Donne sovietiche in bikini: come si è evoluta la moda da spiaggia nel XX secolo

Ragazze sugli scogli in una spiaggia di Odessa

Ragazze sugli scogli in una spiaggia di Odessa

Valerij Gande-Rothe
Nell’URSS degli anni ‘50 e ‘60 i pudici pantaloncini a vita alta sono stati spazzati via da moderni bikini che scoprivano fianchi e ombelico. Queste foto d’epoca raccontano l’evoluzione di un capo diventato immortale

Sembra difficile immaginare operaie e ragazze del kolkhoz in bikini e costume a due pezzi: non è esattamente l’associazione di idee più immediata che si possa avere, per un periodo in cui era richiesto rigore e pudore. In effetti, alcune rare fotografie scattate sulle spiagge sovietiche degli anni ‘20 e ‘30 mostrano perlopiù ragazze in pantaloncini, attente a coprire fianchi e ombelico.

Ritratto di donne in riva al mare, anni ‘20
Sulla spiaggia dell’oblast di Leningrado, anni ‘30

L’avvento del bikini è arrivato solo qualche anno più tardi, spazzando via vecchi pudori e rinnovando la moda da spiaggia... complici, anche e soprattutto le attrici dell’epoca, entrate nel firmamento eterno delle sex symbol.

Località di vacanze della Crimea, anni ‘50

I primi bikini sono apparsi in Unione Sovietica solo negli anni ‘50. Inizialmente fecero scalpore, e i primi modelli furono indossati prevalentemente da attrici o ragazze più bohémienne. I pantalocini da bagno a vita alta, che oggi definiremmo “retro”, sono rimasti di moda fino agli anni ‘80.   

I bikini iniziano a diffondersi in URSS negli anni ‘60: il pudore dei decenni precedenti si affievolisce e molte ragazze scoprono senza vergogna fianchi e ombelico. Ma i costumi da bagno facevano parte di quella categoria di prodotti di cui all’epoca vi era parecchia carenza, perciò venivano confezionati direttamente a casa, riciclando vecchi pezzi di stoffa.  

Il primo modello di radiolina “Spidola” sulla spiaggia di Yurmala (oggi Lettonia), 1960
Vacanzieri sulla spiaggia di Sochi, 1960
Su una spiaggia dell’Estonia, anni ‘60

Nel 1969 uscì il film cult “Crociera di lusso per un matto” (titolo originale “Brilliantovaya ruka”), nel quale l’attrice Svetlana Svetlichnaya appare in uno straordinario bikini, piuttosto osé per i canoni dell’epoca; ma quelle scene contribuiranno a immortalarla come un sex symbol del cinema sovietico.

Una scena tratta dal film “Crociera di lusso per un matto” di Leonid Gajdaj
Gita in barca, 1963

Tra gli anni ‘70 e ‘80 si presentò la possibilità di “mettere le mani” su costumi da bagno occidentali, costosi, ma molto alla moda. Ecco quindi che sulle spiagge sovietiche apparirono bikini di vari modelli e colori. Molto diffusi in quel periodo i costumi a mutandina. 

Nella località balneare di Palanga, oggi Lituania, 1964

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