L’ammiraglio che rese la Marina sovietica in grado di competere alla pari con quella statunitense

L'ammiraglio Sergej Gorshkov

L'ammiraglio Sergej Gorshkov

Michurin/Sputnik
Fino al 1956 la flotta dell’Urss era poco più di una buona guardia costiera. Sergej Gorshkov, in quasi trent’anni di comando, la rese una superpotenza mondiale e la mise al centro della strategia militare di Mosca

“L’ammiraglio Sergej Gorshkov (1910-1988) ha modernizzato la Marina militare sovietica, che si è trasformata, sotto la sua guida, dall’essere una struttura arretrata di forze di difesa costiera a una flotta oceanica in grado di sfidare la potenza navale della marina americana”, ha scritto l’esperto militare James Holmes. Prima di Gorshkov, gli americani erano convinti che la loro superiorità sul mare fosse assoluta e inattaccabile.

Negli oceani del mondo

Quando nel 1956 Sergej Gorshkov fu posto a capo della Marina sovietica, quest’ultima era praticamente “chiusa” nelle sue acque territoriali. Più dell’80% delle navi era assegnato a operazioni di guardia costiera.

Al centro, l'ammiraglio sovietico Sergej Gorshkov

Il nuovo comandante si dette subito un compito ambizioso: portare la flotta sovietica negli oceani, in tutto il mondo. Gorshkov non condivideva la visione tradizionale, prevalente nel Paese, che la Russia (o l’Urss) fosse una potenza di terra, per la quale la Marina non poteva che giocare un ruolo secondario.

Si impegnò molto per persuadere la leadership sovietica che fosse necessario tenere in più alta considerazione le forze navali. Le sue tesi ebbero particolarmente successo con Leonid Brezhnev, che conosceva personalmente sin dalla Seconda guerra mondiale. Fu proprio Brezhnev a fornirgli un grande credito di fiducia e a dargli mano libera in materia di sicurezza marittima dello Stato, cosa che alla fine si rivelò la decisione giusta.

Un incontro a bordo dell'incrociatore Kirov durante le manovre navali Sever-68, 1968

“Un Paese e un governo che comprendono l’importanza della flotta ne possono trarre grandi benefici e vantaggi. Le marine diventeranno ancora più importanti man mano che il mondo entrerà in una nuova era: quella dell’esplorazione delle risorse degli oceani, per padroneggiare sui quali è già in atto una feroce lotta”, disse l’ammiraglio.

La nuova flotta

Gorshkov approfondì tutti i possibili aspetti dello sviluppo delle forze navali del Paese. Sotto il suo comando, la ricerca scientifica si intensificò: e vennero progettati nuove navi, aerei per uso navale e armi marittime. Il sistema dell’istruzione navale nell’Unione Sovietica ricevette un serio sostegno e il livello di istruzione e addestramento al combattimento degli equipaggi aumentò.

Un supporto missilistico sul ponte di una nave antisommergibile della Flotta del Nord coinvolta nelle manovre Okean-70

L’ammiraglio non stava certo seduto dietro a una scrivania. Ispezionava costantemente uffici di progettazione, cantieri navali e basi navali. Spesso Gorshkov prese parte personalmente ai test dei sottomarini, cosa che poteva fargli rischiare la vita.

Per contrastare le armi più efficaci degli americani, i Carrier battle group (Gruppi da battaglia delle portaerei), furono sviluppati e introdotti tipi moderni di armi: dagli incrociatori missilistici ai cacciabombardieri. Per un uso efficace di questi ultimi, alla fine degli anni Sessanta, iniziò la costruzione di un tipo di navi che era completamente sconosciuto alla Marina sovietica: gli incrociatori pesanti per il trasporto di aerei (il loro nome in codice per la Nato era “Classe Kiev”).

Il sottomarino nucleare

I sottomarini nucleari divennero il mezzo chiave di dissuasione delle forze navali nemiche, e decine di essi si avvicinavano segretamente alle coste degli Stati Uniti, seguivano le flotte americane e “davano la caccia” ai sottomarini del potenziale nemico in tutti i mari.

Un merito a parte di Gorshkov fu la rinascita nel 1963 della Fanteria di marina (Morkaja Pekhota), che era stata imprudentemente abolita sette anni prima. Tutte le flotte (del Baltico, del Mar Nero, del Pacifico e del Nord) furono dotate di un numero sufficiente di navi da sbarco e mezzi da sbarco.

Lo sbarco della Fanteria marina, 1973

Segno evidente dei risultati dell’ammiraglio furono le esercitazioni Okean-70, tra le più grandi esercitazioni navali della storia mondiale, a cui presero parte le forze di tutte e quattro le flotte dell’Urss: centinaia di navi, tra cui sottomarini nucleari, 2.500 uomini della fanteria di mare, e oltre 400 carri armati, blindati e pezzi di artiglieria da sbarco.

La parità con gli americani

Durante la cosiddetta “era di Gorshkov”, la flotta dei missili nucleari dell’Urss divenne un “ospite” costante in tutti gli angoli degli oceani del mondo. Nel 1985, con più di 1.500 navi, in termini di numero e potenziale di combattimento, l’Unione Sovietica era seconda al mondo solo alla Marina degli Stati Uniti, e ormai avrebbe potuto combattere alla pari. Come ha osservato il vice-ammiraglio Ashot Sarkisov: “Per la prima volta nella storia, il potenziale di combattimento della nostra Marina ha raggiunto un livello tale che ha iniziato a confrontarsi con efficacia con le forze navali combinate del blocco della Nato negli Oceani”.

Elicottero da cargo Moskva, 1973

“E Gorshkov non si limitò a inviare gruppi di navi in alcune regioni marittime, ma creò una precisa strategia… Sotto di lui, in una potenza che era sempre stata principalmente terrestre, la flotta divenne uno degli elementi chiave e più potenti per proteggere gli interessi nazionali”, ha detto Konstantin Strelbitskij, presidente del Club moscovita di Storia della Flotta.

Durante l’era di Sergej Gorshkov, la Marina sovietica acquisì anche una serie di basi in tutto il mondo, dalla Siria allo Yemen, da Cuba al Vietnam. Questo permise di coprire lo spazio degli oceani come una ragnatela, senza lasciare una sola zona scoperta.

Le celebrazioni per il Giorno della Marina sovietica a Vladivostok, 1986

Una simile espansione non poteva lasciare indifferente la prima potenza marittima mondiale, e negli Stati Uniti la figura dell’ammiraglio Gorshkov è sempre stata di grande interesse. Tanto che nel febbraio del 1968 apparve sulla copertina della rivista “Time”, unico leader navale dell’Unione Sovietica ad aver mai avuto questo onore.

Sergej Gorshkov ha lasciato oltre duecento lavori di ricerca sulla teoria e la pratica marittima. Uno dei suoi lavori più importanti è stata la monografia “Morskaja moshch gosudarstva” (“La potenza marittima dello Stato”). Un grande classico della geopolitica mondiale, che ha avuto diverse edizioni in Urss, ed stato tradotto in molte lingue e pubblicato in più di trenta Paesi stranieri (nel 1979 anche in inglese con il titolo “The Sea Power of the State”).

L'ammiraglio Sergej Gorshkov, Eroe dell'Unione Sovietica

Nel 1985, con le sue dimissioni del 9 dicembre, finì la lunga “era di Gorshkov”. Il celebre ammiraglio morì tre anni dopo, e non assistette a quelle difficili prove che, a causa del crollo dell’Unione Sovietica, la sua amata Marina avrebbe dovuto sperimentare.


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