Manifesti di propaganda: così l’URSS spingeva i propri cittadini a combattere i nazisti

V. Ivanov (1944)
Con questi poster si cercava di sottolineare il coraggio dei soldati, il valore delle madri in lutto e dei bambini orfani

Propaganda per i giovani 

In tempo di guerra, le fabbriche avevano sempre più bisogno di nuova manodopera. Dagli studenti agli apprendisti artigiani, tutti dovevano contribuire. 

“Studenti delle scuole ferroviarie e artigianali! Seguite l'esempio degli eroi al fronte!” (1942)

Gli artisti si rivolgevano anche ai bambini chiedendo aiuto per scovare il nemico. I pionieri ritratti in questo manifesto di Aleksej Pakhomov sono pronti a segnalare lo sbarco delle truppe aeree tedesche.

“Bambini, proteggete la Madrepatria! Attenti ai nemici, comunicatelo agli adulti!”

“Sii un eccellente studente!” (1945)

Oltre a dare il proprio contributo al fronte, i bambini venivano esortati a ottenere buoni risultati a scuola. 

Propaganda nelle fabbriche

Per radunare gli operai delle fabbriche, gli “architetti” della propaganda erano pronti a illustrare alla lettera il modo in cui il loro lavoro avrebbe contribuito a sconfiggere il nemico sul campo di battaglia. 

“Gli Urali al fronte!” (1942)

“[Un regalo] dalle donne dell'URSS al fronte” (1942)
“Un trattore nel campo è come un carro armato in battaglia!” (1942)

I poster dell’epoca mostravano anche le donne al lavoro nelle fabbriche e nei campi al posto degli uomini. L'immagine della donna sul trattore era molto diffusa.

Propaganda per i soldati 

Per motivare i soldati al fronte, sui manifesti venivano spesso raffigurati bambini, donne e anziani. Le immagini di chi restava a casa, scosso dalla disperazione e dalla fame, avevano il compito di suscitare la rabbia nei confronti dei nazisti. 

“Guerriero dell'Armata Rossa, salvaci!” (1942)
“Per il sangue e le lacrime dei nostri figli: morte agli invasori tedeschi!” (1943)
“Figlio mio! Vedi la mia sorte... Schiaccia i fascisti in una santa battaglia!” (1942)
“Ti aspettiamo giorno e notte, nostro combattente!” (1944)
“Meglio una morte onesta che una vita ignobile!” (1941)
“Resisti!” (1942)
“Combattente che ti trovi circondato, combatti fino all'ultima goccia di sangue

Gli artisti spesso raffiguravano gli atti di coraggio dei soldati, inserendo citazioni motivazionali di Joseph Stalin e di altre figure storiche, come il principe Dmitrij Donskoj, che schiacciò i mongoli tartari nel XIV secolo. 

Propaganda per la famiglia

“Gloria alla madre eroica!” (1944)
“Circondiamo con amore e cura i figli di chi è al fronte!” (1944)

Durante la guerra, il governo sovietico cercò di fornire ulteriore assistenza economica ai bambini, alle madri sole e agli orfani che avevano perso i genitori in battaglia.

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