sulle isole Solovetskij se ne contano 35.

4 / Pittogrammi degli Urali, 10.000 a.C. circa

Buona parte dei pittogrammi preistorici è stata individuata lungo le rive del fiume Tagil, del fiume Nejva e del fiume Rezh, nella regione montuosa degli Urali. La “galleria” di immagini è davvero enorme, e il più delle volte questi simboli rappresentano anatre, oche, cigni, cervi, alci, figure antropomorfe e figure geometriche. I pittogrammi sono stati dipinti con “ocra” (probabilmente mescolati al sangue) o con altri colori naturali. I primi pittogrammi di questa zona sono stati scoperti alla fine del XVII secolo. Si è rivelato molto difficile determinare l’epoca a cui risalgono, ma secondo gli esperti sarebbero probabilmente da ricondurre al periodo del Neolitico (circa 10.000 a.C.).

5 / I dolmen dell'isola di Vera, nella regione di Chelyabinsk, 3000-2000 a.C.

Negli anni 2000 sugli Urali è stata scoperta una cultura dei dolmen diversa da quella di cui accennavamo sopra: costruzioni più piccole rispetto a quelle del Caucaso, create intorno al IV millennio a.C. Il complesso più significativo è quello situato sulla piccola isola di Vera (lunga appena 450 metri), sul lago Turgoyak, nella regione di Chelyabinsk.

Si stima che il complesso risalga al IV-III millennio a.C. La struttura, apparentemente una sorta di tempio, è orientata secondo i punti cardinali, è dotata di finestre e decorata con sculture di teste di animali. Sull'isola ci sono più di 40 monumenti, tra cui siti di culto e una cava preistorica utilizzata per tagliare le pietre.

6 / La cultura di Sintashta, negli Urali meridionali, 3000-2000 a.C.

Negli anni Settanta del secolo scorso, negli Urali meridionali, su un territorio di circa 350 chilometri quadrati, sono stati scoperti i resti di numerose città antiche, appartenenti alla cultura archeologica di Sintashta. Tutte le città furono costruite nella stessa epoca e hanno molto in comune: mura esterne, sistemi di drenaggio delle acque piovane e un'architettura di base molto simile. Le città erano popolate da persone di etnia caucasica che si occupavano del commercio e della produzione metallurgica: si suppone che le città producessero il bronzo. Gli abitanti della cultura Sintashta usavano anche i carri: il più antico carro scoperto (risalente al 2026 a.C.) è stato trovato proprio in questa regione.

Arkaim, scoperto solo nel 1987, è il sito più importante della zona. Si tratta di una struttura a forma di cerchio di circa 170 metri di diametro con un'area di fortificata, due cimiteri, stalle e officine. Ad Arkaim si produceva il bronzo e la città era in grado di resistere agli attacchi militari. Le ricerche archeologiche sul sito proseguono ancora oggi.

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