Su quali bandiere, in Russia e in giro per il mondo, resta ancora oggi la falce e martello?

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L’Urss non esiste più da quasi trent’anni, ma il suo simbolo più riconoscibile è ancora piuttosto diffuso, dalla Cina ai partiti comunisti dell’Occidente, dalla principale compagnia aerea russa a qualche vessillo ufficiale

Per decenni, milioni di persone hanno onorato, temuto e qualcuno ha persino odiato il principale simbolo sovietico, che incarnava l’unità di operai e contadini: la falce e martello (in russo: “sérp i mólot”). Nonostante siano trascorsi circa trent’anni dal crollo dell’Urss, la falce e martello provoca ancora accese discussioni in tutto il mondo.

In alcuni Stati l’uso del simbolo è vietato dalla legge, come quello della svastica nazista, mentre da qualche parte adorna ancora le facciate dei palazzi, e, seppur in una forma leggermente modificata, rimane persino su alcune bandiere nazionali. Ma vediamo dove si può trovare ancora la falce e martello in giro per il mondo.

Bandiere dei partiti comunisti

Decine di partiti comunisti in vari Paesi hanno ancora oggi la falce e martello nel loro simbolo. In Russia, appare sulle bandiere e sul simbolo sulla scheda elettorale di due partiti. Quello che è considerato l’erede più diretto del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, ossia il “Partito Comunista della Federazione Russa” (fondato nel 1993),

e il partito “Comunisti di Russia”, che è in concorrenza con l’altro dal 2012.

Anche in altre ex repubbliche dell’Unione Sovietica, la falce e martello non è del tutto caduta nel dimenticatoio in politica. Tra gli altri, la si può trovare nel simbolo del Partito popolare comunista del Kazakistan

o del Partito dei Comunisti del Kirghizistan.

Sulle bandiere del più grande partito comunista del mondo, il Partito Comunista Cinese, c’è una falce e martello gialla su sfondo rosso. Simboleggia la chiarezza e l’impeccabilità dell’ideologia socialista. Da notare che l’impugnatura della falce è più tondeggiante rispetto a quella sovietica.

L’India è nota per il suo vasto e diversificato movimento comunista e la falce e martello è presente sui simboli di molti partiti di sinistra del Paese: dal Partito comunista d’India marxista a quello marxista-leninista a quello maiosta e anche al Socialist Unity Centre of India.

La falce e martello ha una grafica piuttosto innovativa nel simbolo del giovane Partito Comunista Danese (fondato nel 2006):

Ed è piuttosto originale anche la grafica del finlandese Partito comunista dei lavoratori – Per la pace e il socialismo:

Il Communist Party of Britain, nato nel 1988, ha ritoccato il famoso simbolo, e la sua falce si trasforma in una colomba.

In Italia, Paese in cui fu attivo il più grande partito comunista del mondo occidentale, oggi la falce e martello appare sul simbolo di una miriade di piccoli partiti, tra cui: il Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea; il Partito Comunista; il Partito Comunista dei Lavoratori; il  Partito Comunista Internazionalista; il Partito Marxista-Leninista Italiano; il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo; il Partito di Alternativa Comunista; Sinistra anticapitalista; e il Partito Comunista Italiano, fondato nel 2016, e il cui simbolo richiama molto da vicino quello storico del Pci, a parte per le aste delle bandiere, nere invece che bianche, e per la mancanza dei puntini nella sigla:

A sinistra, lo storico simbolo del Partito Comunista Italiano disegnato da Renato Guttuso e utilizzato dal 1953 al 1991. A destra, quello del Partito Comunista Italiano, realizzato nel 2016

Bandiere nazionali e regionali

La bandiera dell’Unione Sovietica con la falce e martello è diventata storia il 25 dicembre 1991, quando venne ammainata, ma il simbolo comunista si trova ancora su alcuni vessilli ufficiali. In Russia, la falce e martello appare sulla bandiera e sullo stemma della Regione di Brjansk,

sulla bandiera della regione di Vladimir,

sulla bandiera di Orjol e di alcune altre città.

La Repubblica Moldava di Pridniestrov, più nota come Transnistria, una repubblica autoproclamata non riconosciuta internazionalmente sul territorio della Moldova, usa la bandiera della Repubblica Socialista Sovietica moldava, con la falce e martello.

Falce e martello sono presenti anche sullo stemma dell’Austria: un’aquila nera li tiene tra le zampe. Sono apparsi dopo il crollo dell’Impero austro-ungarico (furono aggiunti nel 1921) come simbolo del fatto che lo Stato non era più un oppressore, ma un vero amico e mecenate degli operai e dei contadini. In Urss, una tale combinazione di “aquila imperiale” e simboli socialisti sarebbe apparsa ridicola.

Sulla bandiera dell’Angola, il simbolo è presente in una variante molto insolita. Invece di una falce, qui c’è una parte di una ruota dentata, e invece di un martello, un machete.

La compagnia aerea “Aeroflot”

Il principale pr del famoso simbolo sovietico oggi è la più grande compagnia aerea russa: Aeroflot. Gli elementi chiave del suo logo, la falce e il martello, sono visti quotidianamente da migliaia di passeggeri in tutto il mondo.

All’inizio degli anni Duemila, la compagnia aerea prese in considerazione l’idea di cambiare logo, ma alla fine tornò sui suoi passi, quando apparve chiaro che il colpo di spugna non era gradito ai viaggiatori russi. “Questo è un vecchio marchio che tutti associano ad Aeroflot e ai viaggi in aereo. Questo logo è così armonioso che non è facile sostituirlo”, dichiarò nel 2003 Lev Koshljakov, vicedirettore generale della compagnia aerea, in un’intervista a France Presse. 

Nel 2017 è scoppiato uno scandalo in Lituania, relativo proprio al logo di Aeroflot. L’uso dei simboli sovietici è vietato nel Paese e giornalisti e politici locali hanno creato un polverone perché la pubblicità della compagnia aerea russa, con falce e martello, era apparsa per le vie di Vilnius. Il parlamentare Mantas Adomenas si è persino chiesto se gli aerei Aeroflot abbiano il diritto di attraversare i confini di Stato della Lituania, visto che hanno la falce e il martello anche sulla fusoliera. Quanto ai manifesti con la pubblicità, sono rimasti al loro posto fino alla fine della campagna promozionale.


Che fine fece l’autore della fotografia simbolo della bandiera rossa sul Reichstag? 

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