Moskvitch: l’ascesa e il tramonto del famoso stabilimento automobilistico di Mosca

Foto d'archivio
Cambiò nome più volte e produsse alcuni dei modelli di auto più celebri del periodo sovietico

L'edificio della “Moskovskij Avtosborochnij Zavod imeni Kommunisticheskogo Internatsionala Molodezhi” (Impianto automobilistico di Mosca intitolato alla Gioventù internazionale comunista), noto anche con l’acronimo “KIM”, iniziò la propria attività nel 1930. L'obiettivo della “KIM” era quello di fornire al popolo sovietico auto economiche e allo stesso tempo funzionali. Lo stabilimento occupava un'area piuttosto grande lungo l'autostrada Ostapovskoe (ora conosciuta come Viale Volgogradskij), a sud-est di Mosca.

Ecco una delle prime auto Ford “Modello A” che lasciarono la “KIM”. Inizialmente la “KIM” non progettava le proprie auto perché gli ingegneri sovietici non avevano abbasta conoscenze ed esperienza. Lo stabilimento iniziò ad assemblare auto di tipo “faeton” (un tipo di carrozzeria utilizzata per le vetture d'inizio Novecento, ndr). I componenti venivano consegnati dagli USA sotto licenza. C'era anche un altro modello: la “Ford AA”, tipo cargo. Nel 1933, lo stabilimento divenne parte dello stabilimento di Gorkovskij, situato nella cittadina di Gorkij (oggi Nizhnj Novgorod, 400 km a nord-est di Mosca) dove fu avviata la produzione a ciclo completo.

Nel 1940 ebbe inizio una nuova era. Dopo esser diventata un'organizzazione autosufficiente 5 anni prima, la “KIM” avviò una ristrutturazione su larga scala e iniziò a produrre i propri modelli di auto. Così, nel 1940, uscì dalle catene di montaggio la prima “KIM 10-50” (in foto). Era più leggera dei modelli Ford e poteva raggiungere una velocità massima di 90 km/h. Quest'auto si ispirava alla Ford britannica "Prefect 1938". Successivamente fu creata una “KIM 10-51” di tipo faeton, ma entrambi questi modelli non conquistarono mai il mercato di massa, perché troppo costosi. Nel 1941 lo stabilimento fu riconvertito alla produzione di attrezzature belliche. 

Dopo la Grande guerra patriottica (così come i russi chiamano la Seconda guerra mondiale), lo stabilimento cambiò il suo nome in “Moskovskij Zavod Malolitrazhnikh Avtomobilej” (Fabbrica di Mosca per piccole automobili), noto anche come “MZMA”, e iniziò a produrre una nuova auto, la “Moskvitch-400”. Il nome fu scelto in onore dell’800° anniversario della fondazione di Mosca, celebrato nel 1947. Anche in questo caso, la vettura non fu un'invenzione degli ingegneri sovietici: fu usata come base la tedesca Opel “Kadett 1938”. Anche se costosa, fu il primo modello alla portata del popolo sovietico. Nel 1954 lo stabilimento creò una nuova versione chiamata “Moskvitch-401”, caratterizzata da un motore di maggiore capacità. Entrambi i modelli furono addirittura realizzati per l'esportazione. 

Nel 1957, gli ingegneri della “MZMA” elaborarono un nuovo modello chiamato “Moskvitch-423”: un tipo di auto nuovo di zecca per l'URSS, questa volta frutto dell'esperienza sovietica e basato su alcune modifiche apportate alla “Moskvitch-400”. Secondo la pubblicità dell’epoca, il bagagliaio poteva trasportare 250 kg. 

La “Moskvitch-407”, prodotta tra il 1958 e il 1963 e dotata di un potente motore, si rivelò un vero successo per la MZMA: poteva raggiungere una velocità massima di 115 km/h, un’ottima prestazione per l’epoca. Inoltre, la fabbrica riuscì ad abbassare notevolmente il prezzo di vendita, rendendo la “Moskvitch-407” un prodotto accessibile a molti sovietici. Questo modello divenne estremamente popolare anche all'estero: molte automobili venivano esportate in altri paesi socialisti e persino in Europa occidentale. Nel 1958 vinse il Gran Premio dell'Expo 58 a Bruxelles.

La “Moskvitch-408” fu presentata al British International Motor Show nel 1964, e l'anno successivo fu avviata la produzione in serie. L'auto, dal design moderno, era potente e affidabile, e poteva facilmente competere con altri modelli stranieri come la “Kapitan A” della Opel. 

La “MZMA” non produceva solo auto per le esigenze di tutti i giorni, ma aveva anche dei modelli da corsa: la “Moskvitch G-4” (in foto) ne è un interessante esempio. Fu creata per la prima volta nel 1965, e non essendo un modello di massa, fu prodotta solamente in tre esemplari. Secondo i costruttori, questo modello a serbatoio vuoto e senza conducente, pesava solo 512 kg. 

Nel 1968 la “MZMA” cambiò il nome in “Avtomobilnyj Zavod imeni Leninskogo Komsomola” (Fabbrica di automobili del Komsomol di Lenin), “AZLK”. Con questo nome continuò a progettare e a produrre nuovi modelli fino alla “Mosckvitch-2141”, nota anche come “AZLK-2141” e “Aleko”, uscita dall’impianto di produzione nel 1986. Fu l’ultima auto di successo prodotta da “AZLK” e la prima auto a trazione anteriore apparsa in URSS. 

Valentin Kolomnikov fu il direttore dell’impianto dal 1953 al 1992, e il suo nome è legato agli anni d’oro della “MZMA” (successivamente diventata “AZLK”). Molti operai lo consideravano un capo estremamente severo, ma quando morì, nel 1992, sembrò loro di essere diventati orfani. Nel 2015, una delle strade lungo l'ex territorio della “AZLK” fu chiamata in suo onore.

La morte di Kolomnikov coincise con le difficoltà che l'intero paese si ritrovò ad affrontare dopo la disgregazione dell'URSS. Nel 1992, la “AZLK” cambiò nome per l'ultima volta: divenne OAO “Moskvitch”. Ma i problemi apparvero già prima della disgregazione dell'URSS: in primo luogo, era troppo difficile per la “AZLK” competere con altri stabilimenti come la “VAZ”. Negli anni '90, la “Moskvitch” continuò a lavorare nonostante il calo della domanda, e nella seconda parte del decennio la produzione fu ridotta. Gli operai venivano persino pagati in parti di automobili invece che in denaro.

Ma alla fine, la “Moskvitch” non riuscì a risollevarsi e nel 1998 smise di produrre utilitarie per passare alla produzione di un modello di classe premium chiamato “Ivan Kalita” (dal nome di un famoso Granduca di Mosca, vissuto nel XIV secolo). Questa vettura si basava sulla “Moskvitch-2141”. La sua produzione terminò nel 2001, perché la qualità era considerata non abbastanza alta per la classe premium e non piaceva agli acquirenti. Due anni dopo, lo stabilimento avviò una procedura di fallimento. Nel 2010 la “Moskvitch” è stata ufficialmente chiusa.

Nel 1980 venne aperto un museo dedicato all’impianto, il Museo “Moskvitch”: questo edificio a forma di UFO divenne luogo di esposizione per i modelli di auto fuori produzione. Anche molti dipendenti contribuirono alla collezione del museo. Quando lo stabilimento fallì, nel 2006, anche il museo venne chiuso.

È interessante notare che il nome dello stabilimento, rilevato dalla Renault, fu rimosso dall’edificio solo nel 2014; inoltre, in quegli anni il governo di Mosca decise di riorganizzare le zone industriali della città, e fu aperta una tecnopoli chiamata “Moskva” negli ex edifici di “AZLK”. Le sezioni inutilizzate furono gradualmente demolite.

L'altra parte del territorio della “AZLK” è stata trasformata in una zona residenziale con un centro commerciale, diversi negozi di ferramenta e centri di assistenza per auto. C’è ancora oggi una piccola sezione abbandonata, in parte smantellata. L'eredità della “AZLK” è giunta al termine.

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